di Federica Trucchia

 

Il 16 novembre il teatro parigino riaprirà le sue porte, a un anno e tre giorni dall’attentato in cui persero la vita 93 persone.

 

Nessuno potrà mai dimenticare la notte del 13 novembre 2015; il Bataclan di boulevard Voltaire, tempio della musica a Parigi, non fu solo la scena di un attacco terroristico, ma di un vero e proprio massacro. Le vittime furono persone ignare scelte a caso tra il pubblico durante il live degli Eagles Of Death Metal. Doveva trattarsi solo di un venerdì sera ad un concerto, tuttavia decine di persone sono state uccise senza scrupoli da un gruppo di terroristi jihadisti che ha sparato, senza alcuna considerazione per la vita umana. Quando quegli uomini sono entrati dall’ingresso principale e hanno iniziato a sparare, il pubblico, al buio, credeva inconsciamente facesse parte dello show; gli EODM stavano suonando Kiss The Devil quando i terroristi hanno aperto il fuoco sulla folla, senza esitazione.

 

Il Bataclan non è mai stato soltanto un locale per concerti, basti pensare al nome, tratto dall’operetta omonima di Jacques Offenbach del 1855, un’allegoria della vita parigina dell’epoca. Si trova tra place de la République, boulevard Voltaire e rue Béranger, luoghi in cui il divertimento e l’arte hanno sempre avuto più importanza di tutto il resto; conosciute per essere meta delle new wave europee, una posizione favorevole al multiculturalismo, le vie parigine dell’Erasmus e della musica. Nei primi anni ’80 Joel Laloux trasformò il Bataclan da cinema ad un locale dedicato alla musica dal vivo. Inizialmente con influenze e una natura più rock, con il passare degli anni poi, il club ha ospitato i grandi nomi della musica locale e internazionale: da Edith Piaf a Maurice Chevalier, i Velvet Underground, Lou Reed, Prince, Snoop Dogg, gli Oasis e nell’ultimo periodo Stromae. Uno tra tutti Jeff Buckley, che qui registrò nel 1995 Live from the Bataclan. Il giorno prima della strage, il concerto di St. Germain era completamente sold out; tutto ciò può far comprendere l’importanza di cosa sia stato e cosa continuerà ad essere il Bataclan nel panorama live europeo.

A novembre il tempio della musica parigino tornerà a ospitare concerti. In seguito ad un totale restauro, tra le pareti del Bataclan riprenderà a riecheggiare solo la musica live. Sul sito ufficiale del locale sono stati annunciati i primi artisti: si parte con il geniale Pete Doherty, il 16 e 17 novembre, di cui la prima data è già sold out. Il 18 novembre toccherà a Youssou N’Dour e la sua band Super Etoile de Dakar, Tinariwen + Seratones + The Lemon Twings il 21 novembre, Marienne Faithfull il 25 e si prosegue il 2 dicembre con i Nada Surf. L’ultimo appuntamento del palinsesto, almeno per ora, è il 13 aprile in cui si esibiranno gli australiani Parkway Drive.

Non è stato facile convincere ciascun artista: il ricordo del 13 novembre è tutt’ora indelebile nella mente di chiunque. Chi meglio di Pete Doherty però può dare di nuovo vita a quel palco? L’artista britannico, membro dei Libertines ed ex Babyshambles, presenterà il suo nuovo album Hamburg Demonstrations, in uscita il 2 dicembre. Il disco è stato anticipato dal singolo I Don’t Love Anyone (But You’re Not Just Anyone). Tra le tracce sono presenti: Flag Of The Old Regime, dedicata all’amica e compagna scomparsa Amy Winehouse, oltre al brano Hell To Pay At The Gates Of Heaven (L’inferno da pagare alle porte del paradiso), dedicato proprio alla tragedia del teatro Bataclan. “Forza ragazzi, scegliete le vostre armi: una J45 (una chitarra acustica Gibson) o un AK47 (un fucile Kalashnikov)”.

Anche Marienne Faithfull, il 25 novembre, avrà occasione di presentare il suo nuovo album No Exit, al cui interno troviamo They Come At Night (Arrivano di notte); canzone scritta da Mark Lanegan che tratta chiaramente dei fatti accaduti la notte del 13 novembre all’interno del locale.

D’ora in poi ogni singolo artista, fan, addetto alla sicurezza e al merchandising, una volta varcato l’ingresso, rivolgerà un pensiero a quelle persone, morte ingiustamente perché, secondo un ideale malato, colpevoli di perseguire e avere una passione. Innocenti massacrati, puniti per aver scelto un luogo di svago e divertimento in quello che doveva essere un venerdì sera come un altro. Ho ancora una gran difficoltà a dimenticare un’immagine di quella sera, una foto in particolare, postata poco prima dell’inizio dello show: Gilles Leclerc, in compagnia di un’amica. Lei è riuscita a salvarsi, lui oggi non c’è più. Isobel Bowdery, ragazza di 22 anni, quella sera al Bataclan è sopravvissuta all’attentato: “Pozze di sangue riempivano il pavimento. Il locale era pervaso da pianti di uomini adulti che tenevano tra le braccia i corpi senza vita delle loro fidanzate. Non c’è modo di guarire il dolore. Non lasciamo però che siano questi uomini a vincere. Ieri sera, la vita di molti è cambiata per sempre e spetta a noi essere persone migliori. Riposate in pace, angeli. Non sarete mai dimenticati.”.