01:32 am
21 maggio 2018

Bambinate, di Piergiorgio Paterlini

Bambinate, di Piergiorgio Paterlini

Nonostante Bambinate sia ambientato a metà degli anni Sessanta è tristemente molto attuale. Il romanzo tratta infatti il tema del bullismo; lo fa però da un punto di vista nuovo. In un certo senso toglie quella patina di utopia dall’infanzia secondo la quale i bambini sarebbero tutti buoni: secondo Paterlini i bambini possono essere cattivi e i loro atteggiamenti aggressivi non sarebbero da sottovalutare. Tutt’altro, bisognerebbe considerarli come l’indizio di un futuro comportamento violento.

In un paesino della Bassa Padana si sta rappresentando la Via Crucis, i protagonisti sono dei bambini, ma nessuno di loro recita. Il piccolo Gesù verrà portato sul Golgota. Da quel momento avrà davvero “una croce da portare”.

Le figure adulte mancano, tanto quelle morte quanto quelle vive. Queste ultime infatti non riescono a vedere, e nel caso vi riescano ignorano più o meno consapevolmente: altro li distrae e li rende sbrigativi nei confronti dei bambini. O sono troppo insensibili o poco attenti al loro mondo. Inoltre sono resi ciechi da quella convinzione che vuole i bambini incapaci di commettere del male. Per questo non capiscono che possano essere pericolosi nei confronti di loro coetanei e che, soprattutto se uniti in branco, sanno essere ancora più feroci. Gli adulti non se ne accorgono o minimizzano.

Sono passati cinquant’anni da quella recita. Colui che interpretava Pilato torna in paese. Un paese che pare cambiato ma non lo è. Gli altri bambini sono diventati degli adulti pieni di astio e di rancore dovuto alle sconfitte della vita. Fingono di non capire il male perpetuato da più piccoli. Della colpa si sono lavati schermandosi dietro alla parola “bambinate“.

Pilato però decide di non lavarsene le mani e di partecipare alla cena di classe. Un’ultima cena a cui però mancherà Gesù. Cresciuto con il trauma subito, è ancora una volta quello più intelligente. Ancora una volta ne consegue la solitudine. Ha scelto di dimenticare come tutti hanno dimenticato lui. Si ripeterà anche il giorno della Passione e porterà a un epilogo tanto crudele quanto quello che avvenne da bambini. Bambini che non sono mai cresciuti perché sono stati incapaci di affrontare le proprie responsabilità, così come le delusioni della vita. Bambini mai cresciuti per colpa di genitori incapaci di vedere.

Piergiorgio Paterlini, Bambinate. Einaudi, 2017.

Anche nella vita reale, gli adulti tendono a minimizzare piuttosto che affrontare il dolore e assumersi le proprie responsabilità. Si susseguono fatti di cronaca, anche piuttosto gravi, di giovanissimi bulli. L’età dei carnefici si abbassa e la cosa più assurda è che nella maggior parte dei casi i genitori tendono a difendere i figli e ridurre la gravità degli atti.

Lo fanno usando frasi come “sono solo bambinate”, “è stata una ragazzata”. Scaricano sugli altri le colpe e le responsabilità. La colpa è della scuola, degli insegnanti troppo intransigenti o distratti, degli altri che non sopportano i bambini, e così via.  Come per esempio i genitori che non volevano risarcire la mostra Birkmania per la distruzione, avvenuta per mano dei figli, di una riproduzione del Titanic in mattoncini Lego: gli organizzatori non avrebbero messo abbastanza protezioni, quindi la colpa non sarebbe dei figli che si sono arrampicati sulla scultura, come se a dieci e dodici anni non si fosse in grado di capire che non va fatto.  Nonostante non sia legata direttamente al bullismo, questa vicenda è un importante esempio della pericolosa tendenza dei genitori a deresponsabilizzare i figli.

Vi è una doppia deresponsabilizzazione: quella dei genitori nei confronti dei figli, sempre giustificabili per via dell’età, e quella dei genitori verso se stessi che non si assumono la responsabilità di una mancata educazione. Evitano di dare regole ai figli e non li sgridano, lasciano correre, come se l’educazione e la maturità arrivassero automaticamente con lo sviluppo fisico.

Possibilità che Paterlini ben descrive nel suo ultimo romanzo, sbattendocela in faccia con cruda e coinvolgente descrizione.


FONTI

Piergiorgio Paterlini, Bambinate. Einaudi, 2017.

Corriere della Sera

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *