La Scozia è diventata il primo Stato del Regno Unito a vietare qualsiasi punizione corporale sui bambini.

Dal 7 novembre 2020 è entrata in vigore una nuova legge: il castigo ragionevole non può più essere utilizzato come scusante dai genitori per giustificare le punizioni corporali sui propri figli.

Un portavoce del governo scozzese ha dichiarato che “questo significa che tutte le forme di punizione corporale nei confronti dei bambini saranno illegali in Scozia, e che i bambini avranno la stessa tutela degli adulti rispetto alle aggressioni”. 

La nuova legge si applica agli atti di punizione fisica o disciplinamento fisico inflitti dopo il 7 Novembre 2020. 

L’appoggio parlamentare alla legge

La legge è stata proposta da John Finnie, ex funzionario di Polizia, e attuale parlamentare del Partito Verde scozzese.

Un anno fa, la proposta di legge ha ricevuto l’appoggio del parlamento scozzese, con ottantaquattro voti a ventinove. La legge ha vinto il consenso parlamentare dei Liberal-Democratici, dei laburisti e del Partito Nazionale Scozzese (SNP). 

Il deputato Finnie ha dichiarato che il divieto avrebbe “mandato un messaggio importante: la violenza non è mai accettabile in qualsiasi contesto”. 

Ha aggiunto che ci sono prove incontestabili che dimostrano gli sviluppi negativi della punizione corporale. Non solo danneggia i bambini e sfocia facilmente nell’abuso fisico ma non è nemmeno un metodo educativo efficace.

Com’è stata accolta la nuova legge?

I sondaggi hanno dimostrato che la maggioranza della popolazione scozzese si è opposta al “smacking ban”. Molti critici ritengono che la legge precedentemente in vigore fosse sufficiente e che i cambiamenti potrebbero criminalizzare i genitori “buoni”. 

La legge, però, ha trovato il supporto del Parlamento e di numerose associazioni di beneficenza per l’infanzia sulla base che si garantirà ai bambini la stessa protezione e tutela degli adulti.

Il testo di legge utilizza la stessa definizione di “punizione fisica”, a volte chiamata anche punizione corporale, usata dal Comitato ONU sui diritti dell’Infanzia.

Pertanto, per punizione fisica si intende: schiaffeggiare, colpire, schiaffeggiare con un utensile, dare calci, scuotere, graffiare, mordere, dare pizzicotti, tirare i capelli o le orecchie, obbligare i bambini a stare in posizioni scomode, ustioni, scottature e ingestione forzata. 

Cosa dice l’opposizione scozzese?

Il divieto ha incontrato dei ferventi oppositori: il Partito Conservatore Scozzese. 

I membri del partito hanno dichiarato che la legge è altamente rischiosa. Si rischia di classificare i genitori “buoni” come criminali a causa del semplice utilizzo del castigo ragionevole. 

La ministra dell’Infanzia, Maree Todd, ha insistito che i genitori “amorevoli” non saranno criminalizzati.

Inoltre, ha dichiarato:

“sono lieta che la Scozia sia diventata la prima parte del Regno Unito a legiferare per assicurare che i bambini, senza eccezioni, abbiano la stessa protezione dalle aggressioni che hanno gli adulti. […] Nella Scozia moderna non c’è più spazio per queste norme antiquate: colpire un bambino non è mai ragionevole”

Anche il gruppo “Be Reasonable Scotland” si è dimostrato contrario alla legge. Quest’ultimo aveva iniziato una campagna contro la proposta di legge affermando che il divieto avrebbe portato a conseguenze estremamente pericolose. 

Hanno inoltre dichiarato che la legislazione in atto già permetteva ai genitori di utilizzare una punizione fisica molto leggera. Pertanto, un divieto ulteriore potrebbe danneggiare le “buone” famiglie con interventi statali inutili. Avevano invece proposto un investimento governativo nell’Assistenza Sociale e altri servizi che si occupano di affrontare ed evitare i “veri” abusi.

In cosa consiste il castigo ragionevole? 

Secondo la legge scozzese, tutti gli attacchi corporali subiti dagli adulti sono trattati come aggressione.  Ad eccezione dei bambini, i quali fino ad ora non erano tutelati. 

Difatti, il concetto del “castigo ragionevole” implicava la giustificazione dell’uso della forza sui  bambini al di sotto dei sedici anni di età. 

Quali sono i parametri del castigo ragionevole?

Le corti si occupavano di decidere se il castigo fosse ragionevole o meno basandosi sui seguenti fattori: la natura della punizione, la durata, la frequenza, l’età del bambino e le conseguenze sui bambini, sia fisiche che mentali.

In generale, ai genitori era consentito colpire i propri figli sul corpo, salvo per le percosse sulla testa, lo scuotimento e l’utilizzo di utensili, i quali sono considerati illegali. 

Qualsiasi tipo di punizione fisica nel contesto scolastico, o qualsiasi contesto educativo, era già vietata. 

La punizione corporale è molto diffusa nel Regno Unito?

Un report pubblicato da un gruppo di associazioni di beneficenza per l’infanzia nel 2015 ha scoperto che la punizione fisica viene inflitta ai bambini britannici con più frequenza rispetto ai Paesi come Stati Uniti, Canada, Italia, Germania, Svezia.

I ricercatori hanno stimato che tra il 70% e 80% dei genitori britannici hanno usato la punizione corporale sui bambini dai tre ai sette anni, in particolare lo schiaffeggiamento. 

Hanno anche sottolineato che molti genitori non lo considerano un atto positivo, ma bensì necessario perché considerato come unico metodo funzionante. 

Ci sono studi che dimostrano che la punizione fisica è molto inferiore nei cinquanototto Paesi in cui è già vietata, incentivando proposte di legge simili a quella scozzese.

Inoltre, molte ricerche hanno provato che le conseguenze sul bambino sono spesso più negative che positive, e non sono fisiche ma soprattutto psicologiche e a lungo termine.

La punizione corporale nel resto del mondo

La punizione fisica è ancora legale in molti Stati. Il primo paese ad implementare il divieto è stata la Svezia, seguita dalla Finlandia, Austria e altri cinquantacinque Paesi.

Quest’anno insieme alla Scozia, anche nelle Seychelles e Georgia sono entrate in vigore leggi che condannano la punzione corporale sui bambini.

Il Galles seguirà a breve l’esempio scozzese e vieterà il castigo ragionevole nel 2022. 

In Italia, la Corte Suprema di Cassazione ha dichiarato che la punizione corporale non è un metodo educativo accettabile con la famosa sentenza n. 4904 del 18 marzo del 1996 e altre ordinanze seguenti. Tuttavia, manca una legge definita sul tema.

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