Nel marzo 2016 è uscito un libro appassionante e non convenzionale intitolato Al caffè degli esistenzialisti – Libertà, Essere, Cocktail. Il progetto grafico di Fazi Editore e in particolare della collana Campo dei Fiori conferma l’occhio lungo per le scelte azzeccate. La copertina porta un semplice disegno in bianco e nero di tre personaggi seduti ad un caffè. È il 1932, il caffè è il Bec-de-Graz di Parigi e i tre bevono il famoso cockatil della casa all’albicocca. Diciamo pure che sono facilmente riconoscibili: Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir e Albert Camus all’epoca semplici ventenni che discutevano di filosofia e facevano grandi progetti sul loro futuro. E sarebbe andata proprio così…

Innanzitutto è bene parlare di un autore quando la sua scrittura è fluida, precisa e riesce a rendere divertente la filosofia. Perché questo è un romanzo filosofico. Purtroppo questa definizione potrebbe stordire o scoraggiare possibili lettori. Per chi non amasse o non conoscesse troppo bene la filosofia non c’è da preoccuparsi. Non serve essere filosofi per leggere Sarah Bakewell poiché lei spiega al lettore ciò di cui si parla e lo fa sempre in maniera leggera. Insomma non è il classico testo in cui bisogna tornare su una frase tre volte prima di comprenderla appieno.

Al caffè degli esistenzialisti è per certi versi anche un romanzo di formazione poiché la Bakewell, che non fa parte di quegli scrittori che credono di poter raccontare romanzi e teorie svincolandoli dai loro ideatori, ci descrive perfettamente l’epoca in cui siamo, il clima che si viveva, la situazione specifica del personaggio e cosa pensava in quel preciso momento di sé e del mondo.

I personaggi citati (che sono tanti, da Camus a Heidegger, da Merleau-Ponty a Lévinas) fanno sempre capo alla coppia esistenzialista Sartre-de Beauvoir da cui partono e ritornano tutte le storie presenti nel libro. Sartre, che era fondamentalmente uno da seghe mentali (ma di un certo livello eh!), non poteva mai darsi pace e doveva scrivere il suo grande libro. Andò a finire che dopo un soggiorno a Berlino, tornò a Parigi con niente di meno che la teoria dell’Esistenzialismo ateo che avrebbe influenzato praticamente tutto il mondo nel bene e nel male; Camus, ad esempio, scrisse La Peste del 1947 ispirandosi alla sua teoria ma allontanandosi dall’idea di ateismo che non condivideva essendo cattolico.

Qui vi chiederete: “qual è questa sua grande opera esistenzialista che doveva scrivere a tutti i costi quasi fosse una missione?” L’Essere e il Nulla certamente, opera rivoluzionaria e di uno scalpore inaudito che ebbe però un problemino: fu presto scalzata da quella che viene definita la vera opera esistenzialista per eccellenza, Il Secondo Sesso di Simone de Beauvoir. No, non era la compagna che rubava le idee al fidanzato, era l’intelligenza acuta della de Beauvoir che attingeva da tutto ciò che le stava attorno e lo rimodellava sui problemi reali e tangibili del quotidiano.

Siamo nel 1949, un dopoguerra difficile e pieno di contraddizioni. Le donne hanno ottenuto il diritto al voto solo tre anni prima e probabilmente “grazie” alla guerra. Nonostante il loro ruolo fondamentale in patria e non solo, restano delle reiette, il sesso debole. Simone che non ci sta, scrive la storia della donna, l’opera esistenzialista e il manifesto della libertà del secolo scorso in un colpo solo. Non si avventa sugli uomini con la rabbia repressa di chi da secoli subisce le angherie, ma smonta tutti i cliché uno ad uno usando la scienza, la psicologia e il buon senso. Naturalmente fu sommersa da commenti negativi e accuse di ogni genere, eppure niente può fermare la verità e l’intelligenza di questa grande donna a cui bisogna dire grazie ancora oggi.

A chiunque interessi Parigi, la filosofia, le avventure degli scrittori, le chicche letterarie e la scoperta di ciò che non sa, consiglio questo bellissimo libro; pieno di spunti di ogni genere adattabili alle nostre personalità e inclinazioni naturali. E poi – detto fra noi- , di filosofia nessuno ne sa mai nulla, quindi per una volta che esce un libro divertente e alla portata di tutti vale la pena leggerlo!

credits