Elsa Morante, Bernando Bertolucci, Adriana Asti e Pier Paolo Pasolini

“Menzogna e sortilegio”: il romanzo familiare di Elsa Morante

Elsa Morante è stata una delle scrittrici e personalità più influenti del Novecento. Il suo romanzo Menzogna e sortilegio è un esempio di uso di temi tipici di questo secolo nella forma lunga.

Biografia

Elsa Morante e Alberto Moravia
Elsa Morante e Alberto Moravia a Capri negli anni 40

Elsa Morante nacque a Roma nel 1912. Dopo un’infanzia in quartieri popolari iniziò presto a comporre filastrocche e favole per bambini, pubblicandole principalmente su periodici. Nel 1941 venne pubblicato il suo primo libro, Il gioco segreto. L’anno seguente esce invece un libro per ragazzi: Le bellissime avventure di Caterì.  Essenziale l’incontro con Alberto Moravia, che diventerà suo marito e le darà la stabilità economica per permetterle di dedicarsi completamente alla stesura di romanzi lunghi e con ampia gestazione. Il marito sarà anche mediatore per le amicizie della Morante, tra cui ricordiamo il grande Pier Paolo Pasolini e il critico Giacomo Debenedetti.

La Seconda guerra mondiale

Durante il periodo belligerante i due coniugi si allontanarono da Roma, ormai occupata, per ripararsi nei pressi di Latina, zona della penisola già liberata dagli Alleati. Nel 1948, presso Einaudi, viene pubblicato Menzogna e sortilegio.

L’interesse per il cinema

Molto importante la passione per la cinematografia, maturata e accresciuta con la frequentazione di Pier Paolo Pasolini. Molto spesso la Morante lavorerà come aiuto-regista o scrittrice di copioni, vedendo però raramente riconosciuto pubblicamente il suo lavoro. Intratterrà una relazione complicata anche con il regista Luchino Visconti, motivo per cui si allontanerà, senza divorziare, dal marito Alberto Moravia.

Altri romanzi

Nel 1957 uscì L’isola di Arturo, riscuotendo grande successo di pubblico e critica. La storia uscirà nel 1974, pubblicato direttamente in edizione economica e per questo apprezzato non solo dalla critica, ma più in generale dal largo pubblico anche all’estero. Nel 1982 venne pubblicato Aracoeli, sempre per Einaudi.

Ultimi anni di vita

Negli ultimi anni di vita la salute di Elsa Morante diventò cagionevole. Cadendo si ruppe un femore e venne costretta a letto per molto tempo. Scoprendo di essere gravemente malata tentò il suicidio e, dopo un intervento rischioso e poco efficace, morì di infarto nel 1985.

Menzogna e sortilegiomenzogna e sortilegio

Il primo romanzo di Elsa Morante la portò a un successo ampio e improvviso. Il romanzo è molto importante nel panorama letterario per diversi motivi. Primo fra tutti la scelta del romanzo lungo. Nel periodo in cui scrive l’autrice si prediligeva la forma della novella o del racconto breve. Secondo, in un periodo in cui spopolavano i realismi cronachistici, come nel libro di Moravia Gli indifferenti, la Morante si indirizza verso un realismo psicologico, che gioca con i ricordi onirici e le teorie della psicanalisi. Ultimo, ma non per importanza, l’autrice riprende temi tipici del Novecento rielaborandoli con estrema libertà e originalità: la psicanalisi, per esempio, come abbiamo già visto, ma anche la situazione di una nobiltà contadina in decadenza e di una società in trasformazione.

Trama

La trama del romanzo è ricca e complicata, ma importante è che sia la storia di una famiglia, narrata da un personaggio interno alla vita familiare stessa. La prima parte è raccontata a Elisa, questo il nome della narratrice, dai fantasmi dei suoi antenati, di cui lei, come già dichiarato nella poesia introduttiva, si farà fedele serva. La seconda parte, vissuta in prima persona da Elisa, sarà invece narrata sotto forma di memoriale, smorzando l’alone di onirico intrinseco della prima parte.

