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The Flame: musica tutta al femminile in un “Loop mentale”

Franscesca (cantante), Lisa (chitarrista), Anna (bassista), Myrea (batterista), Francesca (tastierista). Sono le ragazze di The Flame, un gruppo musicale giovanissimo tutto al femminile proveniente da Varese. «Lo Sbuffo» le ha intervistate per voi!

Ciao ragazze! Come prima cosa, ci parlate un po’ di The Flame?

Ciao a tutti! Certo, suoniamo insieme dal 2015. Ci ha fatto conoscere Marco Mengoni, il nostro maestro della scuola di musica. All’inizio c’erano solo chitarrista e cantante. Poi, con un po’ di fatica, abbiamo trovato la batterista, e infine le altre, pianista e bassista. Ci univa la passione per il genere pop, poi ci siamo indirizzate più sul genere indie, grazie soprattutto alle canzoni che scrive la nostra pianista. Non ricordiamo chi abbia pensato al nome The Flame, ma l’abbiamo tenuto perché conteneva tutte le nostre iniziali (Francesca, Francesca, Lisa, Anna, Myrea). E poi la E… Ci manca solo una Elena o un’Elisa – che suoni anche solo il triangolo, ma ci completi! (ridono). Il primo nome era stato Lighting Bolt ma non ci convinceva molto, anche perché non l’avevamo scelto noi.

Un gruppo tutto al femminile, insomma. È casuale oppure non volete che entrino ragazzi nel vostro gruppo?

Ormai siamo così, è una regola! È andata così per caso, ma è diventata la nostra forza. Se ne è reso conto anche Marco, il nostro maestro.

Ma poi siete giovanissime! Chi è la più giovane, chi la più anziana?

La più giovane è Anna, che ha 18 anni. La più anziana Myrea, che ne ha 23.

Parliamo del vostro nuovo brano, uscito poche settimane fa. Si chiama, come dicevate, Loop mentale.

È stato scritto da Francesca, la tastierista. E non dal fratello di Lisa, come hanno scritto altri giornalisti: Lisa non ha un fratello! (ridono)

[highlight color=”blue”]Francesca (tastierista)[/highlight]: Una mattina d’estate stavo facendo colazione quando è arrivato mio fratello rappando frasi a caso come fa sempre, e a un certo punto ha detto Ma io mi sento male solo a prendere le scale!”. Io gli ho chiesto di ripetere, siamo corsi in camera, abbiamo iniziato a comporre e a scrivere il testo, e così è nato Loop mentale. Poi ho tirato fuori i vecchi diari del liceo, dove scrivevo frasi e poesie, e ne ho trovata una che avevo scritto per una mia compagna che stava affrontando un periodo un po’ difficile, perciò ho inserito spunti presi anche da lì. Loop mentale è nato in una giornata. La parte rap l’ha scritta tutta mio fratello. Tra gennaio e febbraio uscirà anche un video, ma per ora niente spoiler!

La vera domanda è: secondo voi si può uscire da un loop mentale? Se sì, come si fa?

[highlight color=”red”]Myrea[/highlight]: Io parlo per me: secondo me vai in paranoia per un po’, poi stai bene, ma poi ritorni in paranoia. Secondo me no, non se ne può uscire.

[highlight color=”green”]Anna[/highlight]: È vero. Certo, dipende anche dai periodi della vita di ciascuno. Io in questo periodo non dormo perché continuo a pensare. Poi ci sono mesi in cui riesco a superare questa cosa e AD andare avanti normalmente.

[highlight color=”yellow”]Lisa[/highlight]: Si chiama loop perché torna indietro! Però nella canzone diciamo anche “aiutami ad uscire”.

[highlight color=”blue”]Francesca (tastierista)[/highlight]: il ritornello, come anche quello dell’altro nostro pezzo, Solo perché sorridi, è uno sfogo, un urlo. Questo pezzo è una vera e propria richiesta d’aiuto: quando vai in loop e dici sempre le stesse cose e non riesci a uscirne, capisci chi sono i veri amici. Quelli che se ne vanno non sono veri amici. Invece chi ti accetta anche se sei così può aiutarti a uscire perché resta. Solo parlandone con gli altri se ne esce. Quindi, “aiutami ad uscire”.

