Il 2020 sta per concludersi e molti tireranno un sospiro di sollievo. Tra catastrofi naturali, minacce nucleari e una pandemia globale che ancora non si è arrestata, più che festeggiare il nuovo anno, festeggeremo la fine di quello che il New York Times ha definito “l’anno peggiore di sempre”. Ma siamo sicuri che sia tutto da buttare? È bene che sappiate che nel 2020 ci sono state anche notizie positive e che non tutto va gettato nel dimenticatoio.

  1. Più donne a capo delle maggiori aziende statunitensi

Il 2020 si chiude con il numero più alto mai registrato di donne che ricoprono la carica di CEO nelle aziende della Fortune 500. La Fortune 500 è una classifica che raggruppa le aziende statunitensi con una soglia di entrate di almeno 5,7 miliardi di dollari. A capo di queste aziende ci sono principalmente uomini. Tuttavia, negli anni il numero di donne al vertice è cresciuto passando da quindici CEO donna nel 2010 a trentasette nel 2020. Quest’ultimo è il dato più alto di sempre e secondo il sito di Fortune Italia

Il numero di donne che gestiscono aziende Fortune 500 è influenzato da diversi fattori, tra cui i cambiamenti nella leadership e le aziende che stanno debuttando sulla lista per la prima volta o che mano a mano escono dalla classifica. Quindi, sebbene il numero sempre vacillante non sia una valutazione scientifica dello stato delle donne negli affari americani, fornisce una fotografia utile. 

  1. Tre Stati hanno abolito la pena di morte

Nel 2020,  Ciad e Colorado (USA) e Kazakistan hanno ufficialmente abolito la pena di morte. Quest’ultimo lo ha fatto il 24 settembre, divenendo il 107° Paese ad abolire la pena capitale. A questi si aggiungono ventotto Paesi abolizionisti di fatto, cioè quei Paesi che non eseguono una condanna a morte da ormai oltre dieci anni. A questa bella notizia se ne aggiungono altre sul tema. Ad esempio, il 16 luglio il Parlamento del Sudan ha emendato l’articolo 148 del codice penale, che ora non prevede più la pena di morte per il “reato” di omosessualità.

  1. Il Sudan vieta le mutilazioni genitali femminili

Il 30 aprile il governo di transizione del Sudan ha annunciato la messa al bando delle mutilazioni dei genitali femminili (MGF). Prima di questo cambiamento importante, il Sudan era uno degli otto paesi in cui l’80% delle donne subisce questa tortura barbarica. In particolare, secondo l’Unicef locale, nove donne su dieci di età compresa tra quindici e quarantanove anni hanno subito l’infibulazione. Quella del divieto in Sudan è una buona notizia, soprattutto perché ad oggi sono pochi gli Stati chi vietano per legge le MGF e quindi la speranza è che ciò sia di esempio a tutti i Paesi nel mondo in cui l’infibulazione è ancora la normalità.

  1. Per le energie rinnovabili, questo è stato l’anno della crescita record

La pandemia ha messo a dura prova tutti noi riportando indietro il fantasma di una crisi economica da cui sembravamo essere appena usciti. Eppure, c’è un settore che quest’anno chiude con il botto: quello delle energie rinnovabili. Secondo il rapporto dell’Agenzia Internazionale presentato a Parigi a novembre, il 2020 si chiude con 200.000 megawatt di nuovi impianti di fonti rinnovabili. Tale crescita, oltretutto, ha toccato e toccherà tutto il mondo. Nei primi dieci mesi del 2020, infatti, la capacità di energia rinnovabile mondiale offerta da Cina, India e Unione Europea è salita del 15%.

  1. La pandemia ha dato un impulso positivo alla sostenibilità circolare nella moda

Secondo la Ellen MacArthur Foundation, la pandemia e il lockdown hanno cambiato il modo in cui consumiamo. Indubbiamente la chiusura dei negozi da un lato e la crisi economica che ne è conseguita dall’altro hanno contribuito a diminuire i consumi. Secondo il report della fondazione, questo ha spinto le persone a concentrarsi su un consumo più sostenibile. Il 71% dei consumatori, infatti,  sta mostrando un interesse sempre maggiore per l’abbigliamento di seconda mano mentre il 54% dei leader della moda sostenibile afferma un incremento, dall’inizio della pandemia, dell’interesse per le pratiche rispettose dell’ambiente.

  1. È iniziata la campagna vaccinale

Il 27 dicembre è stato il V-Day. In tutta Europa sono state iniettate le prima dosi del vaccino anti Covid-19. Negli ultimi giorni di un anno che sembra essere durato un’eternità e che allo stesso tempo ci lascia con la sensazione di non aver combinato nulla, la scienza ci da finalmente la speranza che tutto questo possa finire al più presto. Il vaccino, per il momento firmato dalla casa farmaceutica Pfizer, verrà distribuito nei prossimi mesi a tutta la popolazione, su base volontaria e dando la precedenza alle categorie più a rischio.