La casa dei Pesci: il museo subacqueo del Borgo dei Pescatori

E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni.

Cristoforo Colombo

Lungo è il discorso tra il pescatore e il mare

Il Mediterraneo è l’antico mare tra le terre, culla di divinità marine e di arcani guardiani dell’abisso. Mare nostrum da sempre celebrato per la sua sterminata grandezza e le sue profondità misteriose depositarie di pericoli. All’interno di questa avvincente cornice scenografica, a circa sette metri sotto la superficie increspata del promontorio roccioso sulla costa meridionale della Toscana, banchi di pesci si aggirano all’interno di un vero e proprio museo. Questo è composto da blocchi di marmo, estratti dalla cava preferita di Michelangelo e scolpiti da sapienti artisti.

Talamone-Toscana

Più a nord, altri pezzi del medesimo materiale di Carrara svolgono un lavoro un po’ diverso, come sentinelle sommerse contro la pesca a strascico illegale che ha impoverito la vita marina di Talamone. Mentre, in un campo lungo la strada, dove i kitesurfer sfiorano la baia alla foce del fiume Ombrone, altri blocchi scolpiti siedono ancora come rovine sull’erba. Sono in attesa che il loro custode, Paolo Il Pescatore, trovi il compenso necessario per calarli in acqua.

Il pescatore di sogni

Questa è La Casa dei pesci, un progetto nato nel 2014, attraverso cui l’ambientalista maremmano Paolo Fanciulli, con l’aiuto dell’amico Ippolito Turco, ha deciso di promuovere la piccola pesca tradizionale. Si tratta di un’attività poco invasiva e realizzata con reti da posta, che si accompagna ad attività collaterali legate all’educazione ambientale e al turismo. L’obiettivo è quello di creare consapevolezza verso stili di vita più sostenibili, con particolare riguardo agli approvvigionamenti alimentari.

Targa Statua La Casa dei Pesci

Fin da bambino, Fanciulli è sempre stato affascinato dalla flora e dalla fauna che caratterizzava i fondali della sua amata costa talamonese. Divenne infatti pescatore a 13 anni e ancora oggi, all’età di 60, solca le stesse acque sulla sua piccola barca di nome Sirena. Combinando l’amore per il mare e il mestiere di pescatore, nel 1992 crea il Pescaturismo, attraverso cui insegna ai turisti a pescare, mentre parla loro di ambiente e pesca sostenibile.

Negli ultimi tempi, però, il suo lavoro è diventato sempre più difficile, poiché la pesca a strascico vicino alla costa ha pian piano distrutto l’ecosistema marino. Le reti, infatti, appesantite dalle catene, vengono trascinate sul fondale, sradicando tutta la posidonia. Questa è la particolare erba marina chiave dell’ecosistema Mediterraneo, in cui orate, aragoste e capponi rossi depongono le uova.

L’arte della pesca

L’impresa del premiato Buon Talamonese, prevede, quindi, la sistemazione in mare, entro il 2023, di almeno 100 blocchi di marmo, tra le 5 e le 10 tonnellate. Sono donate dal presidente delle Cave Michelangelo di Carrara Franco Barattini. L’obiettivo è creare una sorta di città subacquea in cui natura e arte si sposano perfettamente con la tutela della risorsa marina e dell’ecosistema.

Immersione statue

Partendo da una raccolta crowdfunding con Eppela, l’Atlantide artistica di Talamone si è prefissata un duplice scopo. Da una parte impedire alle reti delle strascicanti di arare i fondali marini sotto costa, creando un habitat protetto per la fauna ittica e la flora marina, così da favorire il ripopolamento. Dall’altra aiutare quei pescatori che, di generazione in generazione, non hanno mai abbandonato pratiche sane e rispettose dell’ambiente.