Cosa volete arrivi a chi vi ascolta?

[highlight color=”gray”]Francesca (cantante)[/highlight]: Noi facciamo un genere diverso dal mainstream. Io ho diciannove anni: per come la vedo, i testi sono più profondi e più complessi, diversi dal resto. La nostra forza è non spingerci troppo verso le mode. Non penso che tutti riescano a capire la nostra musica: le nostre canzoni dovrebbero essere ascoltate di più, le persone dovrebbero conoscerci meglio. Ci impegnamo tantissimo nello scrivere, nel provare, nel registrare. Ci impegniamo ma ci divertiamo anche. Quando saremo capite davvero potremo fare grandi cose e arrivare lontano.

[highlight color=”yellow”]Lisa[/highlight]: Però ci sono persone che si ritrovano in quello che cantiamo. Quando la Fra ha scritto “Solo perché sorridi”, in tanti le hanno scritto che si sono ritrovate in quello di cui parliamo. Le nostre due canzoni sono un punto di partenza, ma si vede che abbiamo qualcosa da dire e che ci evolveremo sempre di più.

[highlight color=”gray”]Francesca (cantante)[/highlight]: Abbiamo qualcosa di diverso dagli altri. Ci differenziamo così.

[highlight color=”blue”]Francesca (tastierista)[/highlight]: Nel testo diciamo sempre cose che sentiamo davvero, in prima persona, e poi adattiamo la musica al pop. Cerchiamo di dire cose complesse con sonorità orecchiabili.

[highlight color=”gray”]Francesca (cantante)[/highlight]: Abbiamo anche cose nuove, parliamo di cose diverse, stiamo spaziando. Abbiamo anche gusti diversi tra noi.

[highlight color=”blue”]Francesca (tastierista)[/highlight]: Io sono la tragica! C’è uno stigma sociale circa i problemi di salute mentale. Sono cose che tutti sentiamo e proviamo. Quando qualcuno le vive in modo più grave parliamo di malattia, ma in realtà sono cose che riguardano tutti.

[highlight color=”red”]Myrea[/highlight]: Tra l’altro, per me far parte di una band è stata una sorta di rivincita. Ho capito che, insieme, possiamo fare qualcosa di bello.

[highlight color=”green”]Anna[/highlight]: Sì, devo dire che le altre sono persone bellissime. Nonostante io sia entrata dopo, mi hanno fatto subito sentire a mio agio. È una cosa in apparenza scontata, ma non è così. Io non sono estroversa. Il fatto che mi abbiano fatto sentire così vuol dire che veramente sono persone speciali.

Qual è il vostro ricordo più bello a livello musicale?

Quando ci hanno fatto suonare alla Scuola Europea di Varese: è stato il nostro primissimo vero concerto. C’erano tantissimi ragazzi, erano affiatati, ballavano, saltavano, cantavano con noi. Ci è sembrato di essere in tour! Però anche quando abbiamo suonato con Caterina è stato bello. Ha fatto XFactor nel 2016! È una persona dolcissima, abbiamo suonato con lei per RadioBiumo a Varese ad agosto di quest’anno. Abbiamo anche un po’ improvvisato, con lei! Il pubblico era entusiasta.

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The Flame

A quali artisti vi ispirate?

[highlight color=”orange”]The Flame[/highlight]: Ognuno dice il suo!

[highlight color=”yellow”]Lisa[/highlight]: Io sono ossessionata da Katy Perry, che ho anche sulla mascherina! (ride)

[highlight color=”gray”]Francesca (cantante)[/highlight]: Come cantanti, a me è sempre piaciuta Demi Lovato, da cui penso di aver preso molto. Mi piacciono anche i Jonas Brothers, ma ascolto anche Elisa… Ho sempre fatto un sacco di cover, e per ognuna guardo parecchi live per prendere di ognuno il meglio.

