Il documentario “Digitalife” – Vivere interconnessi

Cosa significa per noi la digitalizzazione? Come ha cambiato la nostra vita? Quali sono i suoi pro e contro?

Il film Digitalife offre la possibilità di riflettere su queste domande, e non solo, mostrando allo spettatore esperienze umane, uniche e singolari, legate al progresso tecnologico e alla diffusione di internet.

Il progetto

Si tratta di un documentario uscito nelle sale nel 2019, per la regia di Francesco Raganato, prodotto da Varesenews in collaborazione con Rai Cinema. Il progetto è nato nel 2017 da un’idea di Marco Giovannelli e Manuel Sgarella in occasione dei 20 anni di Varesenews. Piuttosto che strutturarsi a interviste in modo classico, Digitalife raccoglie in maniera originale numerose esperienze narrate direttamente, con propri mezzi, dalle persone che hanno voluto partecipare al progetto. C’è stato un ampio e inaspettato coinvolgimento, infatti poco dopo aver rilasciato il bando sono giunte 230 risposte, cioè 230 storie. In un anno di raccolta sono arrivati ben 400 video (tutti pubblicati sul canale YouTube Digitalife). Così è partita la selezione delle storie che avrebbero dovuto comporre il puzzle del film. La lavorazione è stata lunga e, dopo un primo montaggio di 3 ore contenente 70 storie, si è arrivati alla forma definitiva: 75 minuti per 50 storie.

Il film

Lo scopo ambizioso è quello di raccontare come la digitalizzazione abbia cambiato la vita delle persone negli ultimi 20 anni. Digitalife si apre con un tributo ai suoi protagonisti:

Vi abbiamo chiesto come internet e il digitale hanno cambiato la vostra vita, con i vostri video è nato questo film.

La peculiarità di questo documentario è che sono i soggetti stessi delle storie a narrarsi, con i loro strumenti. Ciò mette in risalto la grande potenza comunicativa del digitale, e inoltre ne mostra, a livello metanarrativo, l’estensione e la pervasività. Il risultato è un film corale, un racconto collettivo che tramite il tema del digitale sfiora trasversalmente altri importanti argomenti: la perdita e il lutto, il lavoro e la realizzazione individuale, il viaggio, la condivisone, le relazioni sociali, il bullismo.

Nel corso della visione si intrecciano fra di loro numerose testimonianze, alcune brevi, altre più lunghe e spezzate, che vanno a comporre il grande puzzle di Digitalife. Da tale intreccio di esperienze ciò che emerge è una visione stratificata e complessa nella quale vengono espresse anche delle riserve nei riguardi della digitalizzazione, e i suoi possibili risvolti negativi non vengono trascurati. Anche se al netto di tutte le esperienze, i pregi e le potenzialità di questo potente mezzo sembrerebbero essere messi più in risalto rispetto ai suoi pericoli.

Il lavoro

Innanzitutto, il digitale nel giro di 20 anni ha cambiato in modo importante il mondo del lavoro: generando nuove possibilità o innovando sistemi di produzione già esistenti. Ad esempio, c’è chi ha investito in internet e nelle sue potenzialità fin dagli anni Novanta, costruendo la propria carriera su di esso e contribuendo alla sua diffusione. Oppure, chi come Pierre ha trovato nel digitale una possibilità per reinventarsi cimentandosi, dopo aver perso il posto fisso, come vignettista usando un tablet e un pennino. Secondo Pierre con il digitale l’ufficio diventa liquido e mente e creatività, piuttosto che esserne limitate, sono potenziate dal mezzo tecnologico.

Ma c’è anche la testimonianza di Roberto Moretti, il quale, in modo opposto, ha lasciato il mondo dell’informatica per dedicarsi al lavoro manuale, sui campi, in un paesino di mare. Qui emerge l’idea che la tecnologia semplifichi mentre la realtà, invece, comporta interazioni più complesse, non surrogabili; è solo dalla vicinanza con le cose reali che secondo lui emerge l’inventiva. Roberto crede che il contatto con la terra sia qualcosa di più autentico: per lui, la sua scelta rappresenta

Il bello di tornare a qualcosa di vero.

