Ecco i giorni del mai:

Fruscia il costante scendere di mosche allegre
scoppia il petto del rospo, spezza il canto del gallo;
vocifera piano la vecchia del borgo
sussurra sottile un sospiro che muore.

Nell’orto di mia madre si scopre il futuro
brucia veloce la superficie del muro
e se scotta bollente l’amico mattone
la lucertola stanca rotola pazza
nell’acqua palmata di verde mollezza.

Pizzica nel fianco la spina del fieno
scorre la sapida mareggiata sul fremito
della fronte inquieta e sussulta il carro
nel letto di spighe e luccica il campo
al suono tonante dell’ultima estate.

 


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