Ecco come Jeremy Scott ha immaginato Maria Antonietta nel Ventunesimo secolo: capelli voluminosi color pastello, gonne pompose, tacchi squadrati e tinte punk. Per la sfilata Autunno/Inverno 2020/21 la casa di moda Moschino, con il prodigioso direttore creativo Scott, ha presentato una collezione completamente ispirata alla figura storica di Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena; anche nota semplicemente come Maria Antonietta, la sovrana fu regina di Francia e Navarra dal 1774 al 1791, regina dei francesi dal 1971 al 1972 e consorte di Luigi XVI.

Moschino con questa sfilata ha reso il pubblico partecipe del clima del Diciottesimo secolo rivisitato in chiave punk-rock; avevamo già visto qualcosa di simile grazie alla regista Sofia Coppola nel film Marie Antoniette, la quale aveva già modernizzato lo stile della regina francese, ma Jeremy Scott è stato capace di creare qualcosa di sorprendentemente originale e pungente.

Torte di zucchero e bouquet  

Ha aperto la sfilata una Maria Antonietta decisa e spregiudicata che è uscita dallo schermo piatto con l’intenzione di viaggiare nella sua corte di Versailles. Inizialmente hanno sfilato modelle con indosso abiti in pieno stile Moschino: felpe over-size, mini dress, giacche di pelle e accessori sopra le righe. A questo punto però sono entrati in scena i protagonisti della serata, ovvero i vestiti a forma di cupcake, macarons e torte, accompagnati da parrucche esageratamente appariscenti di color pastello. Molte modelle conosciute hanno indossato questi abiti così all’avanguardia, tra cui Gigi Hadid, ricoperta di rose zuccherate, Joan Smalls e Kaia Gerber, che hanno indossato abiti a forma di torta nuziale, e Bella Hadid con indosso un abito a forma di cake rosa shocking con ricami color panna.

Oltre agli abiti sono state particolarmente apprezzate le capigliature delle modelle e i loro make-up; le dame immaginate da Jeremy Scott hanno indossato delle parrucche molto elaborate, tant’è vero che tutti quei boccoli e quelle onde hanno richiesto ben una settimana di preparazione da parte del team Ghd, sponsor dell’evento, affiancato dal make-up artist per Mac Cosmetics Tom Pecheaux.

Le gonne Ottocentesche hanno mantenuto la loro forma voluminosa ma sono state rigorosamente accorciate fin sopra il ginocchio, mostrando le gambe kilometriche delle modelle che hanno indossato calze stringate e tacchi vertiginosi alla Luigi XVI. Ovviamente non è mancato il tocco rock, un classico di Moschino, presente soprattutto negli abiti di pelle (tubini, giacche e calzature) e nel trucco delle modelle, molto marcato e tagliente. La scelta azzardata del tema, ovvero il personaggio di Maria Antonietta, mette in risalto ancora di più la spregiudicatezza della casa di moda Moschino.

È un terreno molto pericoloso su cui camminare, soprattutto perché la regina fu una donna molto importante nella storia dell’Ottocento; ostile alle idee liberali e sostenitrice del diritto divino del re, venne incarcerata e, dopo la caduta della monarchia, morì con onore sulla ghigliottina. Molti sostengono che la regina si mostrò sempre come una donna molto coraggiosa e ambiziosa, capace di governare al fianco di Luigi XVI con una grande capacità politica e strategica; tutto ciò è stato riassunto in maniera brillante negli abiti controcorrente firmati Moschino, un mix di spregiudicatezza ed eleganza, vestiti succinti e allo stesso tempo delicati. Per Maria Antonietta lo sfarzo non era mai abbastanza, così come per Jeremy.

Vestiti-opere d’arte

Ciò che stupisce di Jeremy Scott è il fatto che, nonostante riesca sempre a lasciare a bocca aperta il pubblico, nessuno è mai preparato a ciò che il brillante direttore creativo di Moschino possa realizzare per ogni nuova collezione – anche se ognuno di noi sa benissimo che ne rimarrà scioccato; è proprio questa sua capacità di sbalordire e far meravigliare chiunque con le sue molteplici idee e con la sua creatività che ha reso così celebre Scott nel mondo della moda sul piano internazionale. Di artisti fuori dal comune ce ne sono stati e ce ne saranno moltissimi, ma Jeremy Scott sicuramente rientra nella cerchia di coloro che possono davvero fare la differenza in un campo minato qual è quello della moda; in ogni collezione si può sempre cogliere il tocco dello stilista americano, quell’eccentricità e quel pizzico di malizia che non guasta mai, soprattutto se firmato Moschino. Insomma, qualsiasi abito passi nelle mani di Jeremy è destinato a diventare una vera e propria opera d’arte.


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