Vedo visi arsi da bellezze aliene,

orecchi tesi a stellari sirene,

sguardi appesi ai neri contrafforti

donde tutti gli dèi caddero morti.

 

Ma là non v’è che un baratro riverso.

Come l’amore è questo universo:

una luce fugace in lontananza

e buio, e gelo che lento s’avanza.

 

Noi, le pazze prede della speranza,

mai siamo sazi di quella pietanza.

Tutti cantiamo canzoni d’amore,

 

mentre all’intorno riecheggia l’orrore,

tutti danziamo nel nero che tace

come scintille nel cuor della brace.

 

di Ivan Ferrari

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