The Antwerp Six

The Antwerp Six: dal 1986 ad oggi

In alcuni articoli usciti qualche tempo fa, abbiamo approfondito la storia di ciascun componente degli Antwerp Six. Ora è necessario precisare alcuni punti: il gruppo, oggi, esiste ancora? Perché Martin Margiela non ha partecipato? La loro rivoluzione ha formato le nuove generazioni di designer?

Martin Margiela

Molti appassionati di moda credono erroneamente che Margiela faccia parte dei Sei di Anversa; in realtà viene definito come il “membro non ufficiale” del gruppo, in quanto appartiene alla stessa generazione dei designer belgi, allo stesso mondo di Ann Demeulemeester, Dirk Van Saene, Dirk Bikkembergs, Dries Van Noten, Marina Yee e Walter Van Beirendonck.

Margiela ha infatti frequentato la Royal Academy of Fine Arts di Anversa insieme a loro, entrando a far parte di quel clima rivoluzionario, ma laureandosi qualche anno prima rispetto agli altri. Il progetto, che prevedeva il loro viaggio verso la settimana della moda londinese, originariamente lo comprendeva; successivamente però, avendo già ottenuto collaborazioni con brand prestigiosi, ha deciso di tirarsi indietro.

Nonostante non abbia partecipato al progetto, si possono trovare diversi punti in comune tra Martin Margiela e i membri del gruppo. Primo tra tutti, l’approccio: complice la formazione impartita dall’Accademia, sono tutti contraddistinti da una visione del design di moda lontano da qualsiasi strategia di marketing e finalità di guadagno. Infatti, Margiela, come alcuni altri designer belgi, nel 2009 ha deciso di abbandonare la propria maison a causa dei ritmi di produzione:

Sentivo di non poter più far fronte alla crescente pressione mondiale e alle esigenze sempre più grandi del mercato. Mi sono anche rammaricato per l’overdose di informazioni trasportate dai social media, che hanno distrutto il “brivido dell’attesa” e annullato ogni effetto di sorpresa, che per me era fondamentale.

https://hataikwan.tumblr.com/post/23101604237/the-antwerp-six-ann-demeulemeester-dirk-van

Il gruppo

Gli Antwerp Six – termine coniato dai giornalisti che, non sapendo pronunciare i loro nomi, hanno deciso di identificarli attraverso la loro città d’origine – hanno poi intrapreso strade diverse. Infatti, dopo essersi presentati al mercato internazionale nel 1986, i designer, seppur abitino ancora in Belgio, non hanno avuto molte occasioni per collaborare di nuovo come collettivo. Alcuni di loro sono rimasti in contatto, e, oggigiorno, sono amici di lunga data, come nel caso di Walter Van Beirendonck e Dirk Van Saene, entrambi professori all’Accademia di Belle Arti di Anversa e proprietari di un concept store nella cittadina. Ma non sono mancati gli screzi e le frecciatine: lo stesso Van Saene, in Bambi, un fumetto ricreato attraverso un collage di foto del gruppo, ha sbeffeggiato i suoi colleghi.

Nonostante tutto, però, si sono riuniti per festeggiare il cinquantesimo anniversario dell’Accademia di Anversa, dopo quasi trent’anni dalla loro laurea. In quell’occasione, i Sei di Anversa hanno formato la giuria destinata a giudicare il lavoro degli studenti del master quadriennale. I designer, ritornando nelle aule dopo tanti anni, hanno provato molta nostalgia; in particolare, Ann Demeulemeester:

Penso che sia stato un momento molto emozionante tutti insieme a scuola. È stato davvero bello tornare alla vecchia accademia, sentire che non era cambiato molto.

La stessa Accademia deve molto al gruppo: il loro esempio ha donato alla struttura rilevanza internazionale, attirando studenti da ogni angolo del mondo. Per gli aspiranti stilisti, i Sei di Anversa sono considerati delle leggende: nonostante il gruppo si sia praticamente sciolto, la loro eredità viene trasmessa attraverso l’operato dei designer emergenti.

Il futuro di Anversa

Sono molti i giovani creativi che, ispirati dalla visione rivoluzionaria dei Sei, hanno deciso di iscriversi al corso di fashion design dell’Accademia di Anversa, arrivando poi al successo: Veronique Branquinho, laureata nel 1995, ha debuttato tre anni dopo con la sua prima collezione composta da quindici abiti bianchi; Demna Gvasalia ha riscosso i suoi primi successi come assistente, prima di Martin Margiela e poi di Marc Jacobs, alla direzione di Louis Vuitton. Ad oggi gestisce il suo brand, Vetements, ed è creative director di Balenciaga.

https://colorfonic.tumblr.com/post/134569900289

Anche Raf Simons, laureato in design industriale alla LUCA School of Arts, ha iniziato a frequentare l’ambiente creativo di Anversa, in particolare stilisti e fotografi di moda come Olivier Rizzo, Willy Vanderperre, David Vandewal. La decisione definitiva però è arrivata solo nel 1991, grazie alla sfilata All White Show di Martin Margiela: quella collezione lo ha ispirato e spinto nella scelta di diventare un fashion designer.

Quello che accomuna tutti i designer di Anversa è la libertà con cui affrontano il mondo della moda: l’Accademia belga insegna ai suoi studenti a comunicare i propri intenti attraverso le collezioni, concependo l’abito come una vera e propria opera d’arte.

https://imthepluggg-blog.tumblr.com/post/130193406528


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