PLOT OPERA BIOGRAFIE: JOAN SUTHERLAND, LA STUPENDA

Di Ilaria Zibetti

Nel viaggio tra le voci dell’Opera non poteva non comparire una cantante che ha brillato per un talento quasi sovrannaturale, una carriera durata quasi quarant’anni e  una voce indimenticabile tanto da essere stata soprannominata “ La Stupenda”. Stiamo parlando di Joan Sutherland, o meglio Dame Joan Sutherland, come la nominò la regina Elisabetta II nel 1978, soprano di coloratura australiano.

Per soprano di coloratura s’intende una cantante capace di cimentarsi in vocalizzi (colorature) molto veloci e principalmente verso il registro acuto. Joan inoltre aveva un volume e un’estensione notevoli, un timbro bellissimo in grado di emettere leggeri acuti o abbellimenti da far girare la testa.

Il suo repertorio era soprattutto quello cosiddetto del belcanto, ossia quelle opere in cui l’utilizzo di virtuosismi era particolarmente adoperato (per dare un’idea potrei citare Rossini e Bellini, anche se ce ne sono molti altri). Ma grazie alle sue qualità ha potuto interpretare anche ruoli drammatici pucciniani e verdiani, l’opéra francese (per esempio il ruolo di Olympia ne “Les Contes d’Hoffmann” di Offenbach), Donizetti, Mozart esplorando ruoli diversi, sia secondari che primari.

La svolta per la sua carriera avvenne nel 1959 quando interpretò uno dei suoi futuri cavalli di battaglia: Lucia di Lammermoor di Donizetti, a Londra, con la regia di Franco Zeffirelli e la direzione del grande Tullio Serafin. Da quella sera divenne famosa a livello internazionale, i suoi successi aumentarono e presto fu riconosciuta come una delle dive dell’Opera, lavorando assieme ad altri artisti di alto livello come Alfredo Kraus, Huguette Tourangeau, Margareta Elkins,  Sherrill Milnes, Luciano Pavarotti (che la definì “la voce del secolo”).

Nel 1954 convolò a nozze con Richard Bonynge, direttore d’orchestra anch’egli australiano, che ha fiancheggiato La Stupenda, consigliandola come amico e come professionista, standole sempre accanto e spesso lavorando assieme per alcune rappresentazioni, per esempio una famosa “Lucrezia Borgia” donizettiana del 1990 al Sydney Opera House, dando  vita ad un sodalizio artistico e privato forte e simpatico, come si denota da alcuni scatti mentre studiano assieme o giocano con gli strumenti musicali.

Nel 1990 annunciò il suo ritiro dalle scene, cantando il suo ultimo ruolo: la regina Marguerite de Valois ne “Les Huguenottes” di  Mayerbeer, ottenendo gli ultimi omaggi e cominciando una nuova vita insieme al suo amato Richard. A causa di diversi problemi a livello cardiaco, La Stupenda passò a miglior vita il 10 Ottobre del 2010 nella sua residenza a Montreux e le luci della ribalta si spensero definitivamente su una delle più belle voci della musica.

Dame Joan Sutherland non ha soltanto eseguito opere, messe, composizioni e recital, ma si è anche dedicata all’insegnamento (ricordando alcuni Master Class spassosi con la sua ironia e il suo saper essere professionale però anche molto spiritosa) per la coltivazione di nuovi talenti, fornendo solide basi ai nuovi cantanti, poiché lo studio è la base di ogni buon performer e garantisce una solida carriera.

Il talento a volte non basta, se non ci sono tecnica, passione e tanto studio, altrimenti non si è dei professionisti. Una grande lezione che si potrebbe estendere non solo per l’ambito musicale.

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