Gli spostamenti ai tempi del Covid-19: cosa è cambiato?

Dopo un anno dall’inizio della pandemia, non si tratta più solo di stare a casa tranquilli o in smart working, per molte persone l’essere limitati a spostarsi ha rappresentato psicologicamente un grave problema. Il non potersi muovere ha causato peggioramenti nella condizione psico-fisica di coloro che già soffrivano di malattie psichiatriche come la depressione, alimentando il loro malessere giornaliero. SmartworkingDa quando è iniziata l’emergenza sanitaria è stato segnalato un aumento degli individui che chiedono aiuto ad uno psicologo per imparare a sostenere le ripercussioni di questa situazione, tra cui appunto la limitazione degli spostamenti. 

Covid-19 e movimento

Durante l’ultimo lockdown le richieste di assistenza psicologica da parte delle famiglie è notevolmente aumentata e secondo il Cnop (Consiglio dell’ordine degli psicologi) la maggior parte di queste richieste sono legate proprio al disagio della diminuzione della libertà di movimento.

L’ente si è diretto subito al Parlamento esprimendo la preoccupazione, che proprio in periodi come questi dove ci sarebbe bisogno di una maggiore tutela psicologica, non si si stia facendo a sufficienza. La necessità sarebbe infatti quella di agire concretamente, attraverso per esempio dei “voucher psicologici” rivolti alle famiglie che ne hanno priorità.

Vittorio Colao, neo-ministro per la Transizione Digitale, ha sottolineato inoltre come siano stati propositi e ottenuti bonus quasi per tutto, monopattini, computer e vacanze, ma il sostegno psicologico sia paradossalmente rimasto in secondo piano.

Tra i casi segnalati, in relazione all’aumento della richiesta di supporto psicologico per affrontare un lutto, la stragrande maggioranza dei pazienti ha indicato come uno dei disagi principali quello di non poter raggiungere in tempi brevi i propri cari defunti.

Chi si è ritrovato a trascorrere la quarantena da solo, inoltre, è stato costretto a far fronte alla difficoltà di affrontare senza aiuto molte delle proprie ansie e paure inconsce. La Dott.ssa Rita Ardito, capo della società italiana di terapia comportamentale e cognitiva ha dichiarato che chi ha preso il Covid convive con un senso d’angoscia legato al non sentirsi più padrone della sua vita e dei suoi movimenti.L’isolamento ha costretto molti a misurarsi con vuoti interiori e con un senso d’impotenza mai vissuto prima.

L’obiettivo del Cnop è quello di sensibilizzare su quanto sia indispensabile aumentare l’offerta di un aiuto psicologico venendo incontro alle esigenze, non solo di tipo economico, della più ampia fetta della popolazione possibile, ma con una maggiore attenzione verso chi, anche in questo momento, si ritrova isolato dalla società.

La situazione più tragica attualmente si trova in Calabria che conta poco più di ottanta psicologi operativi, quantitativamente insufficienti a sostenere le persone in depressione da Covid.

Ma anche a Milano, i consultori sono sottodimensionati – spiega La Dott.ssa Elena Vegni responsabile della psicologia clinica dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, sottolineando che non sempre si è in grado di offrire la giusta assistenza ai pazienti, per via degli scarsi investimenti sulla causa.

Ansia

Statisticamente sembra che è l’ansia di non potersi più muovere in autonomia, seguendo la propria routine, porti le persone a sentirsi disorientate e in gabbia, lasciandosi andare ai pensieri negativi e in alcuni casi intrusivi e aggressivi. Il movimento infatti contribuisce al benessere della nostra mente, e non si può più trascurare il fatto che non avere un supporto psicologico per affrontare queste limitazioni può rivelarsi essere un problema concreto con ripercussioni a lungo termine.

Come la stessa Dott.ssa Daniela Rebecchi (ex direttrice dei servizi di psicologia dell’Ausl di Modena) ha dichiarato, sono ormai passati molti mesi dall’inizio della pandemia e le forme di disagio psicologico sono aumentate troppo per poter essere trascurate.

Dati sull’aumento e diminuzione dei trasporti e spostamenti

Secondo lo studio fatto dal Ministero dei trasporti, in Italia nell’anno 2020 il traffico stradale di veicoli leggeri è calato di circa un 80%, mentre per la seconda ondata di covid-19, si è registrato una diminuzione del 40%. 

Non solo gli spostamenti terrestri hanno subito un forte arresto, ma anche quelli marittimi,  hanno avuto una riduzione della domanda da parte dei passeggeri, con perdite fino al 90% di merci e per le navi da crociera il 100%. Nave crociera

Se gli spostamenti via aereo all’inizio del primo lockdown sono stati ridotti del 75% e durante la seconda ondata del virus addirittura del 90%, un altro settore di trasporto colpito in maniera significativa è stato quello ferroviario che nel periodo di marzo e aprile 2020 contava infatti quasi il 100% di non operatività. Durante i mesi estivi al contrario c’è stato un aumento di domanda di circa il 60%.

Potersi muovere, poter viaggiare, poter spostarsi in autonomia è un bisogno dell’essere umano che difficilmente può essere represso. Il desiderio di scoperta e di conoscenza tramite l’esplorazione di spazi e luoghi altri è presente in maniera innata, doverlo sopprimere costa fatica e sacrificio e questa emergenza globale ci ha insegnato quanto sia importante per la salute, non solo fisica ma anche psicologica, il poter muoversi anche solo per fare una passeggiata. Come ci ricorda Albert Einstein:  “La vita è come andare in bicicletta, per restare in equilibrio bisogna muoversi.”

