19 gennaio 2019

Intervista a I miei migliori complimenti, la nuova edera che cresce sulla musica indie

Intervista a I miei migliori complimenti, la nuova edera che cresce sulla musica indie

Tra le novità della musica indie di questo momento c’è I miei migliori complimenti, progetto di Walter Ferrari, artista milanese, diventato famoso con il brano Colazione da Gattullo, estratto dall’album d’esordio Le disavventure amorose di Walter e Carolina.

Originale e proiettato verso il futuro, è molto difficile collocarlo in un genere preciso, ma sicuramente è da tenere d’occhio per capire in che direzione sta andando la musica indie; lo abbiamo intervistato:

Hai un nome estremamente indie “I miei migliori complimenti”, fin dagli inizi era tua intenzione rientrare in questo genere?

Sì effettivamente è un nome un po’ indie, ma vecchia scuola, di quelli un po’ lunghi, come Marta Sui Tubi, L’officina della Camomilla[…]. Sinceramente mi sono abbastanza lasciato influenzare, ma poi quello che è uscito non era niente di quello che c’era già e niente di quello che c’è tutt’ora, perché ho un background completamente diverso da quello degli altri artisti indie di oggi. Credo di essere rientrato in quel contesto lì perché non mi si poteva etichettare in nessun altro modo. Non mi spiace, però se si guarda la musica secondo me faccio tutt’altro, come si vede soprattutto dagli ultimi pezzi.

Allora secondo te cosa vuol dire “essere indie”?

Io mi sento indie per l’autoproduzione più che per tutto il resto, poter prendere le scelte in maniera totalmente indipendente con i ragazzi che lavorano con me.

Dal Rap sei passato al pop, o meglio itpop, non sei l’unico a mischiare i due generi, secondo te come mai proprio in questo momento della musica italiana, i confini tra pop commerciale e rap sono così confusi? 

Ecco, io musicalmente mi sento più assimilabile all’itpop che all’indie.

Il confine è così sottile tra pop e rap perché con i nuovi mezzi di comunicazione musicale la gente ora può scegliere davvero ciò che le piace e non è più obbligata a sentirsi le “solite robe pop” trasmesse in radio ed è ovvio che i ragazzini si sentono più vicini a Sferaebbasta rispetto a quello che canta l’Amoroso, in cui può ritrovarsi solo un 35enne sfigato. È lo stesso un po’ per la scena indie, secondo me nei prossimi anni ci sarà un boom dell’itpop, proprio perché la gente si rivede di più nelle storie d’amore che raccontano Calcutta o quelle che raccontavano i Cani, piuttosto che quelle robe melense del pop contemporaneo che non sanno né di carne né di pesce.

Nei tuoi testi citi Tenco, i Cure, ma per Le disavventure amorose di Walter e Carolina a chi ti ispiri musicalmente?

La cosa migliore da fare è cercare di fare un suono proprio, non farsi condizionare da niente. Poi, chiaro che ascoltando vari generi ci si lascia influenzare. Direi che I miei migliori complimenti nasce ascoltando rap, EDM (Eletronic Dance Music ndr) e anche indie – anche se sono arrivato un po’ tardi ad ascoltarlo – sia italiano che internazionale.

La pasticceria da Gattullo è un locale storico di Milano, situato nel Piazzale di Porta Lodovica n. 2.

Come pensi possa essere stata influenzata la tua musica dall’ambiente di Milano?

Milano è stata fondamentale perché il cantautore 2.0 è estremamente personale rispetto a ciò che scrive, quindi nulla viene raccontato in generale, ma rispetto alla propria esperienza. Il testo è estremamente legato all’ambiente in cui si vive. Il mio contesto è Milano e quindi non piango in discoteca, ma al Rocket, faccio colazione non al bar, ma da Gattullo. Questo spesso non viene capito a livello discografico, perché allora un pezzo non è più vendibile in Italia, ma solo a Milano, in realtà è un errore pensarla così, perché il pubblico non è scemo e anche se a Roma non c’è il Rocket, ci sarà un altro club e allora il messaggio passa comunque.

I 3 posti più belli di Milano per te? (Non vale Gattullo).

Quartiere dei giornalisti, il bar Rainbow e il 9 (il tram).

Durante quest’estate però hai girato molto per i diversi festival a cui hai partecipato, ti è rimasto nel cuore qualche live particolare?

Nel cuore sicuramente il live al Rocket che abbiamo fatto prima dell’estate con i ragazzi di Linoleum, però anche tutti gli altri festival estivi hanno spaccato, siamo stati molto contenti di questo minitour estivo.

“Hai mai pianto al Rocket?” con questa domanda inizia Inter – Cagliari de I miei migliori complimenti.

Preferisci occuparti dei testi o della produzione delle tue canzoni?

Ovvio che mi piace più scrivere che produrre, però anche produrre è interessante, anzi forse è più la produzione che caratterizza I miei migliori complimenti. Però sì, scrivere, lo storytelling, creare immagini con le parole è quello che non smetterò mai di fare finché campo.

“Carolina” è d’accordo con la sua descrizione nei tuoi testi?

Sì Carolina è d’accordo a parte le cose che ho un po’ romanzato per rendere la storia più credibile e più adatta a una canzone, però è quasi tutto vero, lo ha ammesso anche lei. Ah, alla fine anche lei si è laureata, quindi a breve festa di laurea di Walter e Carolina!

Le tue canzoni lasciano trapelare un certo interesse per il cinema. Se le disavventure amorose di Walter e Carolina fosse un film quale sarebbe?

Rambo III, in particolare la scena quando i nemici arrivano da tutte le parti e il tizio che è lì con Rambo gli chiede “Rambo cosa pensi di fare?” e lui risponde: “Circondarli lo escludo”.

Nella copertina dell’album, nei live, torna spesso la figura di Batman, perché?

Da piccolo mi piaceva Batman e volevo essere lui, quando sono cresciuto ho capito che non poteva essere così nella vita reale, allora mi sono detto: ne Le disavventure amorose di Walter e Carolina sarò Batman e voglio che Carolina si innamori di lui.

“Sei l’edera che si arrampicherà sul Duomo”, va bene che dici di averci pensato tanto per scrivere un complimento così bello in Sabato, il tuo ultimo singolo, ma dove trovi l’ispirazione per scrivere?

Ero in Duomo e il giorno prima avevo visto questo film post apocalittico in cui le piante crescevano su tutti i palazzi. Mi sono immaginato questa storia ambientata nel futuro, in cui sul Duomo cresce l’edera. Ed essere l’edera che si arrampica sul Duomo era il più bel complimento che potessi farle in quel momento.

Allora grazie per l’intervista e ti auguriamo di far crescere una nuova edera sulle mura un po’ decrepite della musica indie italiana.

Grazie a voi, venite a trovarmi da Gattullo!


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