Miss Americana, il documentario sulla superstar Taylor Swift, è uscito il 23 gennaio 2020, debuttando nella serata inaugurale del Sundance Film Festival. Dal 31 dello stesso mese è disponibile anche su Netflix, e ha mostrato al mondo la vera essenza di una delle più influenti cantanti contemporanee. Definire Taylor Swift cantante può anche risultare riduttivo, essendo una vera e propria icona della nostra epoca. Popstar, autrice, musicista, compositrice, cantante country, fenomeno mediatico. La Swift è sempre stata l’incarnazione di tutto questo e, nel corso della sua carriera, la sua vasta produzione musicale ha parlato per lei. Tutto questo nonostante il clamore mediatico generato dai media, che hanno più di una volta tirato in ballo la vita privata della superstar americana.

Gli inizi e la doppia faccia dell’industria musicale

Il docu-film cerca di mettere in luce gli aspetti salienti della carriera di Taylor Swift, ma quello che si evince più di ogni altra cosa nell’ora e mezza di “Miss Americana” è la straordinaria umanità che contraddistingue la persona di Taylor Swift, troppe volte presa di mira per via del personaggio e dell’immagine pubblica. Nel 2020 sembra scontato dover parlare di distinzione tra i due aspetti ma il documentario mostra chiaramente come l’industria musicale, in particolar modo quel mondo patinato e agognato da molti che è l’America dello spettacolo, sia in realtà una trappola e un concentrato di gossip, superficialità e invidia portati allo stremo.

Si mostra come si sia raggiunto l’apice di quel processo cominciato con la nascita della cultura di massa e che oggi ha preso il sopravvento sul pensiero comune, secondo cui è giusto che la vita privata di un’icona pop possa in qualche modo riguardare il dibattito pubblico e influire persino sul giudizio sulla produzione dell’artista stesso.

Taylor mette a nudo la sua persona, le sue insicurezze, legge addirittura parti del diario che tiene con sé da quando ha mosso i primi passi nell’arte che ama in modo viscerale. Riesuma i filmini fatti con la videocamera di quando era solo una bambina che si affacciava al mondo della musica, con i suoi primi concerti, le sue prime strimpellate, le sue prime ansie e incertezze. In poche parole, l’artista si mostra per quel che è realmente: una ragazza americana che ce l’ha fatta da sola, che ha realizzato il suo sogno.

Un sogno dai lati oscuri

Parliamo del sogno americano di diventare una star di successo, riuscendo a rappresentare lei stessa l’industria musicale, come viene specificato anche nel film. Ma la fama, si sa, nasconde le proprie ombre, che vengono fuori quando si è sulla vetta, all’apice del proprio successo. È un lato fatto di insinuazioni più o meno veritiere che, data l’esposizione mediatica del personaggio, diventano un vero e proprio macigno per la Swift.

Prima di approfondire il tema dell’impegno sociale, femminista, politico e umano, è bene soffermarsi sull’evoluzione musicale di Taylor e sul perché sia arrivata a un successo di tale portata. Miss Americana mostra le prime esperienze della cantante, dalle influenze country al country pop – di cui è uno dei massimi esponenti. Nel film ci si immerge totalmente nella sua vita, nella sua casa (sobria, nonostante l’enorme successo), nella quale vive insieme ai suoi gatti e agli strumenti musicali. La cosa che fa sorridere, guardando il documentario, è proprio come il suo canticchiare e strimpellare ogni giorno porti alla creazione di melodie che quasi sempre diventeranno hit mondiali.

L’impegno politico

Ad un certo punto della sua vita, Taylor Swift inizia ad essere stufa di non poter affermare quel che vuole in ambito politico e sociale. Costantemente frenata da manager e addetti, impossibilitata nel rilasciare dichiarazioni, la superstar decide che è arrivato il momento di dire la sua. Invita quindi milioni di fan a votare e a interessarsi delle cause politiche e sociali che riguardano diritti civili. Lo fa mettendo in campo la sua voglia di cambiare la società, senza più preoccuparsi di perdere fan o di ledere la propria immagine.

L’artista critica inoltre Marsha Blackburn, prima donna senatrice dello stato del Tennessee, per le sue posizioni conservatrici e senza riguardo nei confronti della posizione femminile nella società. Attacca Donald Trump, a gennaio ancora presidente in carica, e tutta la politica di stampo repubblicano che, secondo la Swift e non solo, non si sta occupando a dovere di questioni centrali come razzismo, omofobia, xenofobia.

“Dalla parte giusta della storia”

Insomma, Taylor dimostra apertamente la bontà delle sue azioni e la possibilità di sfruttare il proprio successo per un fine nobile come la buona politica. Una frase che riassume molto bene quanto detto: “Voglio essere dalla parte giusta della storia. Papà, devi perdonarmi ma ho bisogno di farlo”. Siamo sicuri che le sue parole siano molto sentite e, come si può dedurre dalla visione di Miss Americana, rivolte a quella grande fetta di mondo che ancora oggi soffre ed è sopraffatta dalle ingiustizie.

La Swift dimostra di essere quanto di meglio possa venire fuori dall’industria musicale. “Taylor Swift è l’industria musicale”, viene detto nel documentario. E non si potrebbe trovare definizione migliore.

FONTI

Netflix

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