05:30 am
17 agosto 2018

Regole di base per un racconto fantasy: l’ambientazione.

Regole di base per un racconto fantasy: l’ambientazione.

Nell’articolo precedente si è parlato delle regole di base per scrivere un racconto fantasy per quanto riguarda i personaggi, in questo si affronterà il problema dell’ambientazione. Ora, l’ambientazione non è qualcosa di secondaria importanza in qualsiasi tipo di narrazione, non si può ignorare e basta. Perfino in un racconto breve i luoghi sono necessari a dare spessore ai personaggi. In un racconto o in un romanzo fantasy, ciò è ancora più vero: spesso ci si ritrova ad inventare posti nuovi, interi continenti o pianeti. Per realizzare un’ambientazione credibile, c’è bisogno di un grande lavoro di world building; non si tratta semplicemente di descrivere un luogo per quanto riguarda le costruzioni o la vegetazione, ma di specificare anche che tipo di clima c’è, quali sono le abitudini e le caratteristiche (fisiche e caratteriali) degli abitanti, i loro usi e costumi, le loro tradizioni, la lingua, e se ci sono più specie, ad esempio elfi e orchi, spiegare in che rapporti sono, la politica interna ed estera, eccetera, eccetera.

“Non rivolgerti agli Elfi per un consiglio, perché ti diranno sia no che sì.”

Potrebbe essere un lavoro più impegnativo del previsto, ma è importante che l’autore lo faccia e lo tenga bene a mente una volta iniziato a scrivere. Ciò è importante affinché non ci siano buchi nella trama e la storia si regga bene in piedi. Inoltre nella letteratura fantasy in particolare, spesso i luoghi sono proiezioni di coloro che li abitano, o sono in qualche modo strettamente collegati con i personaggi. È il caso della descrizione del castello Sterling Silver (nome parlante) de “Il magico regno di Landover” di Terry Brooks:

“Ben Holiday lo fissò a bocca aperta. Era il castello che aveva visto al suo arrivo a Landover … ma ora poteva esaminarlo da vicino. […] l’acqua era di un color grigio ferro, l’isola era spoglia di vegetazione, tranne qualche cespuglio senza foglie. Il castello era un labirinto di pietra e di legno e di torri di metallo, […] che si spingevano verso il cielo come le dita di una mano spezzata. Sull’intera isola e sulle acque del lago gravavano fitte scie di nebbia che assorbivano la luce del sole. Non si scorgeva alcuna traccia di colore […]. Pietra e legno avevano un aspetto sporco, macchiato, e il metallo sembrava scolorito. […] L’intero castello pareva un guscio senza vita. […] È colpa della Ruggine. […] Un tempo […] era il posto più bello di Landover. […] Quando l’ultimo vero re di Landover è morto vent’anni fa e nessun erede è salito al trono, il castello ha cominciato a perdere la sua lucentezza. […] La degradazione è divenuta sempre più rapida con il passare del tempo e la mancanza di un re.La vita si allontana progressivamente da Sterling Silver […]. Il castello muore, Alto Signore. Segue nella tomba il suo ultimo sovrano.” Ben batté gli occhi. “Parla del castello come se fosse vivo.” La faccia da gufo annuì. “Ed è così, Alto Signore … è vivo come lei […].”

Proprio perché solitamente i luoghi sono inventati, le descrizioni sono molto accurate, ma non per questo è necessario dire tutto. Ciò che è stato stabilito nel world building non viene interamente riportato nel racconto o nel romanzo, ma suggerito al lettore, e solo dove la trama lo richiede. Ad esempio se si inventa un particolare modo di costruire barche, a meno che i personaggi non debbano prenderne una e quella caratteristica risulti essenziale per navigare, non c’è motivo di spiegarlo. Un altro punto da non trascurare è quello che differenzia il fantasy dalla fantascienza: l’assenza della tecnologia. Le ambientazioni fantasy sono molto simili a quelle medievali. Infatti le prove si affrontano o con la spada o con la magia. E adesso, non resta che cimentarsi nella stesura di un racconto. Buona fortuna!


Fonti

Corsi di scrittura Dalia Edizioni 2017.

Il magico regno di Landover“, Terry Brooks, traduzione di Riccardo Valla, Mondadori, 1995.

Il signore degli anelli” J.R.R. Tolkien, Trilogia, traduzione di Vicky Alliata di Villafranca, edizione italiana a cura di Quirino Principe, introduzione di Elémire Zolla, Milano, Bompiani, 2000

“Come creare una razza fantasy”, Maddie Lys, We’re all mad here, 19 febbraio 2018.

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