Il viaggio

Il secondo elemento centrale è il viaggio. Internet ha facilitato in modo estremo la possibilità di viaggiare, come quella di scoprire e conoscere nuovi luoghi. Ora è molto semplice sia intraprendere viaggi da soli in tutto il mondo, sia mettersi ovunque in contatto con altre persone e trovare compagni di avventure.

La componente narrativa, il raccontare storie di viaggio, è fondamentale: condividere le esperienze tramite immagini permette di creare una immensa rete di connessioni tra le persone e tra i luoghi. Secondo Matteo, appassionato di arrampicata e di montagna, la tecnologia rappresenta una grande opportunità proprio perché può rendere partecipe chi è lontano. Ma è anche bello, secondo lui, che in certi posti la tecnologia sia limitata per ritagliarsi i propri spazi e vivere avventure ed esperienze in modo più completo.

digitalife

Le relazioni umane

Dunque, con internet e i social media, sembrerebbe ridursi il grado di separazione tra le persone, non solo fisico ma anche affettivo. Connessione è creazione di legami e di esperienze in comune, le quali spesso possono anche essere volte ad aiutare il prossimo.

La storia più toccante è forse quella che apre e chiude il documentario. Roberto Andreoli, dopo la morte del figlio di sei anni, ha cambiato completamente il suo stile di vita, prima incentrato sul lavoro e sulla sedentarietà, e ha cominciato a correre e fare gare nel deserto. Egli ha iniziato a correre per fare qualcosa di buono e, condividendo ciò che fa su internet, raccoglie fondi per aiutare bambini malati.

Ma non bisogna dimenticare i possibili risvolti negativi del digitale. Esso può favorire l’isolamento sociale come nel caso degli hikikomori; si tratta di ragazzi che a un certo punto della loro vita decidono di non uscire più di casa, e che passano la maggior parte del loro tempo davanti a un computer. Come può amplificare fenomeni d’odio come il bullismo, che dunque diventa cyberbullismo; oppure permettere la diffusione non consensuale di informazioni e immagini private delle persone.

La vita

Ciò ci ricorda che la tecnologia è semplicemente un mezzo, e in quanto tale può essere usata per il bene o per il male. Indubbiamente il digitale rappresenta una svolta straordinaria, ricca di potenzialità, tra cui quella di avvicinare e connettere tra di loro le persone. Ma non per questo da supporto può diventare surrogato della vita.

È fondamentale che l’esperienza digitale non dimentichi mai il suo radicamento nella vita, e quindi in un mondo fatto di luoghi e di relazioni umane. Infatti, il giovanissimo Andrea afferma, saggiamente, che:

Il collegamento digitale non ti fa conoscere tutto di una persona, per conoscere un persona in modo profondo c’è la vita reale.

Così Digitalife ci insegna anche che bisogna ricordarsi di tornare alla realtà. Una realtà fatta di interazioni più complesse e vere e soprattutto di altre persone. Tenendo ben presente ciò, è forse possibile fare un uso etico della tecnologia. Invece di allontanare e isolare gli individui, la tecnologia può rendere più facile avvicinarsi e stringere connessioni reali.

Il Festival della Digitalizzazione

Dal 13 al 16 maggio si tiene online il Festival della Digitalizzazione, il primo evento nazionale che analizza il mondo digitale in tutti i suoi ambiti, al quale ci si può iscrivere gratuitamente qui. Si tratta di un’iniziativa organizzata da Accademia Civica Digitale, in collaborazione con Lo Sbuffo ed Elzevirus. L’evento prevede tre giornate di incontri con diversi ospiti e incentrati su vari argomenti, tutti legati all’attualità, alla cultura e all’educazione digitale.

In occasione del Festival, venerdì 13 maggio dalle 21:30 alle 23:00, la redazione dello Sbuffo cura un cineforum sul film Digitalife. Ospiti Manuel Sgarella e Marco Giovannelli.


Fonti

VareseNews

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