Il movimento nella storia

Ma se in tempo di Covid-19 parlare di movimento significa riflettere sulle sue limitazioni e sugli effetti psicologici che questo ha sulle persone, è interessante anche ragionare come nella storia dell’essere umano questo abbia svolto un ruolo fondamentale.

Il bisogno di potersi muovere in autonomia è innato nella donna e nell’uomo. Non solo per potersi spostare verso mete vicine ma soprattutto per poter viaggiare verso posti lontani e questo ha fatto sì che fosse necessario ad attrezzarsi e organizzarsi in maniera diversa per ogni tipo di spostamento. Fin dai tempi più antichi l’essere umano è stato costretto a spostarsi per i motivi più disparati, da quelli climatici, migrando verso nuove terre in cui stabilirsi, a quelli sociali, spostandosi per costruire e alimentare relazioni personali.

Si ipotizza che le prime forme umane ad essere emigrate dall’Africa fino all’EurAsia siano stati principalmente gli omini Ergaster ed Erectus, che tramite un sistema di spostamento basato sul un’organizzazione logistica del cibo, dell’acqua e delle energie, sono riusciti a spostarsi verso continenti con un clima meno caldo e delle terre più coltivabili. 

La forza dei movimenti umani

Molti studi storici dimostrano come l’essere umano fin dai primi periodi della sua comparsa sulla terra, sia riuscito a raggiungere anche i continenti più lontani e con caratteristiche morfologiche e geografiche completamente diverse rispetto al suo luogo d’origine, come l’Oceania ed il sud-est Asiatico. 

Gli spostamenti umani, con l’evoluzione della mente e dell’ingegno, hanno subito notevoli cambiamenti: la costruzione in età Sumerica di strade e sentieri ha reso possibile un avanzamento di conoscenza topografica, permettendo all’uomo di spostarsi molto più rapidamente con l’utilizzo di sistemi  sempre più innovativi, moderni e performanti. 

Gli strumenti venivano di decennio in decennio modificati e resi più dinamici sia per il trasporto della merce che per il combattimento.

I grandi cambiamenti del trasporto

Un esempio di grandissimo rilievo per la nostra storia del trasporto e spostamenti è l‘invenzione in età Sumera della ruota, uno strumento che ai giorni nostri rappresenta la normalità delle nostre giornate, un qualcosa di talmente scontato che ormai perdiamo il conto di quante ruote sono attorno a noi nella nostra quotidianità e di quanto siano fondamentali. 

Grazie a questa invenzione è stato possibile raggiungere terre di conquista, di scoperta e punti di scambio commerciale. Ruota

La ruota non ha solo reso possibile il semplice movimento di rotazione verso un asse centrale, ma ha rivoluzionato la vita dell’uomo, facendoci fare breccia in quel corridoio che tutt’ora porta verso il progresso.  

L’invenzione della ruota ha portato tantissime modifiche alla nostra civiltà, fino a far nascere il bisogno di ampliare le strade e creare un vero e proprio sistema di movimento urbano. 

Tantissimi sono stati gli architetti egizi, assiri, ittiti e sumeri ad aver progettato sistemi planimetrici per uno sviluppo della città stato, ma chi è riuscito a progettare e far emergere per primo il concetto di città con tutte le sue planimetrie è stato Ippodamo Da Mileto, architetto urbanistico di origine greca, che progettò un piano basato su tre assi longitudinali intersecati da assi perpendicolari orientati in direzione nord e sud. Sono stati ritrovati i resti anche molte città Etrusche basate su questo sistema urbanistico. 

Il perfezionamento nell’utilizzo del sistema di Ippodamo da Mileto fu però opera dei romani, che riuscirono a collegare tutte le province dell’impero alla capitale. Le strade romane variano da semplici strade a tronchi fino a strade pavimentate, costruite utilizzando per lunghi tratti profondi letti stradali, introducendo un’innovazione rispetto al modello greco, ovvero lo spartimento dell’acqua piovana, in modo che le strade non potessero subire allagamenti. 

Le continue invenzioni e innovazioni

Molte sono state le invenzioni da parte dell’uomo per poter perfezionare e ottimizzare i propri spostamenti, sia con l’invenzione di barche più resistenti ai lunghi viaggi, come le barche utilizzate da Cristoforo Colombo per i suoi viaggi nelle Americhe. 

Barche dotate di maggior resistenza alle onde dell’oceano Atlantico, con vele quadre in modo da poter essere orientate meglio verso il vento e con un timone privo di ruota di comando, per rendere più fluide le virate. 

Un’altra invenzione, che ha rivoluzionato gli spostamenti umani e che ha permesso di fare un enorme passo in avanti verso il futuro, è senza dubbio l’invenzione dell’aereo

Quest’ultima ha reso possibile quello che fino a solo centocinquanta anni fa era irrealizzabile: volare. Il primo volo realizzato è stato quello dei fratelli Wright in North Carolina. Da quel momento l’essere umano ha saputo sviluppare e ottimizzare incredibili invenzioni appartenenti al mondo dell’aviazione, il passo in avanti che la NASA e altri enti di ricerca, vogliono compiere: sarà portare nel mondo del trasporto civile, aerei che riescano ad abbattere la parete del suono, riuscendo così ad arrivare verso mete come l’Australia in poche ore. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Sbuffo cerca redattori!

Unisciti a noi come associato e comincia il tuo percorso di formazione giornalistica: quattro articoli al mese in una realtà giovane e propositiva, dove sarai affiancato da correttori di bozze e da tanti collaboratori volenterosi di crescere e migliorarsi!

Inviaci il tuo articolo di prova inedito a

info@losbuffo.it

e se vuoi... Aiutaci a spargere la voce!
Grazie