Di Federico Pagano

E’ notizia di pochi giorni fa: la scomparsa di David Bowie, un artista che da molti era ed è considerato genio di una musica che non c’è più.

Ovviamente, come spesso accade, non sono mancati gli omaggi e i pensieri da parte dei fan che hanno intasato i social network.

Ma quanti in realtà conoscevano a fondo David Bowie?

Certo, è capitato a chiunque di sentire una canzone di Bowie, vuoi perché fosse passata in radio o perché fosse la sigla di una pubblicità. Questo però non basta per potersi definire fan e per potersi considerare conoscitori dell’artista.

E’ chiaro che, dall’alto della sua enorme discografia, tutti ci siamo imbattuti, anche senza accorgercene, nelle opere di questo cantante. Ed è per questo che Bowie viene considerato un mito della musica. Un artista che è riuscito a rimanere sulla cresta dell’onda per molti anni, distinguendosi e facendosi riconoscere da ogni generazione. Come ogni grande artista, però, non tutti lo hanno apprezzato, e non a tutti è riuscito a far percepire quelle stesse sensazioni che faceva provare ai propri fan.

Stiamo parlando, comunque, di un cantante che nonostante abbia “resistito” a molte generazioni non appartiene al panorama della musica contemporanea (benché ne sia un predecessore), ma ad uno stile musicale lontano da chi oggi frequenta maggiormente i social network.

Chiaramente questo non ha impedito a chi se ne fosse interessato di ascoltarlo ed apprezzarlo. Ma è improbabile che, adesso, come funghi, spuntino dal nulla, sui vari Facebook e Twitter, milioni di nuovi fan.

Sembra quasi che ci sia la necessità di apparire agli occhi degli altri come amanti, appassionati e intenditori di un genere di musica che ha fatto la storia, e che ora non ci appartiene più.

Ma in realtà quanti di questi milioni di nuovi fan ha vissuto pienamente David Bowie? Quanti si sono limitati  ad ascoltare solamente i brani più facilmente trovabili su Internet? E quanti veramente hanno apprezzato ed hanno ascoltato interi album di Bowie?

Il dubbio certamente viene. Potrà, ovviamente, essere sbagliato, potranno anche essere affermazioni e pensieri maliziosi. Ma il fatto che questo accada ogni volta che scompare un artista, famoso per il suo passato e per la sua icona qualche dubbio lo fa venire.

John Lennon diceva: “ Tutti ti amano quando sei due metri sotto terra”. Non c’è frase che in questi momenti sia più giusta. E oggi, più che in passato, grazie alla facilità con cui possiamo definirci “esperti” di un qualcosa per mezzo delle superficiali conoscenze che otteniamo attraverso internet, questa frase risuona più vera che mai.

Per questo, infatti, sarebbe più rispettoso, nei confronti dell’artista scomparso, omaggiarlo con un dignitoso silenzio da parte di chi non ha voluto, o non ha avuto modo di approfondire la propria conoscenza.

Potrei definirmi, anche io stesso, impreparato se si trattasse di parlare di David Bowie. Nonostante questo riconosco che, pur non avendolo mai amato, sia un artista che passerà alla storia. Perché un cantante che rimane sull’onda del successo, e ai vertici delle classifiche dagli anni settanta ad oggi, con più di cinquanta album, non può essere definito in altro modo.

Preferisco, però, rispettarlo in silenzio, anziché approfittare, come uno sciacallo, della sua morte per farmi riconoscere agli occhi degli altri per quello che non sono. Lasciando a chi veramente lo amava  di ricordarlo nel migliore dei modi.

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