I capolavori sconosciuti degli autori più conosciuti

Quante volte ci capita di sentire frasi come: “Jane Austen? Certo, quella di Orgoglio e pregiudizio” senza considerare che Austen ha una delle più vaste produzioni letterarie della storia, oppure: “Flaubert? Sì, l’autore de L’educazione sentimentale” lasciando da parte tanti altri classici della letteratura francese. Tutto ciò è ancor più preoccupante se consideriamo che letteralmente per ogni autore c’è quel romanzo sconosciuto, dimenticato su di un qualche scaffale polveroso di una biblioteca ben fornita. Non importa se sia migliore o peggiore, più o meno intrigante: a fare la differenza, purtroppo, è molto spesso la popolarità. Il che è abbastanza prevedibile se pensiamo al modo odierno di concepire tutto, in un’ottenebrante ottica consumistica. Per ogni autore avremo il Mansfield Park o il Novembre di turno. È tempo di indagare i capolavori sconosciuti degli autori conosciuti.

Spulciando tra tutti gli autori dello scenario letterario mondiale potremmo restare stupiti dalla quantità di nomi conosciuti! Ne abbiamo selezionati alcuni: ecco 3 capolavori sconosciuti di autori conosciuti.

Italo Calvino

Calvino è un pilastro della letteratura italiana, è innegabile. Sono molte le sue opere che raggiungono il nostro orecchio e anche il nostro comodino, perché Calvino è forse uno degli autori più letti al mondo. Tra la sua produzione letteraria però c’è un piccolo romanzo che non ha titolo né di Barone rampante né de Il sentiero dei nidi di ragno, due delle opere più famose in assoluto. Il libricino in questione ha poco più di centocinquanta pagine e si intitola Palomar, una raccolta di racconti risalente agli anni Ottanta. Palomar in spagnolo significa “colombaia”, ma ciò non ha nulla a che vedere con il romanzo. Calvino cercava invece una connessione con l’osservatorio astronomico di Monte Palomar negli USA e un’associazione con la parola “palombaro“. Dichiara lo stesso autore che “Palomar è come un palombaro che s’immerge nella superficie” e noi possiamo riconoscervi un alter ego dello stesso Calvino.

Di cosa tratta il romanzo? Di Palomar. Il protagonista, prima in vacanza, poi in città, osserva. Accompagna il lettore mano per mano e gli mostra il mondo attraverso i suoi occhi, un nuovo modo per approcciarvisi. Sì, perché Palomar non ha molta familiarità con la specie umana: pochi conoscenti e il vizio di non parlare. Calvino dona al suo personaggio non tanto la capacità di guardare, bensì la voglia di farlo e così facendo snocciola gli aspetti più diversi e misteriosi dell’esistenza. In questo romanzo assistiamo a quella che potremmo definire una malinconica rinuncia a trovare una spiegazione all’esistenza e alla realtà; lo scrittore abbandona le riflessioni scientifiche e narratologiche, per mostrare la vanità stessa del sapere.

Jack Kerouac

Siamo soliti ricordare Kerouac per Sulla strada, capolavoro letterario della Beat Generation, ma la verità è che di Kerouac vi sono titoli sconosciuti che meriterebbero sicuramente più rilievo. Maggie Cassidy è un piccolo romanzo, molto breve, degli anni Cinquanta. Il libro rievoca la vita delll’alter ego letterario di Kerouac Jack Duluoz, nella tranquillità di Lowell. Tra i personaggi e le persone che fecero parte della vita dell’autore vi è piena corrispondenza. Questo romanzo tratta della storia d’amore tra Jack Kerouac e Mary Carney – la Maggie Cassidy del titolo – avvenuta a Lowell negli anni del liceo.

La trama viene portata avanti dai semplici incontri tra Jack, Maggie e i loro amici. Tutto il racconto sembra essere immerso in una fitta coltre di nebbia: i personaggi fantasmi e i paesaggi nebbiosi, tutto legato dal filo rosso di un amore adolescenziale. L’amore descritto in questo libro è un amore puro, platonico e casto e in alcuni momenti la scrittura dell’autore è poesia pura arrivando al vertice della sua prosa spontanea. La figura di Maggie mantiene sempre un’aria mistica e gli scambi di battute nei momenti intimi tra lei e Jack sono freddi e distaccati, ma celano comunque quello che è un grande affetto che ha quasi paura, imbarazzo a essere visto.

Milan Kundera

Chi non ha mai sentito parlare de L’insostenibile leggerezza dell’essere? Un capolavoro di Milan Kundera senza tempo. Ma a colpire la nostra attenzione in qualità di “capolavoro sconosciuto” di questo noto autore è una raccolta di sette racconti, intitolata Amori ridicoli risalente al 1969.

L’autore sfodera in ogni riga la sua maestria nell’esprimere sentimenti e sensazioni e, così facendo, disegna dei personaggi quasi pirandelliani. A farla da padrone è l’amore: le emozioni sono caratterizzate però dalla mistificazione e dal ridicolo, come un sentimento del contrario, perché ciò che risalta è il contrasto tra il sentimento più puro e quello che invece appare, cioè quello che il personaggio decide di esternare. I protagonisti di ogni storia intraprendono sempre un percorso e a un certo punto si rendono conto di aver perso la giovinezza. Per sfuggire al dolore di questa scoperta si rifugiano in una relazione amorosa che, comportando una sconfitta, farà venir loro voglia di scappare di nuovo.

A tormentare i protagonisti in tutto il libro è il costante rifiuto verso se stessi e verso le azioni intraprese per sfuggire alla propria realtà La condizione dei protagonisti, in verità, è quella di tutta l’umanità: il libro offre un chiaro squarcio di come la vita, a causa dei compromessi e degli obblighi, costringa l’uomo ad azioni imposte, limitando fortemente la libertà di scelta. A rendere possibile l’esercizio del nostro libero arbitrio è la possibilità di ricavarsi degli spazi. Quando il sentimento trionfa, però, in Amori ridicoli i personaggi si liberano della costrizione imposte.


FONTI

library.weschool.com

fascinointellettuali.larionews.com

Jack Kerouac, Maggie Cassidy, Penguin Classics 2009

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