14 novembre 2018

‘Circostanze urbane – atto I’ : Intervista a Simona La Neve e Fabrizio Milani

‘Circostanze urbane – atto I’ : Intervista a Simona La Neve e Fabrizio Milani

Circostanze urbane è un intervento di arte pubblica dell’artista Fabrizio Milani, a cura di Simona La Neve.
Si terrà venerdì 19 ottobre in via Emilio Gola, a Milano, dalle ore 18:00 alle ore 23:00, come è indicato sull’evento Facebook.

Fabrizio Milani (1988) vive e lavora tra Varese e Milano. Si diploma in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e attualmente frequenta la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Realizza installazioni, architetture e sculture in cui si rintracciano miti e personaggi dell’immaginario teatrale e circense che coadiuvano riflessioni sul rapporto dinamico tra gli esseri viventi. Influenzato dalla filosofia di Hans-Georg Gadamer e Guy-Ernest Debord, struttura la sua ricerca sui temi dell’autenticità scardinando giochi senza regole e nel tentativo di disinnescare i codici nascosti dell’esistenza. Tra le ultime mostre si ricorda il “Terzo Uomo” (Varese, 2017); “Vox Clamantis” (Milano, 2016), “In Linea d’Aria” (Roma, 2016).

Simona La Neve (1985) è una curatrice indipendente con sede a Milano. Si laurea in Architettura con una tesi sulle tratte urbane e mercantili a Istanbul. Svolge la libera professione e collabora con l’Istituto Nazionale di Urbanistica (2014); con Temporiuso del DASTU, Politecnico di Milano (2015) e con i Bocs Art-Residenze artistiche Internazionali (2014-2017, Cosenza) come curatore indipendente. Nel 2017 vince il concorso internazionale “Dalla memoria alla materia – Arti visive e Studi Curatoriali”. Tra gli ultimi progetti si ricorda: “Two People walked in a rural scenario” dove cura la mostra degli Agreements To Zinedine (Monza, 2017); “How Does an Exhibition Come into Being?” (CURRENT, Milano 2017) e “Urban Break” (Bocs Art, Cosenza 2017).

Come mai Circostanze Urbane è un evento che durerà solo dalle 18:00 alle 23:00?

Simona La Neve: Solo in apparenza dura così poco. Infatti, abbiamo ideato eventi e laboratori artistici che hanno preceduto l’evento, realizzati in collaborazione con i residenti di via Gola, che per nostra scelta non sono stati pubblicizzati. Questo perché il nostro obbiettivo è dimostrare che l’arte non è soltanto un manufatto da acquistare, ma un insieme di relazioni che si va a creare attorno a quell’oggetto o evento, dunque che non si limita a quel momento.

L’abbiamo fatto per creare relazioni tra le persone in modo semplice e sincero. Abbiamo scelto consapevolmente di non promuovere tutto il lavoro che c’è stato dietro, perché per noi è un atto privato, intimo e per questo profondamente relazionale. Non volevamo fare un’azione propagandistica.

Fabrizio Milani: Per quanto riguarda la singola giornata del 19, abbiamo segnalato come orario d’inizio le 18:00 per l’accesso al pubblico. L’intervento inizia dalla mattina: parte infatti da Varese, dal mio studio. Qui, come prima fase, compio un rituale: una tatuatrice mi tatuerà dei piccoli triangoli, -che riprendono l’immagine del circo, simbolo della festa urbana,- in alcuni punti ben precisi del mio corpo, come se fosse una vestizione rituale. Saranno infatti sui miei polsi, sul collo, e sulle caviglie, ad imitare le maniche, il colletto e l’orlo degli indumenti. È un atto cerimoniale di iniziazione che mi permetterà di continuare con il resto dell’intervento.

Laboratorio artistico

E anche questa parte, che comunque rientra in Circostanze Urbane, non è stato promossa.

FM: Si tratta di una preparazione personale, che una volta fatta mi permette di proseguire. È un atto che faccio per me, così che possa poi proseguire con il lavoro assieme alla comunità.

Dopo questo tatuaggio, l’evento prosegue con un’altra fase.

FM: Prosegue partendo dal mio studio con un furgoncino su cui abbiamo montato dei tendaggi che ho realizzato io. Arriverò fino a via Gola. Sul furgoncino ci sarà una voce registrata,come quelle dei vecchi circhi che promuovevano le serate di spettacolo e che oggi sono scomparsi quasi le tutto. Sarà un’azione in stile pifferaio magico, dove porterò con me chiunque voglia seguirmi.

A questo punto inizia la festa.

SLN: ‘Festa’ è intesa come atto comunitario, da realizzare insieme. Soprattutto, saranno presenti i residenti di via Gola, le persone che hanno un’attività commerciale in questa zona, e i bambini che abbiamo precedentemente coinvolto nei laboratori artistici, ma l’evento è aperto a chiunque. I passanti saranno invitato ad attraversare la via senza timore.

Come mai avete scelto proprio via Gola?

SLN: Perché vogliamo ricordare questa via per come è ora; quasi sicuramente cambierà aspetto di qui a poco, in quanto si trova tra i due navigli di Milano, in uno dei luoghi più in della città.

