Piccolo Teatro: storia del teatro di Milano e d’Europa

Il Piccolo Teatro è un’istituzione nella città di Milano. Ognuno, almeno in un momento della propria vita, vi si è recato per assistere a una delle sue innumerevoli rappresentazioni. Non tutti però conoscono la sua storia, entusiasmante perché identitaria di una città, Milano, e di un’intera nazione, l’Italia. La sua origine non è altro che una piccola stanzetta piuttosto malmessa, divenuta immediatamente un sogno per due uomini esperti e amanti del teatro: Giorgio Strehler e Paolo Grassi. Oggi quella piccola sede si è trasformata in un colosso per la città meneghina e vanta di tre sale teatrali piuttosto spaziose: Teatro Grassi, Teatro Studio Melato e Teatro Strehler, collocate nella zona del centro della città.

Le sale sono adibite a diverse tipologie di spettacoli teatrali a seconda della spaziosità della sala e dell’atmosfera evocata dalla stessa. L’Arlecchino servitore di due padroni, celeberrimo e storico spettacolo di punta del Piccolo Teatro, viene tradizionalmente portato in scena al Teatro Grassi. Lo spazio contenuto del teatro evoca un’atmosfera famigliare e consente allo spettatore di osservare da vicino le numerose maschere che popolano il palcoscenico. Inoltre, poiché lo spettacolo è realizzato quasi interamente in dialetto, è necessario poter osservare la gestualità dei personaggi per comprendere il flusso della storia. Al contrario, le grandi produzioni e le ospitalità internazionali hanno bisogno del più ampio spazio del Teatro Strehler, accogliendo in questo modo un pubblico numericamente maggiore.

Il Piccolo Teatro: storia del teatro più popolare di Milano

La storia del Piccolo Teatro inizia nel 1947, quando Giorgio Strehler, Paolo Grassi e Nina Vinchi sognano di creare un’istituzione teatrale che goda del sostegno degli enti pubblici. In realtà i soci firmatari per la fondazione del Teatro furono molti di più e coinvolsero più in generale la borghesia milanese, oltre ad alcune aziende contribuenti. In questo modo il teatro diventa proprietà dell’intera città di Milano. Il progetto ha dato origine al primo teatro pubblico in Europa, a cui l’intera cittadinanza potesse recarsi in piena libertà per assistere a uno spettacolo teatrale. Il teatro, come sostiene Strehler, diventa un “pubblico servizio”, al pari di mezzi pubblici, scuola, biblioteca. In altre parole, il teatro diventa un mezzo attraverso cui le persone raggiungono il benessere interiore. Per questo è necessario che diventi di dominio pubblico e consenta l’accesso al più ampio numero di cittadini possibile.

Il pubblico del Piccolo Teatro di Milano è completamente diverso da quello tipico dei teatri di metà ‘900. Non più, infatti, solo borghesi colti e preparati agli spettacoli teatrali, ma anche operai e cittadini meno istruiti, incuriositi dalla magica atmosfera del teatro e da sempre esclusi dai più importanti luoghi di cultura. Il primo spettacolo va in scena il 14 maggio 1947: L’albergo dei poveri di Gorkij, regia di Strehler. Da lì si apre una lunghissima e florida stagione teatrale, conclusasi solo nel 1997 con la morte del regista che ha condotto a numerosi successi firmati Strehler: basti menzionare Il giardino dei ciliegi, I giganti della montagna e lo stesso Arlecchino servitore di due padroni, in scena ancora oggi.

Il Piccolo Teatro, oggi

A partire dal 1991 il Piccolo acquista il nomignolo di «Teatro D’Europa», un titolo che ne suggerisce l’internazionalità. Dagli anni ’90, infatti, lo spazio teatrale si trasforma anche in polo culturale e centro di cultura per l’intera Europa. Il Teatro oggi offre una rassegna variegata sia da un punto di vista stilistico che geografico. Non solo, infatti, spettacoli di prosa, ma anche danza, musica e performance si alternano sul palcoscenico. Inoltre, le rassegne teatrali annuali ospitano spettacoli teatrali provenienti da diversi paesi, creando così un ambiente multiculturale e variegato. Il Teatro presenta anche diversi festival e rassegne, in grado di incontrare il gusto di un pubblico diversificato per età e interessi.
Insomma, nessuno può rimanere deluso dall’estrema inclusività dello spazio teatrale del Piccolo Teatro. Non resta che seguire l’istinto, scegliere lo spettacolo e lasciarsi trasportare dalla magia della scena verso quello che Pirandello definisce il luogo dei fantasmi.

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