Aenne Burda

Aenne Burda: la regina della moda handmade

Chi non ha mai sentito parlare del magazine Burda? Ebbene Canale 5 manderà in onda la miniserie “Aenne Burda, la donna del miracolo economico” per raccontarci dell’operato di una giovane donna intraprendente, decisa che con la sua intelligenza e caparbietà ha reso possibile una vera e propria ripresa economica in una Germania devastata dalla Seconda guerra mondiale. Aenne ha insegnato alle donne tedesche come vestirsi con gusto senza spendere molti soldi creando abiti a casa, lo ha spiegato lei stessa in un’intervista:

Il mio obiettivo è quello di mettere insieme mode pratiche a un prezzo accessibile che possa essere indossato dal maggior numero possibile di donne.

A 17 anni Aenne Burda lascia gli studi e inizia a lavorare come cassiera, iniziando a guadagnare qualche soldo per far fronte alle spese quotidiane. Nel 1930 l’imprenditrice incontra l’editore File:Aenne Burda in Chevrolet Corvette - 1956.jpg - Wikimedia CommonsFranz Burda – figlio del proprietario della tipografia Burda – e qui la sua vita cambierà per sempre. I due, infatti si sposano un anno dopo e decidono di ampliare l’azienda di famiglia attraverso le riviste femminili. Nel ’49 Aenne fonda la sua casa editrice e, sempre in questo periodo, pubblica il magazine Favorit Burda che poi cambierà nome in Burda Modern poiché il primo era già stato utilizzato da un’altra casa editrice. Il ‘52 è l’anno in cui la rivista ha avuto maggior successo con l’introduzione dei cartamodelli e nel ’87 diventa uno dei primi magazine occidentali che  riesce  a essere pubblicata nella ostile Unione Sovietica.

Burda Modern ha avuto subito un enorme successo, oggi è presente in 100 paesi diversi ed è tradotto in 17 lingue. Insomma, chi se lo sarebbe mai aspettato? Aenne di certo ci sperava: lei è la prova che anche se si parte da zero si può costruire qualcosa di simbolico.

La crisi matrimoniale e le ripercussioni sulla rivista

Le cose iniziano a complicarsi e i coniugi Burda entrano in crisi; quello che sembrava fosse un Eden inizia a sgretolarsi: Aenne scopre che il marito ha un’amante e anche una figlia non riconosciuta. Quel giorno a casa Burda succede un putiferio con la moglie tradita che decide di File:Aenne Burda - 1.jpg - Wikimedia Commonsviaggiare all’estero senza il consenso del marito; dobbiamo ricordarci che siamo nella Germania del dopoguerra e la donna non poteva viaggiare senza il consenso del marito. Aenne però è una ribelle e molto testarda quindi ha preso la macchina ed è andata a chiedere il visto per la Francia. Con molta fatica riesce a ottenerlo e così arriva a Parigi. Qui, inoltre, scopre che il marito aveva messo a disposizione della sua amante un magazzino dove veniva stampata una rivista di moda abbastanza conosciuta. La moglie torna in Germania molto arrabbiata e con l’intenzione di uccidere lentamente il marito. Alla fine, abbandona l’idea dell’omicidio e decide di affrontarlo in modo civile proponendo una condizione: la rivista sarebbe diventata sua o avrebbe chiesto il divorzio, provocando uno scandalo. Successivamente, una serie di pratiche burocratiche hanno portato alla luce i numerosi debiti che la rivista aveva accumulato, ma questo non ha fermato la ribelle Aenne Burda, che prende subito in mano le redini della situazione e inizia a compiere dei miglioramenti.

Il successo di una donna ribelle

La miniserie che racconta questa storia e che verrà trasmessa in Italia a breve, ha già avuto grande successo in Germania, poiché vengono trattati temi che sono molto attuali come il matrimonio e soprattutto l’indipendenza delle donne nella vita privata ma anche nell’ambito lavorativo. Parliamo di una donna che alla fine della Seconda guerra mondiale ha messo in luce quelle che sono le cose importanti per cui vale la pena di combattere, che è andata contro i pregiudizi e la società di quel tempo per realizzare il suo sogno e dire alle altre donne che potevano essere quello che volevano realizzando abiti a casa loro.

Aenne Burda è stata tantissime cose e tra queste un grande esempio, dimostrando che ci si può ribellare in modo coscienzioso e intelligente trasformando il dolore e la frustrazione in qualcosa di creativo e positivo che ci permetta di realizzarci e di raggiungere i propri sogni.

Per concludere sarebbe bello ricordare una grande donna con queste sue parole:

Ho imparato a invecchiare con un cuore giovane, conservando così la mia gioia di vivere, la mia gioia di vivere.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Sbuffo cerca redattori!

Unisciti a noi come associato e comincia il tuo percorso di formazione giornalistica: quattro articoli al mese in una realtà giovane e propositiva, dove sarai affiancato da correttori di bozze e da tanti collaboratori volenterosi di crescere e migliorarsi!

Inviaci il tuo articolo di prova inedito a

info@losbuffo.it

e se vuoi... Aiutaci a spargere la voce!
Grazie