La salute del mare è un impegno di tutti

Il precoce eco-vigilantismo di Fanciulli ha già suscitato l’interesse e la collaborazione di tante associazioni culturali e ambientaliste, come Greenpeace e Arpat, WWF Italia, Italia Nostra. Non solo, ma anche di associazioni sportive, di privati e imprese con un ampio riscontro su tutto il territorio nazionale ed estero. La cantina di Magliano La Selva, ad esempio, ha aderito finanziando la realizzazione di un blocco scolpito dall’artista fiorentino Giorgio Butini. Orbetello Camping Village, invece, ha deciso di contribuire custodendo un blocco, scolpito dal maestro Massimo Lippi, all’entrata della propria spiaggia, dove passano tutti gli ospiti del campeggio.

Fermiamo la pesca illegale-Greenpeace

Da non sottovalutare in quest’operazione “salviamo il mare malato” è sicuramente il risvolto turistico. La Maremma, infatti, dispone di spiagge e zone balneari celebri in tutto il mondo. Il riflesso di questa intuizione ecologista sarà quindi l’effetto sorpresa di fronte a un vero e proprio giardino marino dell’arte a cielo aperto, con sculture e installazioni che creino un percorso di continuità tra terra e mare.

Il Risorgimento al naturale

A credere nella bontà e nell’efficacia del progetto, sono stati in primo luogo gli artisti italiani e stranieri, che hanno deciso di lavorare a titolo gratuito abbracciando il carattere sociale della missione. Massimo Catalani, ad esempio, per trasmettere la sinergia insita nelle proprie opere tra pittura, scultura e muratura d’architettura, ha deciso di dare il suo contributo scolpendo il cosiddetto Ittico Obelisco. Si tratta di un monolite, caratterizzato dall’incisione di pesci luminescenti, simbolo di rinascita.  Da un lato questa è rappresentata dalla sostenibilità mediata dall’evoluzione tecnologica, resa dalla vernice chimica, dall’altro dal rispetto della natura, attraverso il materiale lapideo.

Massimo Catalani- Ziggurat

Fautore di iniziative pubbliche di carattere relazionale e partecipativo, Catalani ha deciso, inoltre, di inserire quest’opera, assieme alle installazioni Atlantide e Ziggurat, all’interno di Urbanittica. In questo caso parliamo di un progetto ecologico personale, di natura architettonica, che mira a riprodurre sott’acqua quello che avviene sulla terraferma.

La metamorfosi femminile del mare

Da sempre attento alle attività di impegno civile, anche lo scultore fiorentino Giorgio Butini, ha sposato con entusiasmo la proposta di Fanciulli. La sua opera si intitola Acqua, una scultura capace di evocare una trasmutazione simultanea tra i due simboli immortali di vita e fertilità: il mare e il corpo femminile. L’interesse per la natura e la figura umana, infatti, ha sempre rappresentato una costante della sua esperienza creativa. Si aggiunge poi l’incredibile capacità di dialogare con il corpo, utilizzando un linguaggio delicato, sottile e non invadente.

Acqua-Giorgio Butini (La Casa dei Pesci)

Insomma, è un artista che sa dominare la materia, senza perdersi in vincoli di stile o di tendenze, lasciandosi accompagnare dai caratteri più sublimi della storia dell’arte. Non è un caso che nelle sue opere sia forte il sentimento michelangiolesco, l’influenza di William Blake, fino ai tratti sinuosi di un Canova, ma anche la fluidità pittorica di un Boldini.

Per La Casa dei Pesci ha ideato anche una trilogia di sculture come riflessione sul tempo, che purtroppo non sono ancora state immerse e in cui la figura femminile è sempre centrale. Il passato, infatti, è rappresentato da una anziana, il presente da una donna giovane e sinuosa e il futuro da una bambina seduta. Un simbolo di augurio nel riuscire nell’impresa di ripopolamento dei fondali marini.