FM: È una via particolare, conosciuta principalmente per le case occupate e le minacce di sgomberi, ma vogliamo tenere la memoria del momento di transizione in cui ancora tanto dovrà succedere.

SLN: Vogliamo fotografare questo luogo per com’è in questo momento, per non perderlo. E vogliamo farlo con momenti di piccola e grande condivisione.

FM: Il culmine sarà proprio la festa, che è un atto di celebrazione.

Ho visto che ha preso parte all’evento anche un archivio molto importante…

SLN: Esatto, ed è una cosa di cui siamo molto felici, sia per quanto riguarda Circostanze Urbane, sia per la ricerca artistica di Fabrizio. Sarà presente infatti una raccolta di immagini provenienti dal Centro di Documentazione delle Arti Circensi CEDAC di Verona, che ha gentilmente collaborato con noi. Sono soprattutto immagini d’archivio storiche, di esterni di architetture circensi. L’idea della festa e del gioco è dominante nel nostro concept,viene lasciata molto libera, perché la festa deve rimanere libera, non eccessivamente gestita, che permette quindi al gioco, libero per natura, di esistere.

Quindi anche l’elemento della sorpresa è importante.

SLN: Certo, sorpresa per noi, perché non sappiamo ancora che dinamiche si svilupperanno e chi sarà presente. E sorpresa anche per chi verrà ad assistere, perché non sa cosa succederà fin quando non lo vivrà. Infatti, anche definire Circostanze Urbane un evento, non è corretto. Ci siamo opposti all’idea di realizzare un qualcosa di definito nei mesi di scambio e condivisione con fruitori e associazioni tra cui Spazio Aperto Servizi Cooperativa.

Atto I. Ci sarà anche un atto II?

SLN: Non lo sappiamo ancora, ma intanto abbiamo indicato che questo è solo un momento iniziale, perché non è un evento chiuso, appunto, ma una ricerca continua. Secondo me, l’arte dev’essere proprio questo: una ricerca che non si limita alla singola opera o al singolo giorno, ma anzi fluida, che non ha una fine definito.

FM: Potrà infatti continuare in altri atti realizzati con altre comunità, modificandosi via via. Trattandosi di circostanze urbane ogni realtà è differente.

A chi è rivolto l’evento?

FM: Ai residenti di via Gola soprattutto, ma anche al mondo dell’arte, in quanto ricerca artistica.

SLN: Non ad un pubblico tipico di galleria d‘arte privata, o almeno non è limitata a quel pubblico, ma del tutto aperto. Questo aspetto è fondamentale: l’arte non è solo un evento, ma la rete di relazioni che si va a creare. Non  solo un oggetto vendibile, ma la rete di incastri che ne nasce.

Domanda per Simona. Com’è il lavoro di una curatrice indipendente? Come ti trovi in questo ruolo?

SLN: È una faticaccia! Nel mio caso, per esempio in Circostanze Urbane, mi sono mossa da curatrice, ma non solo. Mi sono occupata di tutte le questioni burocratiche, oltre che all’aspetto prettamente curatoriale. Quindi penso sia molto importante saper offrire tutte le proprie skills personali, di volta in volta, ed essere in grado di mettersi in gioco per risolvere i problemi al meglio. Comunque è il miglior lavoro del mondo, perché c’è sempre qualcosa di diverso da fare e puoi conoscere tantissime persone, e riuscire ad unirle è la cosa più bella, per me.

Fabrizio, di tue opere fisiche oltre alla performance in sé, cosa ci sarà venerdì?

FM: I tendoni che vanno a completare il furgoncino itinerante. E i lavori che ho fatto con i bambini, le bandierine che abbiamo dipinto insieme. Ci saranno anche lavori che ho realizzato specificatamente per l’evento ma non dico di più per ora.

Fabrizio Milani, Untitled, tecnica mista su carta, 2018

Che riprendono l’immaginario del circo?

FM: Sì, perché lo vedo come la forma sensibile della festa. È il modo in cui riesco a rendere visibile l’idea del gioco, tramite forme come il triangolo di cui dicevo prima, che ricordano il tendone del circo, e tramite colori squillanti che ancora, ricordano i tendaggi degli ambienti performativi.

L’atormosfera del circo fa sempre parte dei tuoi lavori, anche al di fuori di Circostanze Urbane?

FM: Sì, mi sono accorto di averlo usato spesso. Negli ultimi due o tre anni l’ho utilizzato per cercare di arrivare a dare una forma concreta al gioco e alla festa.

SLN: Poi c’è un legame fortissimo con il territorio e l’urbanistica, anche perché sono spazi, quelli del circo, che non esistono quasi più, e riviverli permette di essere in quel posto ma anche di spostarti con la mente, di rimanere fermo, ma essere contemporaneamente in altri luoghi immaginifici.

Descrivete Circostanze Urbane in 3 parole.
SLN: Cittadinanza, ricerca, relazione.

Fabrizio Milani, Organismo urbano I, 2018, tecnica mista su carta, 29,7 x 42,0 cm

 


FONTI
Pagina Facebook evento

Contatti stampa evento: circostanzeurbane@gmail.com

Sito web Fabrizio Milano
Instagram Circostanze Urbane

 

 

 

 

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