Dal mese di Febbraio i Beach House hanno cominciato a promuovere il loro nuovo disco, 7, che verrà rilasciato l’undici maggio per l’etichetta SubPop. Il duo, formato da Victoria Legrand e Alex Scally, ha già rilasciato tre singoli, i quali permettono di fare il punto della situazione rispetto al nuovo percorso artistico intrapreso dal gruppo di Baltimora.

Secondo quanto annunciato dai musicisti stessi, il processo creativo che ha portato alla realizzazione di queste nuove undici canzoni è stato caratterizzato dalla volontà di rinnovarsi. Il duo ha infatti deciso di comporre le canzoni in completa libertà, senza auto imposizioni. Questo atteggiamento ha determinato in maniera decisiva la registrazione dei brani, la quale è stata portata avanti in maniera fluida e continua all’interno di un studio casalingo e non attraverso delle sessioni saltuarie, come accadeva in passato.

Anche per questo motivo non vi è un vero e proprio produttore del disco. L’ispirazione del momento ha infatti tracciato le linee guida che hanno portato allo sviluppo delle idee in merito alla composizione della tracklist finale. Va aggiunto inoltre il fatto che i brani non sono stati composti essenzialmente per l’esecuzione dal vivo; per questo motivo in alcune canzoni saranno assenti o la chitarra o la tastiera, i due strumenti portanti del sound dei Beach House.

I tre brani Dive, Lemon Glow, Dark Spring dimostrano proprio questo. Il primo brano del lotto, Dive, si regge su un tappeto sonoro creato dalle tastiere e dalla voce di Victoria, la cui unione dà vita ad una ballata dream-pop. Quando la chitarra si inserisce, si oppone spezzando l’alchimia e trasformando quasi completamente la canzone in un impeto post-punk. Lemon Glow è un viaggio lisergico retto da atmosfere acide e distorte; il brano esprime in note un incubo ad occhi aperti. Dark Spring si caratterizza per la netta cesura tra le strumentazioni, che galoppano in maniera insistita, e le voci distese e oscure. La canzone oscilla così tra un’estasi contemplativa ad una danza futuristica.

Infine è opportuno evidenziare che i testi delle canzoni sono stati influenzati dai molti eventi sociali accaduti tra il 2016 e il 2017; in particolar modo i due musicisti di Baltimora hanno posto la loro attenzione alla questione femminile: il ruolo, l’influenza e le condizioni della donna tra passato e presente. Si prospetta quindi un disco dalle molte sfaccettature interne, la cui coesione è però determinata dalla solida poetica del gruppo; ma sarà anche un disco di rottura, che permetterà di chiudere un ciclo e ripartire nuovamente dall’inizio, o quasi.


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