Emily Young

See Emily play

Fondamentale per il progetto di Fanciulli, è stato anche l’intervento della celebre musa dei Pink Floyd, Emily Young. Lei ha fornito ben quattro sculture, ognuna dal peso di 12 tonnellate, che ha deciso di chiamare semplicemente Guardiani. Immerse anch’esse nella Baia delle donne di Talamone, le quattro enormi teste di 3 metri e mezzo, una delle quali è stata scolpita da un suo allievo, possono essere ammirate anche dalla superfice.

Nascono dall’ispirazione proveniente dalla canzone Maremma amara e rappresentano gli stati d’animo. C’è il guardiano gentile, il giovane allegro, il guardiano che piange e quello amaro. Nella sua combinazione di abilità di intaglio tradizionali e tecnologia, Emily Young è riuscita a produrre delle opere senza tempo, esibendo una poetica Agorà sottomarina.

The Weeping Guardian (La Casa dei Pesci)

Le diverse facciate di Lippi

Altro operato sicuramente da condividere è quello del poeta e scultore senese Massimo Lippi. Docente presso le Accademie di Belle Arti di Carrara e di Macerata e visiting professor in alcune università americane, Lippi è sempre stato sensibile al degrado dell’ambiente e dedito alla promozione della famiglia dei Popoli.

Per la scultura de La Casa dei Pesci, ha deciso di fondere tre personalità, a partire da quella di un vecchio, emblema del mare, vero e proprio talamo in onore del paese di Talamone. C’è poi una sirena, figura ammaliatrice per eccellenza, nonché simbolo di fascino e pericolo, a cui  l’artista contrappone una piovra, come marchio di quei mostri predoni del mare. Da senese Doc, poi, Lippi non poteva non inserire qualcosa che riguardasse la città del palio. Sul lato più stretto, infatti, vi spunta un delfino, stemma della contrada capitana dell’Onda, per segnalare che c’è sempre qualcosa o qualcuno a portarci sulla retta via.

Pescatori di uomini-Massimo Lippi (La Casa dei Pesci)

L’intesa uomo-natura

Ad avvicinarsi con passione e convinzione al progetto della Casa dei Pesci è stata anche la giovane scultrice tarantina Aurora Avvantaggiato con l’opera Legame. Attraverso un continuo rimando all’origine primitiva della forma, la sua scultura si offre come perfetto dialogo tra modello organico e spazio circostante, a significare la continua evoluzione della vita. L’uomo, infatti, fu generato dopo il cielo, il mare e la terra, da una massa informe di fango.  Il Legame che ha con tali elementi è ineguagliabile, sacro e originariamente orientato al rispetto reciproco.

Partecipando a questa impresa, quindi, l’artista ha voluto restituire un blocco di terra al mare. Il suo obiettivo è quello di riavvicinare l’uomo alla natura, trasformando la sua statua in una vera opera-azione contro gli eco-mostri. Tra coloro che hanno aderito al progetto si ricordano anche il britannico John Cass, l’americana Beverly Pepper, Girolamo Ciulia ed Emanuele De Reggi di Pietra Santa, Lea Monetti e l’austriaco Johannes Goelles.

Portata dalle onde del mare- Johannes Goelles (La Casa dei Pesci)

Sulla stessa lunghezza d’onda

Quest’ultimo, appassionato ammiratore del Rinascimento italiano e della Toscana, è stato conquistato dall’iniziativa durante una battuta di pesca con Fanciulli. Lo hanno affascinato il pesce naturale, la biodiversità e la possibile armonia tra uomo e mare. Fortemente legato alla figura femminile e alla sua forma, ha deciso di creare Portata dalle onde del mare. Una donna rappresenta l’atto di perfetta armonia tra uomo e natura, ovvero quello di essere trasportata dal movimento delle onde.

La vita marina sembra stia tornando, ricoprendo ogni singola statua appartenente all’esercito immobile e pacifico de La Casa dei pesci. L’arte dimostra quindi come anche una semplice pietra grezza possa trasformarsi al contempo in bellezza, speranza e concretizzazione di un sogno ambientalista che protegga, valorizzi e renda unica la costa della Maremma.


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