11 dicembre 2018

Bodyguard: “Tieniti stretti gli amici…”

Bodyguard: “Tieniti stretti gli amici…”

*Può contenere spoiler*

Il tema della sicurezza nazionale e internazionale non è certamente uno dei più affrontati senza portare su schermo una spettacolarizzazione degna dei saloni di Hollywood. Prodotti genuini e realistici capaci di tenere gli spettatori incollati alla trama sono sempre più rari, ma fortunatamente, di tanto in tanto le aspettative del pubblico vengono esaudite. L’ultima produzione dell BBC in termini di Serie TV di qualità è senza ombra di dubbio “Bodyguard“. Sebbene ci si trovi appena al termine della prima stagione, questa fiction ha totalizzato un numero impressionante di ascolti, diventando ben presto una delle più viste nel Regno Unito.

Ambientata ai giorni nostri, “Bodyguard” è incentrata sulla vita di David (Richard Madden), un ex-militare scozzese di stanza in Afghanistan, che lavora nella sicurezza privata. Dopo avere coraggiosamente sventato un attentato sul treno Intercity per Londra, David viene promosso e assegnato alla sicurezza del Segretario di Stato, Julia Montague (Keeley Hawes) come suo bodyguard personale.

David e Julia in una scena della serie

Il protagonista, che soffre di disturbo da stress post-traumatico (una patologia molto comune tra i veterani), studia le carte del Segretario per proteggerla al meglio, scoprendo però che è stata proprio lei a votare a favore di un intervento massiccio in Medio Oriente, mandando David al fronte.
La politica ambiziosa e aggressiva di Julia per prendere il potere in Inghilterra la rendono un bersaglio privilegiato di cittadini e terroristi allo stesso tempo, rendendo il lavoro di David ancora più difficile; un lavoro che potrebbe persino essere compromesso dalla necessità del protagonista di vendicarsi.

Sebbene la trama non sia ancora abbastanza articolata per svolgere un’analisi approfondita, Bodyguard si presenta in maniera estremamente interessante, specialmente dal punto di vista registico.
La scena iniziale, ambientata sul treno durante l’attentato, sembra quasi un cliché politico: una donna musulmana, con tanto di velo e imbottita di dinamite, cerca di farsi esplodere, ma viene eroicamente fermata da un solo cittadino britannico al posto delle forze speciali, che risultano impotenti e inadeguate. Lo spettatore potrebbe pensare che si tratti di un elemento scontato che si ripeterà per tutta la durata della serie, con i terroristi internazionali che cercano di rovesciare il governo.
Sorprendentemente però, “Bodyguard” va più a fondo, mettendo in luce un aspetto che non tutti considerano: il rischio maggiore per una figura pubblica sono le persone che le stanno accanto.
Per evitare spoiler, non andremo oltre questa frase, lasciamo agli spettatori il piacere di cogliere personalmente le dovute conclusioni guardando la prima stagione.
La trama è scandita da un ritmo fortemente altalenante tra momenti di calma interminabile, attimi di ansia ed azione resi in maniera impeccabile, mentre la colonna sonora è sostanzialmente un crescendo emozionale atto a creare panico nel pubblico , che può rispecchiarsi nelle emozioni provate dai personaggi.
Pur non essendo stata ancora tradotta in italiano, la serie è molto godibile anche in lingua originale, il che aiuta lo spettatore ad immergersi nell’universo britannico della sicurezza nazionale.

FONTI

BBC One

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