Il giallo: un genere anche letterario

Ancora oggi spesso persiste il pregiudizio che tende a separare la “Letteratura” dai generi letterari. Di solito non si considera letterario un romanzo facilmente ascrivibile a un genere specifico e identificabile, come un rosa o un fantasy. Oppure nel caso in cui si ritengano i generi letteratura, si tende a distinguerli in quanto letteratura “bassa o di massa” da una letteratura considerata alta (la “vera e propria letteratura”), nella quale rientrano gli autori canonizzati e ormai divenuti classici o scrittori caratterizzati da elevato grado di sperimentalismo.

Eppure in qualche modo il giallo sfugge a questo discorso: si afferma più volentieri di star leggendo un giallo, piuttosto che un romanzo rosa. È ormai un genere estremamente diffuso, nobilitato da esempi illustri. Contribuisce nel mutare la nostra percezione nei confronti dei romanzi del mistero il fatto che ci sono grandi nomi che si sono cimentati nel produrre gialli “letterari”.

Il giallo: la storia del genere, la sua tradizione e bestsellers

illustrazione da "I delitti della Rue morgue", romanzo che ha iniziato il genere giallo
Illustrazione di David Vierge che rappresenta una scena di I delitti della Rue Morgue

I delitti della Rue Morgue di Edgard Allan Poe viene considerato il primo racconto giallo, pubblicato nel 1841 su una rivista di Philadelphia. Una madre e una figlia vengono uccise, rispettivamente alla prima tagliano la gola e la seconda viene strangolata e un investigatore, Auguste Dauphine, ottiene l’incarico di risolvere il doppio omicidio.

Questi sono gli ingredienti necessari per un giallo: un caso da risolvere, i vari tentativi di risolvere l’enigma e trovare il colpevole, la risoluzione dell’enigma. In questo si verifica la compartecipazione del lettore che s’ingegna, cercando anche lui di risolvere il mistero. Solitamente, le trame più intricate dai finali più sorprendenti sono quelle che tengono i lettori più incollati alle pagine. Di conseguenza fanno anche più successo.

Può accadere facilmente che le élite culturali si avvicinino con sospetto a libri che hanno avuto una tiratura estremamente elevata. Come se bestseller fosse sinonimo di prodotto scadente. Eppure non è sempre così, soprattutto per quanto riguarda questo genere letterario, che ormai può vantare una sua tradizione. Lega a sé nomi famosi, romanzi e intrecci raffinati tra cui Arthur Conan Doyle che ha inventato l’investigatore privato Sherlock Holmes e Agatha Christie, campionessa di crimini in ambienti chiusi e non solo.

In Italia, due gialli “di qualità”: da Umberto Eco a Camilleri

Ci si potrebbe limitare però per un attimo all’ambito italiano, anche qui il giallo ha una sua storia. Francesco Mastriani avrebbe scritto il primo romanzo del mistero, Il mio cadavere, nel 1852.

In seguito il genere prende il nome dalla collana, creata da Arnoldo Mondadori nel 1929 e caratterizzata dalla copertina appunto gialla. Col tempo escono romanzi in grado di coinvolgere e catturare l’interesse sia di un pubblico più colto, sia di lettori più ingenui.

Uno dei casi più emblematici a questo riguardo è Il nome della Rosa di Umberto Eco, edito nel 1980, romanzo giallo e storico insieme, ambientato in un monastero benedettino nel 1327. Con 60 milioni copie vendute in tutto il mondo è un vero e proprio bestseller, capace di corrispondere ad attese diverse. Presenta una trama intricata e incalzante, ma insieme a dettagli e finezze che possono essere colti solo dai lettori più acculturati. È intriso di riferimenti filosofici, letterari e storici; emergono anche citazioni di classici.

Anche Camilleri è riuscito a rivolgersi a un vasto pubblico con i libri incentrati sul personaggio del commissario Montalbano, il primo di questi è La forma dell’acqua del 1994, a cui ne sono seguiti decine e decine. Camilleri ha inventato l’intero mondo della cittadina di Vigata e il vigatese, un misto tra il siciliano e l’italiano. Il successo avuto ha portato poi anche alla trasposizione dei romanzi nella nota serie televisiva.

