A volte è davvero affascinante come i video musicali riescano a rendere appieno l’idea e il significato espressi da una canzone; che lo facciano con simbolismi o in maniera esplicita, con attori professionisti o persone senza esperienza, poco importa. Quando la musica e la settima arte si sposano, nasce la magia; e oggi, i nostri redattori di musica vi parleranno dei videoclip che più li hanno incantati – e che, sicuramente, un bel Grammy per il Best Music Video se lo sarebbero meritati. Qui di seguito, le candidature ufficiali:

Brown Skin Girl, Beyoncé

Life Is Good, Future ft. Drake

Lockdown, Anderson .Paak

Adore You, Harry Styles

Goliath, Woodkid

Dimitra Gurduiala, Caposezione

Black Dog, Arlo Parks

Nonostante la giovanissima età, Arlo Parks e la sua voce calda hanno ben presto conquistato i cuori di tutto il panorama musicale, sin dai primi singoli che hanno anticipato l’album di debutto Collapsed In Sunbeams. Tra questi, figura immediatamente Black Dog, il cui video è stato diretto da Molly Burdett. Qualcuno forse avrà forse riconosciuto l’espressione, usata in principio dallo scrittore Samuel Jackson e poi ripresa da Winston Churchill, per indicare i disturbi depressivi. Miss Parks, infatti, descrive una situazione struggente, quella sensazione di impotenza che si prova quando qualcuno a noi caro sta visibilmente soffrendo, ma noi non riusciamo ad aiutarlo in alcun modo.

Il video è incredibilmente semplice, ma sa mostrare alla perfezione come agisce il Black Dog a occhi esterni: gli sguardi persi, l’insoddisfazione, le flebili speranze. È uno scenario poco raccontato – specie da una persona terza – ma di una potenza unica. Dai primi secondi del video, è inevitabile avere la pelle d’oca: ancora una volta, i Grammy non vogliono proprio vedere i talenti nascosti che hanno sotto gli occhi.

Andrea Ciattone, Redattore

Popstar, DJ Khaled featuring Drake

Il video diretto da Director X, già presente tra i candidati della stessa categoria con Life Is Good di Future feat. Drake, riprende alla lettera il testo del brano mostrando la vita della popstar. Il motivo che lo rende particolare rispetto al solito è dato dal fatto che a recitare non vi è Drake, bensì Justin Bieber.

La clip inizia con un siparietto in cui DJ Khaled prega insistentemente Drake di girare il video ufficiale della canzone Popstar e il rapper, seccato dalle richieste, ha un colpo di genio e decide di chiamare un sostituto. Si arriva al corpo principale, dove vi è Justin Bieber che mostra la sfarzosa vita della popstar – facendo chiari riferimenti ai suoi anni da bad boy trascorsi tra auto di lusso, donne e festini. Il video termina con Justin, ormai redento e felicemente sposato, che scopre che il tutto era un sogno – ma qualche minuto dopo il suo risveglio squilla il telefono: è Drake.

Non stiamo parlando di un video che pretenda di insegnare qualcosa come Brown Skin Girl, bensì di un video divertente, che scorre velocemente e riesce a rappresentare perfettamente il senso del pezzo.

Giulia Ascione, Redattrice

Blinding Lights, The Weeknd

Il grande escluso di questi Grammy non sarebbe potuto mancare nella sezione riguardante la categoria Best Music Video. Il videoclip di Blinding Lights, singolo di punta dell’album After Hours di The Weeknd, è opera della regia di Anton Tammi e nel giro di un anno ha raccolto più di 375 milioni di visualizzazioni. Quello di Blinding Lights è il proseguimento dello storytelling iniziato in Heartless e vede The Weeknd alle prese con un viaggio allucinogeno per le strade di Las Vegas

Nei quasi quattro minuti e mezzo del video, vediamo la popstar sfrecciare per le strade della città della perdizione su una decappottabile di lusso, assistere a uno spettacolo esclusivo di una cantante in un club e poi trovarsi al centro di una rissa da cui ne esce sanguinante e sconfitto. Gli effetti psichedelici trasportano il pubblico in un universo parallelo che affascina e ripugna allo stesso tempo. 

Nella sua regia, Tammi ha unito forti richiami a diversi film di successo, come Paura e delirio a Las Vegas, Casinò e il più recente Joker. Non ci sono dubbi che The Weeknd si meritasse tanto da questi Grammy, tra cui una candidatura in questa categoria.

Federica Terragnoli, Redattrice

positions, Ariana Grande

Quando Ariana Grande approda in radio, lo fa sempre con hit che non possono che essere considerate dei veri e propri banger. È il caso di una delle ultime uscite della cantante, che non tarda mai ad affiancare alle sue note stellari dei video musicali memorabili. positions è un brano R&B e ha come protagonista qualcuno così tanto innamorato da essere disposto a “fare cose che di solito non si fanno”; peccato, però, che la canzone sia un susseguirsi di doppi sensi: si sta infatti “cambiando posizione” sia dentro che fuori la camera da letto. 

Il video, diretto da Dave Meyers, regista anche di God is a woman e No tears left to cry, gioca proprio sul termine “posizione”, perché Ariana assume la posizione più alta possibile, cioè quella di un fittizio Presidente degli Stati Uniti, affiancato da un governo progressista e inclusivo. Il video, infatti, pullula di volti familiari tra cui persone trans e non binarie, amici intimi della protagonista e, ovviamente, i suoi cani, immancabili e ritratti anche nei quadri più ufficiali. I doppi sensi, inoltre, sono anche meno espliciti: Ariana si fa portavoce di un dualismo riconosciuto e passa facilmente da casalinga a Presidente, ribaltando (“switching”, appunto) così le solite gerarchie e norme sociali che vedono uomini al potere circondati da altrettanti uomini.

Insomma, il video musicale di positions è un inno radiofonico all’evoluzione, contro ogni tipo di conservatorismo più o meno moderato: meritava sicuramente un posto ai Grammy.

Stefania Berra, Redattrice

Unlocked, Denzel Curry & Kenny Beats 

Lo si può tranquillamente definire un cortometraggio il videoclip di Unlocked, il terzo EP contenente otto tracce del rapper americano Denzel Curry, in collaborazione con il produttore Kenny BeatsIl lavoro, uscito a febbraio 2020, ha rappresentato una sorta di nuovo inizio per Curry dopo la separazione dai Raider Klan. L’uscita dell’EP è stata anticipata da quasi 24 minuti di video musicale – che valgono tutti – prodotto dalla Psycho Films, che riunisce tutti i pezzi presenti in Unlocked in un connubio davvero geniale di grafiche, stili e mondi diversi. 

Il video, infatti, raccoglie e documenta il viaggio simbolico dei due artisti che, per recuperare le tracce del loro disco – registrate in soli tre giorni – passano per mondi animati del web e versioni in claymation, non trascurando comunque le influenze e il genere tipici del cantante statunitense. 

Una presentazione divertente e ben curata che va oltre il rap stesso, si tratta quasi di un progetto artistico più che musicale; lo stesso Denzel Curry si è spinto oltre i suoi limiti in un duetto davvero pazzo dove prevale la creatività e lo show allo stato puroCiò non ha sicuramente lasciato indifferenti i fan del cantante, che avrebbero visto bene la sua nomination nella categoria Best Music Video – assolutamente meritata anche secondo noi.

 

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