Ogni anno il 5 di giugno si festeggia la giornata mondiale dell’ambiente (in inglese World Environment Day – WED), ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite a partire dal 1972 e celebrata per la prima volta nel 1974.

Earth Anthem

Dall’inno – non ufficiale – del WED, scritto dal poeta e diplomatico indiano Abhay Kumar, comprendiamo lo scopo di questo giorno di festa, che punta a sensibilizzare la popolazione mondiale su tematiche ambientali e a unire i popoli in nome di un futuro all’insegna dello sviluppo sostenibile. Per renderlo più inclusivo, l’inno è stato tradotto in otto lingue: inglese, francese, spagnolo, russo, arabo, cinese, hindi e nepalese.

Our cosmic oasis, cosmic blue pearl / La nostra oasi cosmica, la nostra perla blu cosmica
all the continents and the oceans of the World / tutti i continenti e gli oceani del Mondo
united we stand as flora and fauna / stiamo uniti come la flora e la fauna
united we stand as species of one Earth. / stiamo uniti come speci della stessa Terra.

#BeatAirPollution e Mal’aria

Quest’anno il focus è stato posto sulla lotta contro l’inquinamento atmosferico. Non a caso, a ospitare le celebrazioni di quest’anno è stata la Cina, paese tristemente famoso per l’alto tasso di inquinamento che ogni anno uccide moltissimi dei suoi abitanti. La battaglia contro lo smog è stata portata avanti sui social tramite l’uso dell’hashtag #BeatAirPollution.
Il problema dell’inquinamento atmosferico è fra i più sentiti in questo periodo storico, nel quale circa il 91% della popolazione mondiale vive in luoghi in cui le norme di sicurezza sull’inquinamento atmosferico dettate dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) non vengono rispettate. I cittadini sono spesso vittime di malattie, anche fatali, causate proprio dalle polveri sottili presenti nell’aria inquinata e dalle emissioni tossiche dovute a metodi di riscaldamento domestico ormai obsoleti e pericolosi.

Secondo Mal’aria, il rapporto annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane, il quadro del nostro paese è preoccupante. Infatti, come si legge nel dossier:

Nel 2018 sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono in ben 55 capoluoghi di provincia.

Temi passati del WED

Nel corso degli anni, i temi affrontati in occasione della giornata mondiale dell’ambiente sono stati diversi: si è parlato del commercio illegale di animali, della lotta per la protezione delle foreste, del problema del surriscaldamento climatico, con conseguente scioglimento della calotta di ghiacci terrestri e messa a rischio della fauna autoctona, fino ad arrivare al problema dello smaltimento della plastica, a cui è collegato quello dell’inquinamento idrico e marino. Proprio di quest’ultimo andremo a occuparci in questo articolo.

Cos’è l’inquinamento idrico?

Andando incontro all’estate diventa sempre più pressante il problema dell’inquinamento delle acque, dovuto in gran parte – anche se non interamente – alla presenza di plastica nel mare. Questa, essendo un materiale non soggetto a deperimento in tempi brevi, se gettata in acqua o lasciata sulla spiaggia rimane in circolazione per moltissimi anni, costituendo un grosso problema per la fauna marina soggetta, per esempio, a soffocamento o a ferite dovute a oggetti inquinanti come buste o recipienti.

Secondo il WWF:

L’inquinamento idrico si verifica quando delle sostanze tossiche entrano in bacini idrici quali laghi, fiumi, oceani e così via, venendo dissolte nell’acqua e rimanendo sulla superficie oppure depositandosi sul fondale. Ciò fa sì che la qualità dell’acqua venga compromessa. Tutto ciò è causa di disastri per quanto riguarda l’ecosistema acquatico e, inoltre, gli agenti inquinanti vengono anche filtrati dal sottosuolo raggiungendo le falde acquifere e contaminando, così, l’acqua che utilizziamo quotidianamente nelle nostre case, inclusa quella che beviamo.

Le cause

Le cause di questi effetti sono molteplici: oltre al già citato inquinamento da plastica possiamo aggiungere anche lo scarico di acque nere provenienti da sistemi fognari cittadini, lo scarico di rifiuti tossici provenienti da industrie e gli agenti chimici usati in agricoltura che, penetrando il terreno, giungono fino ai bacini acquiferi, contaminandoli.

Surf music contro l’inquinamento idrico

Già nel 1971, i Beach Boys (boy band statunitense che raggiunse l’apice del successo negli anni ’60/’70 con la propria surf music dedicata all’estate, al divertimento e, più in generale, alla tipica atmosfera californiana) mettevano in guardia il loro pubblico con il brano Don’t Go Near the Water. Si tratta della traccia di apertura dell’album Surf’s Up, caratterizzata non dalle sonorità pop-rock tipiche della band, ma da note amare che accompagnano il tema dell’inquinamento idrico che, a causa di politiche aziendali post boom economico sempre più aggressive e noncuranti nei confronti dell’ambiente, sta degradando sempre di più le acque del loro amato oceano.

Il testo

Il testo di Don’t Go Near the Water non potrebbe essere più attuale: si parla di come l’uomo abbia corrotto le falde acquifere tramite agenti chimici e materiali tossici. Il peggio è che non si tratta solo di grandi aziende che scaricano illegalmente rifiuti tossici, ma anche di ognuno di noi che, con le proprie azioni, ha un forte impatto sull’ambiente (per esempio i tensioattivi contenuti nei detersivi chimici che usiamo quotidianamente contribuiscono all’inquinamento idrico).

Oceans, rivers, lakes and streams / Oceani, fiumi, laghi e ruscelli
have all been touched by man. / sono stati tutti toccati dall’uomo.
The poison floating out to sea / Il veleno che galleggia in mare
now threatens life on land. / sta minacciando la vita sulla terra.
[…]
Toothpaste and soap will make our oceans a bubble bath / Dentifricio e sapone renderanno I nostril oceani un bagno di bolle
so let’s avoid an ecological aftermath / quindi evitiamo delle conseguenze ecologiche
beginning with me, / a partire da me,
beginning with you. / a partire da te.

Alla fine del brano troviamo un appello agli ascoltatori: che si inizi fin da subito a fare scelte che tengano in conto il benessere dell’ambiente senza procrastinare o delegare ad altri la responsabilità.

Let’s all help the water right away. / Aiutiamo tutti l’acqua a partire da ora.
Do what we can and ought to. / Facciamo ciò che possiamo e che dobbiamo fare.
Let’s start today. / Cominciamo da oggi.

Iniziative in difesa dell’ambiente e abitudini eco-friendly

In effetti, le iniziative che si propongono di ridurre l’impatto ambientale dell’uomo sono all’ordine del giorno. Si parte da prodotti pensati specificatamente per essere meno inquinanti (come detersivi monodose che non prevedano involucri di plastica, caffè in capsule compostabili, spazzolini in bambù, bottiglie in polimeri naturali che costituiscano un’alternativa alla plastica e via dicendo) fino ad arrivare ad abitudini eco-friendly (come fare uso di utensili riutilizzabili in legno o metallo, preferire buste della spesa in tessuto piuttosto che in plastica, fare attenzione alle regole sulla raccolta differenziata previste dal proprio comune, preferire i mezzi pubblici o la bicicletta all’automobile, favorire brand la cui politica non preveda lo sfruttamento del territorio né dei suoi abitanti a discapito delle catene di fast fashion).

Spiagge Plastic Free

È proprio in quest’ottica che il WWF, assieme ad altre associazioni ambientaliste più piccole, porta avanti da anni alcune iniziative votate alla pulizia dei litorali del Belpaese, così come diverse campagne che scoraggiano l’utilizzo di stoviglie in plastica monouso sulle spiagge e condannano fortemente chi, dovendone necessariamente fare uso, non le smaltisce correttamente e le abbandona sulla costa o le getta in mare.

Ecco qui il link alla pagina del WWF che spiega gli obiettivi dell’iniziativa Spiagge Plastic Free e i relativi eventi ai quali è possibile partecipare come volontari per dare una mano a tenere pulite le coste italiane.

Sostenibilità for Beginners

Per concludere, per chi fosse interessato alla sostenibilità nella sua accezione più ampia, segnaliamo un podcast (ascoltabile tramite Spotify, Gliascoltabili.it o sulle frequenze di LifeGate Radio) che tratta proprio di sviluppo sostenibile in modo semplice e accessibile: Sostenibilità for Beginners.
Oltre alla puntata riguardante, appunto, l’inquinamento da plastica che colpisce i nostri mari, si parla anche di economia circolare, turismo sostenibile, energie rinnovabili e molti altri temi legati a problemi ambientali e a possibili soluzioni per arginarli.