Del resto, la serialità è una caratteristica quasi connaturata in sé al genere giallo: gli autori spesso creano un protagonista a cui i lettori si affezionano e del quale seguono la parabola esistenziale, oltre che i suoi casi, in vari libri. Da Hercule Poirot a Sherlock Holmes, Da Miss Marple al commissario Maigret a Rocco Schiavone.

genere giallo: il commissario montalbano
Salvo Montalbano e Giuseppe Fazio, in una scena della serie televisiva Il commissario Montalbano

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana: il giallo più letterario di tutti

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda, pubblicato nel 1957, è un giallo estremamente letterario. Parliamo di uno scrittore presente su tutti i manuali di letteratura, che però ha scelto di scrivere proprio un giallo. È un romanzo anticonvenzionale che esula dalle regole che dovrebbero definire il genere e qui sta il paradosso: Gadda, pur stravolgendo alcune caratteristiche fondamentali del giallo, produce un giallo.

Il crimine è duplice: l’omicidio di Liliana Balducci e il furto di gioielli della contessa Menegazzi, avvenuti entrambi in un palazzo signorile di Via Merulana. Il commissario Ingravallo si ritrova a capo delle indagini. Segue, in una Roma popolare e rocambolesca varie piste, che spesso si dimostrano deviazioni.

Si possono trovare persino riferimenti a Manzoni, autore così caro a Gadda, che se lo farà leggere in punto di morte. Per esempio, i due autori si rivolgono ai morti con la stessa pietas. Nonostante tutte le dovute differenze, il passo in cui Manzoni rappresenta la piccola Cecilia posata dalla madre sul carro può essere considerato parallelo alla descrizione del cadavere di Liliana Balducci, visto attraverso gli occhi di Ingravallo, innamorato di lei.

Il genere giallo: un tentativo di dare ordine a una realtà incomprensibile?

Nel finale il caso non viene risolto: forse il colpevole viene identificato nella domestica della signora Balducci, ma non c’è una certezza o una conferma. Le indagini si concludono nel nulla e il commissario non riesce a trovare il bandolo della matassa. Ci si rassegna all’impossibilità di dare un senso a una realtà caotica e disordinata che non può essere compresa. In relazione a questa rinuncia si scorge una critica da parte dell’autore nei confronti del fascismo, periodo in cui è ambientata la vicenda del romanzo.

La complessità del reale è resa anche dalla cifra stilistica dell’autore che rimane invariata, connotata dal plurilinguismo: si mischiano dialetti e parlate diversi, passando dal veneto al romanesco al molisano; si passa da un linguaggio elevato a un linguaggio popolare, con punte barocche. Questo, secondo l’autore, è l’unico modo per cercare di definire e rappresentare il mondo.

Al contrario secondo i meccanismi perfetti del genere del giallo, il responsabile del crimine viene chiaramente identificato e non può sfuggire alla giustizia. È un tentativo di controllare la realtà, forse proprio perché spesso difficile da decifrare, e ordinarla all’interno di strutture comprensibili e rassicuranti.

Letterarietà e non letterarietà

Dunque si può affermare che esistono gialli letterari, benché la nozione di genere sia solitamente in contrasto con la nozione di letteratura. Infatti spesso è diffusa l’idea secondo la quale un romanzo per essere “letterario” non dovrebbe appartenere a un genere nello specifico. Qui invece diversi esempi smentiscono questo principio e ci dimostrano che le cose non stanno sempre così.


FONTI

Letture.org

Letture.org

Youcanprint

Treccani.it

Alberto Casadei, Il Novecento, pp 86-92, 2013, il Mulino

Carlo Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, 1971, Garzanti

Umberto Eco, Il nome della rosa, 1980, Bompiani

Andrea Camilleri, La forma dell’acqua, 1994, Sellerio

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