[highlight color=”blue”]Francesca (tastierista)[/highlight]: Loop Mentale si rifà tanto ai Pinguini Tattici Nucleari. Io per i testi mi ispiro agli Eugenio in Via di Gioia, ma mi piace tanto anche tutto il cantautorato italiano dagli anni Sessanta in poi. Lucio Battisti, Lucio Dalla… Ma ascolto un po’ di tutto. Chi ascolta solo un genere si perde un sacco di sfaccettature altrettanto belle. È tutta questione di apertura mentale.

[highlight color=”red”]Myrea[/highlight]: Come stile per la batteria mi ispiro a Charlie Watts, il batterista dei Rolling Stones, ma anche a quello di Alice Merton… ascolto sia rock che dance.

[highlight color=”green”]Anna[/highlight]: Anche io spazio un po’, non ascolto un solo genere. Spesso metto una playlist a caso su Spotify e scopro musica nuova. Col basso mi capita di suonare canzoni più rock perché ci sono linee di basso più particolari. Ma ultimamente anche nel pop le cose sono cambiate, nel nuovo disco di Dua Lipa la linea di basso è molto bella. Apprezzo molto anche il panorama indie.

[highlight color=”orange”]The Flame[/highlight]: Francesca e Anna sono la linea indie, Lisa e Francesca sono pop, Myrea è rock. Siamo ben variegate.

Quando scrivete i brani nasce sempre prima il testo e poi la musica o vi lasciate guidare dall’ispirazione?

[highlight color=”blue”]Francesca (tastierista)[/highlight]: Nasce sempre tutto da un concetto che voglio esprimere, e che non riesco a dire a parole. C’è qualcosa che vivo che spinge per essere detto. Mi metto alla tastiera ma solo come luogo fisico, lì inizio a scrivere parole. Da lì nasce la musica. Prima il concetto, poi il testo, solo alla fine la musica.

[highlight color=”yellow”]Lisa[/highlight]: A me invece viene solo la musica. Faccio più fatica col testo. Tra l’altro ho una canzone in cantiere da un anno! Si chiama Colori ancora freschi. È sulla Sardegna, dove vado da sempre. Sarà una canzone diversa dalle altre, un po’ country.

[highlight color=”gray”]Francesca (cantante)[/highlight]: Per me prima il testo, poi gli accordi. Suonicchio anche io, ma poi lascio agli altri la parte musicale.

[highlight color=”red”]Myrea[/highlight]: Io qualche volta scrivo testi in inglese, ma non compongo la musica.

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Avete in cantiere altri brani per il futuro?

Abbiamo Colori ancora freschi, poi uno di Francesca (cantante), che però non ha ancora un titolo. Parla di una storia d’amore finita male. Poi c’è Indistinta, che ha scritto Francesca (tastierista), quindi parla di cose mentali (ridono). Ne abbiamo un bel po’, sicuramente abbastanza per fare un album. Insomma, abbiamo novità in cantiere! Abbiamo anche un sito: oltre che sui social, le persone possono seguirci lì.

Avete anche altri progetti? Vi piacerebbe tornare a suonare dal vivo?

Certo! Sicuramente andremo da Caterina in Trentino per suonare con lei. Per il resto, sicuramente vogliamo farci conoscere anche fuori da Varese. Vorremmo suonare a qualche Talent. E l’anno prossimo sicuramente vogliamo suonare alla Festa del Rugby, che a Varese è importantissima! Quest’anno, purtroppo, è saltato tutto per il Virus. Però in compenso abbiamo già vinto un Contest, si chiamava “The Voices of Varese“. Ci siamo fatte valere!

Volete aggiungere altro?

[highlight color=”gray”]Francesca (tastierista)[/highlight]: sì, un aneddoto! Da quando sono piccola frequento l’oratorio e qualche volta suono a messa. Ho chiesto di suonare Loop mentale alla comunione, ma mi hanno detto di no. Però non è stato un no per il testo, anzi, la curia l’ha approvato: ora tocca a voi sostenerci!

FONTI

Materiale gentilmente offerto da The Flame

CREDITS

Copertina a cura di Lisa Zanzi

Immagine 1: Andrea dall’Osto @Studio Diadema, Azzate

Immagine 2: Stefano Soru e Simone Vitillo @Villa Toeplitz, Varese

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