La protesta nel cuore della capitale

Come è iniziata?

Sabato 9 Ottobre 2021: ci troviamo a Roma, precisamente a Piazza del Popolo, dove oltre 10.000 manifestanti si sono riuniti, nel pomeriggio, per protestare contro il Green pass, accusando il Governo italiano di star dando vita a una dittatura sanitaria.

Piano piano, la situazione è degenerata e quello che, inizialmente, doveva essere un sit-in si è rilevato ben altro: una rivolta assolutamente non autorizzata e non pacifica.

 

Sono stati innalzati striscioni, con frasi come «Chi osa vince», e intonati cori, slogan (si sentiva urlare ripetutamente la parola «Libertà!»), insulti, anche pesanti, al presidente del consiglio Mario Draghi e ad altri politici dell’attuale maggioranza. Inoltre, non è di certo mancata la violenza: molti sono stati i lanci di petardi e oggetti contro le forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa.

Tutto questo non si è limitato a coinvolgere Piazza del Popolo, ma si è diffuso a macchia d’olio mentre polizia e forze dell’ordine cercavano disperatamente di calmare una situazione che ormai era divenuta incontrollabile: via del Corso, Villa Borghese, via Veneto, via del Babuino (dove uno dei partecipanti è riuscito a salire sul tetto di un blindato) sono state il teatro di questo assurdo delirio.

Scene da film, che non fanno altro che peggiorare una situazione già di per sé difficile. Nella protesta anche piccoli gruppi di estrema destra capitanati, ironia della sorte, dal leader romano della formazione neo-fascista Forza Nuova, Giuliano Castellino, che è salito sul palco per incitare la folla, chiedendo a gran voce le dimissioni di Draghi e Mattarella.

Tutti insieme, spinti da una forza adrenalinica che li ha resi a quel punto ingestibili, sono riusciti a occupare la sede della Cgil, che si trova a Corso d’Italia, strepitando orgogliosamente «No green pass!». Hanno sfondato porte e finestre, arrivando fino all’ufficio, al momento dell’assalto vuoto, del segretario nazionale, Maurizio Landini, al quarto piano.

Sono ancora in corso le indagini per comprendere la quantità e la gravità dei danni, ma ci sono già stati circa dodici arresti. Inoltre, tutte le persone che si sono ritrovate casualmente in mezzo alla mischia – e che, quindi, possono essere considerate come vittime – hanno espresso la loro volontà di esporre denuncia.

Tutt’ora, la situazione per le strade di Roma appare inverosimile: frequenti atti vandalici, scontri, barricate create dai manifestanti con sedie e monopattini usati, come se la loro non fosse una protesta ma una vera e propria guerra (e, non a caso, molti di loro sono scesi in piazza con il volto coperto e innalzando il tricolore).

Una guerra che le forze dell’ordine si sono trovati duramente a dover sedare, al punto tale da far ricorso all’uso di fumogeni e idranti per far indietreggiare la folla.

Una protesta social

Tuttavia, la manifestazione non si è limitata a esistere solo per le strade, bensì ha colonizzato anche i vari social network. Già da alcuni giorni, soprattutto su Twitter, la protesta era stata pubblicizzata ma, durante la giornata, su tutti i social circolavano foto e video.

I vari spostamenti venivano riportati ovunque. In questo modo, tutti sono riusciti ad assistere a questo tragico spettacolo: sia chi era in piazza in mezzo alla folla, sia chi era comodamente seduto sul divano della propria abitazione.

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La protesta arriva al pronto soccorso

La violenza di questa protesta non si è fermata neanche nella notte, anzi, si può dire che non ha fatto altro che peggiorare quando una trentina di manifestanti ha assaltato il pronto soccorso del policlinico Umberto I di Roma (in Viale Regina Elena).

Medici, infermieri e agenti di polizia si sono trovati a bloccare le porte d’ingresso che i partecipanti al sit-in tentavano continuamente di sfondare. Tutti gli operatori sanitari e le forze dell’ordine hanno lottato per tutta la notte, nonostante il duro lavoro che ancora li occupa quotidianamente da quando è iniziata la pandemia.

Il bilancio è comunque tragico: due agenti e due operatori sanitari sono stati feriti gravemente e un’infermiera ha persino ricevuto una bottigliata in testa.

Questo assalto è stato causato da uno dei partecipanti che, ricoverato al pronto soccorso, si è rifiutato di sottoporsi al tampone (in quanto non vaccinato) e nel momento in cui, per questo motivo, lo hanno dovuto allontanare, ha cominciato a protestare rabbiosamente con atti verbali e fisici.

Da lì in poi è stato un attimo: prima i parenti, poi gli “amici” e infine il resto dei manifestanti si sono gradatamente introdotti nel pronto soccorso, seminando panico e violenza. Al momento, tutto il contesto è ancora in fase di definizione: le indagini sono in corso e vari agenti stanno verificando eventuali danni.

Ciò di cui, però, siamo sicuri è che è impossibile nascondere la paura e l’angoscia che queste ore hanno trasmesso. Ore pesanti e interminabili, che non dimenticheremo facilmente e che, soprattutto, ci fanno riflettere sull’agghiacciante periodo che stiamo ancora attraversando.

FONTI

rainews.it

romatoday.it

today.it

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