Lavoro nel 2021: le prospettive

lavoro nel 2021 Il lavoro nel 2021 come sarà? Cambierà qualcosa? Che ruolo avranno gli spazi, gli uffici? Come sarà gestita l’organizzazione? Che cosa rimarrà dell’esperienza lavorativa “online” e che cosa tornerà in presenza? Queste sono solo alcune delle domande che hanno attraversato molte aziende in questo ultimo mese. Secondo un recente report analizzato dal Sole 24 ore, in un periodo così di crisi e di cambiamento di certezza ne è rimasta solo una: “Il lavoro come lo abbiamo vissuto fino a inizio 2020 non c’è né ci sarà più, quello che abbiamo sperimentato, forzatamente, nel corso dell’anno sarà di ispirazione per creare quel o quei new ways of working che segneranno il futuro“.

Lavoro nel 2021: tra sfide e compromessi

Un anno che si potrebbe definire “delle sfide e delle sperimentazioni”. Un anno nel quale sarà cruciale mettersi alla prova, ma non solo per i dipendenti. Le aziende, i loro capi e le guide HR dovranno svolgere un lavoro minuzioso nel quale bilanciare giusta produttività ed equilibrio personale. L’obiettivo comune a tutti, si apprende dal report, è creare un nuovo modo di lavorare che sia davvero smart, riuscendo a coniugare il binomio productive&human.

Lavoro nel 2021: tra sfide e numeri

lavoro nel 2021 Il lavoro nel 2021 sarà quindi caratterizzato da sfide e numeri nuovi, volti a soddisfare logiche di profitto differenti. Dal report, secondo Ashley Whillans, professoressa alla Harvard Business School, “La formula del lavoro dalle 9 alle 5 diventerà invece un 3-2-2: tre giorni in ufficio, due a casa, due di totale disconnessione“. La conferma arriva da una ricerca del McKinsey Global Institute del novembre 2020, la quale afferma che:

“Più del 20% della forza lavoro potrebbe lavorare da tre a cinque giorni alla settimana da remoto in maniera efficiente. Tuttavia c’è un limite sopra il quale si comincia a perdere in produttività, a seconda del tipo di attività e dai mezzi tecnologici a disposizione delle persone”.

Lavoro nel 2021: l’ufficio come “luogo di incontro”

I fattori da prendere in considerazioni sono diversi: innanzitutto non tutti i lavori possono essere svolti da remoto e non tutti hanno le stesse possibilità di accesso alla rete. La sfida quindi potrebbero vertere su due focus:  ridisegnare i lavori anche più tradizionali in modo che possano essere fatti in parte da remoto, e ridisegnare gli spazi di lavoro, ossia gli uffici, come “luoghi di collaborazione, incontro e brainstorming“. Magari non più in città, ma in periferia, non più fissi, ma mobili, capaci di generare il massimo della creatività e produttività.

Lavoro nel 2021: il fattore dello “stare bene”

Ma più di ora è importante rivalutare non solo il concetto di produttività, bensì di “stare bene” all’interno di un contesto lavorativo. L’azienda dovrà essere concepita come “comunità di persone” e non solo come luogo di profitto. Secondo il report è importante compiere un’analisi a tutto tondo:

“vanno analizzate le richieste e osservati i comportamenti dei dipendenti, compreso cosa li fa stare male e cosa invece fanno senza problemi e poi progettare i lavori su misura, come un abito di sartoria”. Le aziende  che metteranno in atto ciò riscontreranno anche miglioramenti nel business.

Lavoro nel 2021: l’importanza della leadership

Dal report si apprende che secondo l’Harvard Business Review: “Il 2021 sarà l’anno della compassionate leadership, una leadership che si fonda su compassione e saggezza“. Una compassione che, in campo professionale, significa avere intenzioni positive e una reale preoccupazione per gli altri. Fondamentale è l’empatia tra le persone, ciò che collega un individuo con l’altro, creando un rapporto genuino basato su fiducia, lealtà e ascolto continuo.

Lavoro nel 2021: i team

Durante i mesi di blocchi e restrizioni, “fare gruppo” ha comportato sicuramente un aiuto in più. In team infatti si impara più velocemente, si fa innovazione, si crea, si distrugge, si progetta e soprattutto ci si motiva a vicenda. La sfida per il 2021, secondo lo Human Capital Trend di Deloitte, riportato dal report del report del Sole 24 ore, è quindi quella di “costruire superteam” che affianchino le persone alla tecnologia. Tecnologia dall’ausilio prezioso:

“L’intelligenza artificiale può diventare un valido alleato per riprogettare il lavoro in modi più umani, lasciando alle macchine le mansioni più operative e ripetitive ed esaltando così competenze e creatività delle persone”.

Lavoro nel 2021: il vero smartworking

Nel 2021, secondo il report, “Le aziende dovranno cominciare a sperimentare il vero smart working, che non è né remote working né home working“. Alcuni dei cardini su cui si basa lo smartworking sono infatti: tempo, fiducia, libertà e produttività. Tempo che non si misura più in maniera tradizionale ma per obiettivi lavorativi. Fiducia che sta alla base di un rapporto nuovo tra azienda e dipendente. Libertà intesa come essere in grado di gestirsi, senza “essere gestiti”. Produttività costante, senza che sia imposta otto ore su otto per dodici mesi l’anno.

Pensare a un nuovo modo di concepire il lavoro online è una sfida cruciale per il 2021. Pensare a modi, tempi e spazi di lavoro che siano davvero pensati attorno alle persone.  Il risvolto positivo “sarà più autonomia e più responsabilità da parte di tutti e meno autoritarismo fine a se stesso da parte dei manager, che potranno così sfidare se stessi nel diventare veri driver del successo delle proprie persone e, attraverso di loro, dell’azienda“.