Torre mangia-smog: un aiuto concreto per il Pianeta

Da anni ormai si parla dei danni provocati dal riscaldamento globale. Il cambiamento climatico è l’argomento più discusso degli ultimi tempi.

Certo, si è sempre parlato di cambiamento climatico ma quello a cui assistiamo da circa 150 anni è anomalo perché innescato dall’uomo e dalle sue attività. Rispetto ai livelli preindustriali la temperatura media del Pianeta è aumentata di 0,98°C e la tendenza osservata dal 2000 a oggi fa prevedere che, in mancanza di interventi, potrebbe arrivare a +1,5°C tra il 2030 e il 2050.

Le conseguenze che tutto ciò comporta sono note a tutti: scioglimento dei ghiacciai, eventi meteorologici estremi, temperature al di sopra della media, grandi incendi e molto altro ancora.

C’è però qualcuno, o meglio, qualche paese che sta provando a mettere un freno a quella che è la causa di tutte queste calamità naturali: l’inquinamento.

La torre mangia- smog

È stata inaugurata a Delhi la prima torre mangia-smog in India. Si tratta di una torre alta poco più di 20 metri in grado di catturare lo smog e di rilasciare aria più pulita. Questa è stata installata a Connaught Place, l’elegante area commerciale al centro della capitale.

L’iniziativa è costata circa 2,3 milioni di euro, somma che non tutta la popolazione locale ha gradito che venisse spesa. Specialmente in questo difficile periodo di emergenza sanitaria.

Di cosa si occuperà e come funzionerà

La torre mangia-smog si occuperà di ridurre drasticamente l’inquinamento atmosferico, in particolare tratterà le polveri ultra sottili.

L’aria verrà aspirata dall’alto verso il basso, dove sarà filtrata tramite 5.000 filtri elettrostatici capaci di trattenere le microparticelle e rilasciata attraverso 40 ventole installate ai piedi della torre stessa.

Perché proprio in India? E perché proprio a Delhi?

torre mangia-smog

Negli ultimi anni la qualità dell’aria della città di Delhi è peggiorata notevolmente.

Secondo l’IQAir (un’azienda svizzera di tecnologia per la qualità dell’aria, specializzata nella protezione dagli inquinanti atmosferici) si trovano in India 35 delle 50 città più inquinate del mondo.

Solo nel 2019 le morti imputabili all’inquinamento atmosferico sono state 1,67 milioni, di cui 17.500 solamente nella città di Delhi.

Le piogge monsoniche

Nel 2019, mentre l’America combatteva contro l’ennesimo uragano, le piogge monsoniche si abbattevano sul subcontinente indiano provocando moltissimi danni. Queste piogge monsoniche si sono verificate per due anni di fila. Segno che qualcosa, nel clima, è cambiato.

In effetti, episodi come questo hanno la possibilità di verificarsi con una media di una volta ogni diecimila anni. Le forti piogge sono state innescate da un disturbo atmosferico: la depressione monsonica che si è formata sul Golfo del Bengala. Durante la stagione dei monsoni, queste depressioni sono molto comuni, ma la violentissima pioggia verificatasi no.

Gli studiosi infatti hanno ricercato le più svariate cause fino ad arrivare a una che potesse giustificare questo fenomeno: l’inquinamento. Ecco perché si è deciso di operare in questa zona.

Non solo in India…

La torre mangia-smog prima di approdare in India era già stata sperimentata in altre parti del mondo.

La prima a testare questo nuovo tipo di tecnologia è stata la Cina. In un secondo momento, anche l’Olanda ha deciso di portare sul suo territorio il modello cinese. Il primo prototipo è stato installato a Rotterdam, una città europea nota sia per aver accolto non pochi esperimenti di architettura urbana che per i suoi alti tassi d’inquinamento. LaGreta Thumberg torre mangia-smog ha consumi veramente minimi, in quanto viene alimentata con l’energia eolica.

Come si diceva all’inizio dell’articolo la questione del riscaldamento globale e del cambiamento climatico sono al centro delle discussioni già da parecchi anni. Abbiamo visto succedersi movimenti di protesta, cortei, sfilate e molto altro a supporto di questo argomento.

Impossibile in questo caso non citare colei che si è fatta promotrice del progetto di sensibilizzazione in materia clima, Greta Thunberg.

Adulti avete fallito. Continueremo a batterci per il Pianeta

Così recitava una frase scritta su un cartellone mostrato in occasione di uno dei suoi tanti scioperi.

Non solo Greta Thunberg ma anche altre tantissime attiviste in giro per il mondo vogliono diffondere il verbo. È il caso di Licypriya Kangujam, una delle più giovani attiviste per l’ambiente dell’India, se non del mondo. A soli otto anni, Licypriya  ha dato il via a quella che è stata ribattezzata come “La grande marcia di ottobre”.

Dal 21 al 27 ottobre 2019, molte località indiane hanno manifestato per chiedere l’introduzione di una legge che riconoscesse l’estrema urgenza delle misure per fermare il cambiamento climatico.

protesta

Il Pianeta sta soffrendo a causa nostra e prima che sia troppo tardi dobbiamo imparare a limitare i danni.


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