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20 settembre 2018

Da Leopardi a Umberto Eco, da Tolkien a George Martin: i drink preferiti dei grandi scrittori

Da Leopardi a Umberto Eco, da Tolkien a George Martin: i drink preferiti dei grandi scrittori

Il buon Leopardi beveva vino, Umberto Eco ha personalizzato la ricetta del Martini e la mamma di Harry Potter adora il Gin Tonic. Scopriamo i drink preferiti di alcuni scrittori famosi!

1. Giacomo Leopardi – Vino

Giacomo Leopardi, (1798-1837) - ritr. A Ferrazzi, Recanati, casa Leopardi.jpg

Lo scrittore Recanatese non era sempre l’uomo addolorato e melanconico che emerge dai suoi idilli: nello Zibaldone si trovano diverse affermazioni in lode del vino e dei suoi effetti benefici, che il poeta afferma di aver più volte sperimentato su di sé:

«Il vino è il più certo, e (senza paragone) il più efficace consolatore. Dunque il vigore; dunque la natura.»

«Non pur giova all’immaginazione, ma eziandio all’intelletto, ed all’ingegno naturalmente, alla facoltà di ragionare, di pensare, e di trovar delle verità ragionando (come ho provato più volte per esperienza), all’inventiva ec. Alle volte per lo contrario giova sì all’immaginazione, sì all’intelletto, alla mobilità del pensiero e della mente, alla fecondità, alla copia, alla facilità e prontezza dello spirito, del parlare (…) come ho pure osservato in me stesso più volte. Altre volte all’opposto.» (8)

Altri grandi letterati appassionati di vino:

Possiamo citare Alexandre Dumas (padre) e Jane Austen (che amava soprattutto il vino francese), mentre al giorno d’oggi si può sicuramente citare George R. R. Martin.

2. J. R. R. Tolkien – Birra

L’inventore del genere fantasy amava la birra. Spesso si ritrovava all’Eagle and Child (a Oxford), il suo Pub preferito, con l’amico Lewis Carrol, per consumarne una (o più), mentre discutevano di letteratura.

Un altro letterato appassionato di birra è Andrea Camilleri.

3. J.K.Rowling – Gin Tonic

 

L’ideatrice della saga del maghetto non ha dubbi: è il Gin Tonic la sua bevanda preferita.

4. Gabriele D’Annunzio – Menta Get


Gabriele d'Annunzio- uno dei maggiori esponenti del DECADENTISMO, (movimento letterario nato in Francia) dove si risalta la bellezza e si ha un concetto di vita come opera d'arte.

Sebbene si sia diffuso il mito che il Vate, nonostante gli eccessi per cui è noto, non consumasse alcool, studi recenti hanno dimostrato che la tale convinzione è falsa. Infatti, dalle testimonianze di una donna che viveva con lui nei suoi ultimi anni di vita, raccontate nel libro La mia vita carnale di Bruno Guerri, si è scoperto che il poeta andava matto per il Menta Get, un liquore alla menta.

5. Ian Fleming – Martini

Ian Fleming il papà di James Bond, Agente 007.
È noto che il creatore di James Bond fosse un gran bevitore, tanto che nei suoi libri ha persino inventato il cocktail prediletto dello 007, il Vesper Martini. Proprio il Martini sarebbe stato il suo drink preferito: il Duke Hotel a Londra, dove Fleming soggiornava spesso, ha sempre dichiarato di avere inventato il cocktail proprio per lui.
Fleming apprezzava molto anche il gin liscio, di cui arrivò a bere quasi una bottiglia al giorno, finché il suo dottore non gli suggerì di passare al Bourbon, per questioni di salute. Beveva spesso anche whiskey.

6. Umberto Eco – Martini in tumbler

 

Umberto Eco, filosofo, semiologo e autore di best-seller del calibro de ‘Il nome della rosa’, è morto ieri 19 febbraio alle 22,30 nella sua abitazione. Aveva 84 anni. Il mondo della cultura, …
Anche Umberto Eco era fan di questo drink, che definì «il nepente, segno di civiltà», facendo riferimento a un farmaco mitologico che placava il dolore.
Eco amava bene il Martini non nella tipica coppetta da cocktail ma in un tumbler basso di cristallo, con molto ghiaccio, in modo che quest’ultimo sciogliendosi annacquasse il gin, permettendogli di mantenere la lucidità della mente e di sostenere conversazioni impegnative.

 


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