03:01 am
25 novembre 2017

Siamo attesi al Valhalla: “Vikings”

Siamo attesi al Valhalla: “Vikings”

Una delle epoche più buie della storia antica fu certamente quella che si frappose tra la caduta dell’Impero Romano e il Medioevo propriamente detto. Dame e cavalieri non esistevano ancora, la sopravvivenza era messa in discussione da innumerevoli pericoli e la civiltà faticava ad avanzare. Un popolo in particolare però si trovò al centro di questo periodo: quello dei Vichinghi (o Normanni).
E’ da qui che prende spunto la serie televisiva Vikings, ambientata in Scandinavia attorno al IX secolo dopo Cristo. Questa rivisitazione storica romanzata del popolo esploratore per eccellenza ripercorre le vicende del guerriero Ragnarr Loðbrók (Travis Fimmel) e dei suoi “fratelli di scudo”, intenzionati ad esplorare e razziare le mitiche terre ad Ovest del grande oceano anziché unirsi agli altri capi tribù ad Est verso la Russia.
La loro sete di conoscenza e di ricchezze li porta dapprima nel Regno di Northumbria (Inghilterra orientale), in cui si scontrano con il popolo Sassone e in seguito in luoghi quali la Francia, la Spagna e il Mediterraneo.

L’ambizione di Ragnarr lo porta prevedibilmente a scontrarsi con il proprio Conte, prendendone progressivamente il posto per espandere la civiltà normanna e portare prosperità al popolo esplorando e razziando nuove terre. Al suo fianco compaiono personaggi come Floki (Gustaf Skarsgård), un costruttore di navi eccentrico, Rollo (Clive Standen), storico fratello di scudo di Ragnarr, Lagertha (Katherine Winnick), la “donna guerriero” e Athelstan (George Blagden), un ex-monaco deportato dall’Inghilterra che insegna a Ragnarr la propria cultura.

La serie, che conta attualmente quattro stagioni da nove puntate ciascuna, è volutamente improntata sulla violenza che permeava il nord Europa nel IX secolo. La banda di Normanni protagonisti è costantemente al centro della scena, portando su schermo una cultura arcaica pagana e politeista che pochi conoscono. Mediante una ricostruzione fedele dei rituali e della religione, veniamo a conoscenza delle caratteristiche di dei quali Odino, Loki e Thor, o più semplicemente delle tecniche di sepoltura dei guerrieri defunti: i registi hanno preso spunto da vere e proprie fosse ritrovate in Scandinavia, in cui i corpi venivano disposti secondo un ordine specifico insieme alle proprie armi e talvolta con la testa mozzata di un cavallo.

Se da una parte alcuni elementi sono accurati, la serie è stata criticata per altre mancanze storiche che sarebbe superfluo elencare: si tratta d’altronde di una ricostruzione storica romanzata, sebbene al suo interno contenga personaggi realmente esistiti quali Björn Ragnarsson, Aelle II di Northumbria, Egberto del Wessex, Etelvulfo del Wessex, Alfredo il Grande e Carlo il Calvo. Molti critici hanno storto il naso davanti ad una scelta così azzardata, mentre il pubblico più dedito alla trama ha potuto apprezzare a pieno tale contenuto.
Gli stessi spettatori Norvegesi, discendenti da questo popolo, hanno lasciato recensioni più che positive, sentendo riscattata la propria cultura originaria; ciò vale più di mille garanzie.
Alcune persone hanno provato a paragonare Vikings al Trono di Spade, commettendo un terribile errore; si tratta di due serie TV troppo diverse tra loro da ogni punto di vista. Mentre la prima è un tentativo di portare su schermo un periodo storico a volte troppo dimenticato, la seconda è una maestosa rappresentazione fantastica estrapolata da una collana di libri. Non c’è possibilità di paragone tra due serie tanto diverse e tanto valide allo stesso tempo.

Tutto sommato la serie si dimostra un ottimo modo per farsi un’idea del popolo Normanno di inizio millennio con le sue usanze, le sue tattiche militari, alcuni tra i personaggi mitici del mondo vichingo e i suoi scontri tribali.
La serie si presenta senza troppe pretese, alternando monologhi mozzafiato a scontri brutali (sebbene le battaglie più grandi non siano mai mostrate per questioni di budget).
Assolutamente consigliata a tutti.

Fonte: visione diretta della serie, Wikipedia per i nomi dei personaggi storici
Immagini: Tvzap.com (copertina), The Inquisitr, Hall of Series

1 comment

  • Questa serie tv è fondamentale perchè mette in luce la cultura e le tradizione di un popolo “dimenticato” ma allo stesso tempo affascinante. Incredibile come una serie tv che parla di un tempo ormai molto lontano ci tenga attaccati allo schermo per tutti i 40 minuti a puntata. Bellissima.

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *