Daniela Krien: donne, libertà e fragilità

Il «Der Spiegel» (uno dei siti web in lingua tedesca più letti) ha definito così il romanzo di Daniela Krien L’Amore in Caso di Emergenza: un libro che punta i riflettori sulla voglia di libertà delle donne. Un desiderio che, troppo spesso, si scontra con una grandissima fragilità.

Il canto di una donna rivolto a tutte le donne.

Oggi facciamo un piccolo passo indietro, riavvolgiamo il nastro e torniamo nel 2019. Facciamo anche un salto geografico e ci catapultiamo in Germania, più precisamente a Lipsia, per focalizzare l’attenzione su Daniela Krien.

Daniela Krien

La nostra scrittrice nasce nel 1975 in un piccolo comune della Germania. Si trasferisce poi a Lipsia, dove studia scienze sociali e della comunicazione e dove, attualmente, vive con le due figlie.

Esordisce nel settembre del 2011 con il romanzo Un Giorno ci Racconteremo Tutto: una storia che, piano piano, ha conquistato i cuori di molti lettori fino a ottenere l’ammirazione della critica e il Jungen Literaturpreis: il premio di letteratura per ragazzi. Si  tratta della storia d’amore di Henner e Maria: un rapporto che di convenzionale non ha assolutamente nulla, perché Henner ha superato i 40 anni mentre Maria ne ha appena compiuti 16. Si tratta di un’amore sbagliato, ma che ha sorpreso e stravolto Marie, fino a quando arriverà un gesto a suggellare i destini dei due protagonisti e a trascinarli nel mondo degli adulti.

Dopo questo grande successo, la Krien vive un periodo di silenzio editoriale che dura alcuni anni ma che, fortunatamente, non si è rivelato eterno. Il 27 febbraio 2019 viene pubblicato il romanzo L’Amore in Caso di Emergenza: un caso straordinario che, in Germania, ha venduto circa 120 mila copie conquistandosi, per mesi, un posto nelle classifiche dei best sellers.

Conseguentemente, è stato tradotto in 24 lingue: in Italia, è stato pubblicato da Corbaccio.

L’Amore in Caso di Emergenza

Quella rappresentata ne L’Amore in Caso di Emergenza è una storia totalmente al femminile.

Lo sfondo?

La ex Repubblica Federale di Germania: quel Paese che si stava trasformando ed evolvendo in seguito alla caduta del muro di Berlino, un evento che aveva acceso nell’anima di moltissime persone un gran desiderio di libertà e aveva portato un clima di ottimismo generale.

Questa ambizione e questo desiderio di conquista sono accentuati nella dimensione femminile. 

In particolare, il romanzo si basa su cinque storie: quelle di Paula, Judith, Brida, Malika e Jorinde. Molto diverse tra loro, ma con un fattore in comune: il sogno di costruirsi una dimensione affettiva, intima, personale. Questo però le porta a scontrarsi con molti interrogativi: come si affronta l’amore, soprattutto in tempi come questi? 

Essere single è una scelta? O è necessario anche sapersi accontentare?

Tra le mille domande, ce n’ è una che, nella mente delle protagonista, risuona più forte delle altre: e la maternità?

Un tema che, purtroppo ancora oggi, è al centro di un vivo dibattito.

Le protagoniste

Scopriamo dunque chi sono queste donne.

Paula è una libraria appassionata e inaspettatamente, in una serata estiva conosce il suo futuro compagno. Il matrimonio, però, non riesce a sopportare un tragico dolore: quello per la morte della figlia. 

Un evento che trascina Paula negli abissi, dai quali lei tenta disperatamente di uscire. In questo modo, inizia una profonda riflessione su questa donna che, lentamente, compie dei piccoli passi per ritrovare se stessa.

Judith è un’amica di infanzia di Paula: un medico affermato che sembra amare unicamente la sua carriera. Si dedica solo ad incontri occasionali e superficiali, tenendosi a distanza di sicurezza da una possibile relazione e rifugiandosi dietro un atteggiamento ironico e disincantato, che non fa altro che portare alla luce tutti i suoi scheletri nell’armadio.

Piano piano, infatti, si comprende, senza alcuna difficoltà, che il suo atteggiamento è semplicemente una corazza.

Ripensa ai genitori, che le dicevano che era una bambina impegnativa e antipatica e rendeva difficile agli altri volerle bene. Non c’era da stupirsi se nessuno voleva essere suo amico.

Demolire quel muro che lei stessa ha creato, allora, significherebbe aprire il vaso di pandora e conoscere le sue paure, proprio quelle che lei si è tanto impegnata a camuffare.

Brida, invece, sembra vivere perennemente in bilico: è una donna, una moglie, una mamma e una scrittrice.

La posta in gioco, quindi, è molto alta ma lei si rifiuta di scendere a compromessi: vuole vivere la sua famiglia e non rinunciare mai alla scrittura, che si configura come un bisogno interiore quasi struggente.

Poi abbiamo le due sorelle Malika e Jorinde, che si presentano al lettore come gli antipodi: i loro, infatti, sono due caratteri complementari. 

A complicare la loro convivenza, si aggiunge una vita piena di fallimenti e difficoltà. Eppure avranno il loro lieto fine: arriverà per loro la resa dei conti, che le travolgerà con una grande forza innovatrice, conducendole verso una sorellenza unica e speciale.

Tra forza e fragilità

I personaggi di questo libro sono tutte  donne che si sentono libere e vogliono continuare ad esserlo. Al tempo stesso, però, si sentono anche immensamente fragili e in balia di una miriade di sentimenti che sono contrastanti, confusionari, illogici. E nonostante la loro ambizione e la loro voglia di libertà, sono estremamente dipendenti dall’amore e nutrono un profondo bisogno di affetto.

Sono donne che non indietreggiano neanche di un millimetro: ogni giorno cercano una luce in fondo al tunnel per percorrere nuove strade, lontane dalle loro paure e dalle loro debolezze.


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