Elisa

La narratrice del racconto ha un ruolo centrale nell’impostazione del romanzo. La narrazione è condotta cronologicamente, con alcuni salti per seguire alcuni personaggi principali. Il narratore è una presenza chiara e conduttrice, che guida nella lettura facendo anticipazione e rivolgendosi, in più punti, ai lettori. Come abbiamo già visto la prima parte del romanzo è narrata a Elisa dai suoi antenati. Le voci giungono a lei, secondo le teorie psicologiche studiate e amate dall’autrice, attraverso la memoria onirica, quasi come in sogno. La narrazione è dunque in un certo senso cronachistica, ma costellata di sentimenti, punti di vista influenzati dalla narrazione partecipe della giovane. La seconda parte, narrata seguendo le memorie della giovane Elisa, dall’infanzia all’età presente, assume invece la veste di un resoconto più esatto.

La rete di personaggi

La narrazione si concentra su alcuni personaggi principali, provenienti da estrazioni sociali diverse. Alcuni personaggi, come Edoardo, parente di Elisa e Teodoro, il nonno materno, appartengo alla nobiltà. Edoardo, cugino della madre di Elisa, con cui ha anche avuto una relazione, proviene dalla nobiltà oziosa e cittadina. Vive nell’agio e nei pregi, senza lavorare e dedicandosi agli svaghi mondani. Il nonno di Elisa, invece, appartiene a quella nobiltà decaduta, impoverita, ormai affezionata solo al nome, senza patrimonio. Altri personaggi sono invece popolari e vengono utilizzati dall’autrice per mostrarci la situazione borghese e piccolo-borghese dei primi anni del Novecento. Da Nicola Monaco, amministratore della famiglia di Edoardo, comprendiamo la situazione dei borghesi arricchiti, ma che ancora sono legati al mondo popolare, come si intuisce dalla descrizione che la scrittrice fa di sua moglie, dei suoi figli e della loro umile dimora.

I personaggi principali femminili

Nella prima parte del libro due personaggi femminili di confrontano: Anna e Rosaria. Una è la figlia di Cesira e Teodoro, nobile decaduto e impoverito, nonché rigettato dalla famiglia. L’altra è una popolana che usa il suo corpo per saziare la sua sete di ricchezza. Due atteggiamenti distinti che condividono, però, una situazione economica problematica: Anna, cresciuta e coccolata dal padre nonostante le ristrettezze, mantiene un atteggiamento nobile e  altezzoso, sprezzante verso quelli che crede a lei inferiori. Rosaria, invece, ha un’attitudine più amichevole, cordiale, gioviale, ma si lascia spesso invadere dai sentimenti e, per la sua incredulità, è spesso truffata e raggirata.

I personaggi principali maschili

I due personaggi maschili che si contrappongono sono invece Edoardo, nobile e cugino di Anna, che ha una relazione con entrambi i personaggi femminili e Francesco, il butterato, per via delle sue cicatrici, un borghese arricchito che si finge nobile anche se predica ideali comunisti. Ancora una volta abbiamo una contrapposizione sociale, un nobile e un personaggio che aspira a esserlo inventandosi di essere barone, e un contrasto caratteriale, Edoardo, che ama giocare con le donne e passa da Anna a Rosaria e Francesco che, dopo una relazione con Rosaria, si sposa con Anna per amore, purtroppo non ricambiato.

Un romanzo interessante

Il romanzo di Elsa Morante è estremamente interessante. È magnificamente scritto, con momenti descrittivi che sfiorano il lirismo e approfondimenti psicologici che mostrano la sicura e approfondita conoscenza della psicologia della scrittrice.


FONTI

Treccani.it

E. Morante, Menzogna e sortilegio, Einaudi, 2021

A. Casadei, Il Novecento, Il Mulino, 2013

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