Ricatto d’amore è una commedia diretta da Anne Fletcher, con la sceneggiatura firmata da Peter Chiarelli.

Andrew Paxton (interpretato da Ryan Reynolds) è un giovane ragazzo che tenta di farsi strada nel competitivo mondo dell’editoria. Affascinante e caparbio, rischia di vedere i suoi sogni infranti a causa del capo, una donna così dedita al lavoro che si è dimenticata cos’è la vita. Quando, quest’ultima, Margaret Tate (interpretata da Sandra Bullock) rischia di perdere la possibilità di vivere in America e di essere rispedita in Canada per un anno, tutto cambia.

Inizialmente, Margaret viene rappresentata come la terribile e spietata caporedattrice di una stimata casa editrice newyorkese, al cui suono dei tacchi sul pavimento tremano tutti i dipendenti. Ma ben presto Andrew diventa indispensabile per la donna, la quale unica possibilità di restare negli Stati Uniti è quella di sposarsi e ottenere la cittadinanza, promettendogli in cambio un posto da redattore e altro ancora. 

“Margaret… mi dispiace ma non la sposerò!”

“Invece lo farai, altrimenti i tuoi sogni di ispirare milioni di persone con le parole svaniranno! Bob ti licenzierà appena me ne andrò, garantito! Il che significa che sarai senza lavoro.

Il che significa che i caffè, gli appuntamenti cancellati, le corse notturne a comprare i tampax sono state inutili e che il sogno di diventare capo redattore è andato in fumo. Tranquillo, trascorso il tempo necessario, divorzieremo e sarai libero ma fino ad allora, che ti piaccia o no, il tuo carro è attaccato al mio!”

Un ricatto reciproco, un ricatto d’amore che cambierà la vita di entrambi.

Per ufficializzare il fidanzamento e sviare i dubbi dell’ufficio immigrazioni, Margaret e Andrew partono per un fine settimana in Alaska, dalla famiglia di lui, dove Margaret conoscerà i genitori e la nonna di Andrew, una dolce famiglia felice, seppur con tutte le solite incomprensioni. Qui, ogni barriera di Margaret comincerà a cedere e sarà sempre più difficile continuare a vestire i panni della cinica dura.

I due protagonisti non hanno fatto i conti con i sentimenti che, in tre giorni passati assieme, si fanno vivi e si intensificano sempre di più considerate le esperienze e l’intimità che condividono. Diventeranno uno la spalla dell’altra. Proprio come è giusto che sia. 

Se prima Margaret era la carnefice, adesso è un po’ la vittima di questo amore a sorpresa non solo nei confronti di Andrew, ma nei confronti nella sua famiglia e quella vita che credeva di essersi lasciata alle spalle da moltissimi anni. Se prima Andrew quasi odiava il suo capo, adesso si sorprende a odiarla per motivi diversi.

Cosa sarebbe successo a Miranda Priestly de Il diavolo veste Prada se si fosse innamorata, ma innamorata davvero? Probabilmente questo Ricatto d’amore.

Le due parti giocano in maniera esilarante, proprio come ci si aspetta da una commedia americana. Un film adatto allo spettatore che sa cogliere l’ironia del caso.

Dopo vari imbarazzi, la passione tra i due protagonisti è qualcosa di inevitabile.

Una trama semplice, a volte scontata, ma contrapporre due personaggi inizialmente troppo diversi è l’ingrediente più succoso del film che, più che originale, è perspicace nella sua evoluzione.

Dopo MissDetective, Sandra Bullock torna sul grande schermo, ottenendo una nomination ai Golden Globe e il premio Teen Choice Award come miglior attrice in una commedia romantica, e dopo vent’anni resta ancora la meravigliosa attrice e commediante di sempre. 

Anne Fletcher, nota per aver curato le coreografie di molti film di successo come Hairspray e per aver diretto Step Up e 27 volte in bianco, torna sullo schermo con questa prova cinematografica vinta a pieni voti che, seppur ricordi molte altre storie, sa mantenersi nel suo ruolo ben distinto.

La sceneggiatura non va molto oltre il prevedibile, ma la regia fa del suo meglio alternandosi tra momenti divertenti e riprese introspettive. Non è un capolavoro del cinema ma ha il suo perché.

Il più delle volte, per amore della carriera si diventa spietati e duri senza cuore (un cliché, ormai) ma ci si dimentica quello che è l’amore primario, quello per sé stessi e per la propria vita. 

E allora ecco un film consigliato a chi ha voglia di qualcosa di romantico ma non sdolcinato, ironico e mai banale, consigliato a chi sa ridere e commuoversi della semplicità.