Il bacio rivoluzionario di Francesco Hayez

Il bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del secolo XIV è il celeberrimo dipinto del 1859 del pittore Francesco Hayez. Numerose sono state le ipotesi e le leggende attribuite a questo dipinto, realizzato nella seconda metà dell’Ottocento e raffigurante un ambiente medievale. Tuttavia la sua poetica e il suo scopo sono da ricercare nel contesto storico in cui il dipinto è stato realizzato.

Contesto storico

Bandiera italianaA seguito del Congresso di Vienna, l’Italia viene divisa in diversi Stati soggetti al dominio diretto e indiretto degli Asburgo D’Austria. Tale decisione, contribuisce così alla formazione di varie organizzazioni segrete di orientamento democratico-radicale come la Carboneria o la Giovine Italia. Entrambi falliscono nei loro intenti ma sono un esempio per i sovrani europei delle volontà del popolo italiano di riunirsi in una Nazione unica, libera ed unita.

Più tardi il patriottismo italiano viene riacceso dai moti del 1848 che sfociano nella fallimentare Prima guerra d’Indipendenza Italiana. In seguito, nel 1859, i sentimenti patriottici si ritrovano nei famosi accordi segreti di Palombies. Stipulati da Napoleone III e Camillo Benso Conte di Cavour, sanciscono la nascita di un’alleanza anti-austriaca, che portò poi alla Seconda Guerra d’Indipendenza.

I baci

Proprio nel 1859 Francesco Hayez, artista e pittore italiano innovatore e poliedrico rinomato per i suoi quadri a messaggi patriottici criptati, decide di dipingere la prima versione de Il Bacio. Esso è memore di quanto accaduto alla Carboneria soppressa  nel sangue, e sceglie di mascherare gli ideali di lotta del Risorgimento con ambientazioni medievali, riuscendo così a sfuggire alla censura dell’autorità austriaca. Hayez è noto nella Milano dei circoli patriottici e proprio grazie a queste sue frequentazioni, il Conte Visconti di Saliceto gli commissiona Il Bacio, così da mettere su tela le speranze associate al recente accordo tra Francia e Regno di Sardegna.

Autoritratto di Francesco Hayez
Autoritratto di Francesco Hayez

L’opera, presentata alla Pinacoteca di Brera, rimarrà nella casa del suo committente per quasi 25 anni. Egli poi, un anno prima della sua morte, la dona alla Pinacoteca, dove oggi è ancora conservata.

Sempre nel 1859, Hayez realizza una copia ad acquerello su carta di forma circolare. A questa seguirà una seconda redazione del 1861, che si differenzia da quella del 1859 per l’abito della fanciulla, in questo caso bianco. Infine, una terza versione del 1867 si differenzia anche questa dalla prima, per il drappo sulle scale affianco alla fanciulla.

L’opera

La scena è ambientata nell’androne di un castello medievale di cui sono messi in evidenza sullo sfondo tre gradini e l’ampia parete di pietra alle spalle dei protagonisti: due giovani amanti. La scena, dal carattere fiabesco, è in realtà drammatica.

Come possiamo notare, il piede del giovane (alla destra del quadro) è appoggiato sul primo gradino delle scale e lascia intravedere un pugnale nella sua custodia, manifestando un certo nervosismo.  Si può subito percepire infatti il dolore per il distacco dei due innamorati immersi in un bacio passionale e fugace allo stesso tempo. A conferire ancora più drammaticità alla composizione è la figura suggerita dalla penombra in basso a sinistra, ritratta di spalle.

Chi è l’ombra?

Molteplici sono le interpretazioni sull’identità di questa ombra: c’è chi la classifica come un individuo che guarda furtivamente la scena e chi invece la interpreta come un congiurato che vuole cogliere di sorpresa il giovane amante.

Il genio di Hayez in questo caso sta nel gioco di diagonali che induce lo spettatore a focalizzare la sua attenzione direttamente sulla coppia di amanti, così come i contorni che li fanno risaltare nettamente rispetto agli altri soggetti.

Hayez, come si denota dal sapiente uso di colori accesi e neutri, si ispira alle opere di Tiziano e Giorgione, da lui studiati nel suo periodo di formazione.

Il significato

Il bacio di Hayez, oltre ad essere una celebrazione dell’eros giovanile vuole essere anche un’esaltazione dell’amor di patria e degli ideali rivoluzionari. Proprio per questo diventerà il manifesto degli ideali patriottici e romantici del Risorgimento. La posizione del giovane amante, infatti, rimanda alla posizione fisica del giovane patriota volontario, come se fosse in procinto di partire.


 

FONTI

Wikipedia. com 

Il Cricco di Teodoro, Itinerario nell’Arte, Zanichelli 2018

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