Quando si pensa alle capitali della moda i nomi più quotati sono Parigi e Milano. Una città belga però ospita una delle accademie di moda più importanti di tutto il mondo: Anversa. Infatti la Koninklijke Academie voor Schone Kunsten van Antwerpen, ossia l’Accademia di Belle Arti di Anversa è una tra le più antiche d’Europa; venne fondata nel 1663 come scuola di pittura, mentre solo negli anni Sessanta venne inaugurato il settore delle arti applicate, introducendo così anche il corso di fashion design. Ancora oggi, per frequentare i corsi dell’accademia devi dimostrare determinazione, talento e conoscere l’olandese: sono pochissimi gli studenti selezionati, ai quali viene permesso di sperimentare e elaborare una propria personalità artistica e uno stile che possa contraddistinguerli. L’accademia divenne particolarmente celebre grazie a sei stilisti, tutti ex-studenti, nominati “i sei di Anversa”: Dries van Noten, Ann Demeulemeester, Dirk Van Saene, Walter Van Beirendonck, Dirk Bikkembergs e Marina Yee; decisi ad affermarsi nel mondo della moda, nel 1988 caricarono le loro collezioni su un unico camion e partirono per Londra, investendo tutti i loro risparmi per farsi pubblicità. La stampa britannica fu colpita dalla loro creatività e originalità: ognuno di loro aveva uno stile unico, personale e coerente, che li rendeva immediatamente riconoscibili.

 

Dries Van Noten

Dries Van Noten è uno dei sei diplomandi dell’Accademia di Anversa del 1981: nato e cresciuto nella città belga, decide di seguire le orme del nonno e del padre, entrambi impiegati nel mondo della moda. Ancora prima di concludere il percorso di studi, le sue creazioni attirano l’attenzione di Barneys, una catena di negozi di lusso statunitense. Infatti, dopo qualche anno di lavoro come freelance, nel 1986 decide di lanciare il suo brand con una collezione di abbigliamento maschile, subito acquistata da clienti prestigiosi, come Pauw di Amsterdam, Whistles a Londra e la catena newyorkese. Grazie al successo riscosso apre una piccola boutique ad Anversa e inizia a presentare le proprie collezioni prêt-à-porter alla settimana della moda di Londra, passando poi nel 1991 a quella Parigina. Ad oggi il brand Dries Van Noten mantiene un’impostazione tradizionale del calendario delle uscite: presenta quattro collezioni all’anno, invernale ed estiva distinte in femminile e maschile, rigorosamente ready-to-wear; infatti Dries esclude dalla produzione tutti i capi che non arriveranno mai negli store, come quelli di haute couture:

Mi sono sempre rifiutato di immaginare delle collezioni haute couture, sarò un po’ ingenuo ma non vedo l’utilità di produrre degli abiti che poi non arriveranno mai nei negozi.

Il suo è un approccio lontano a quelle che sono le tipiche sovrastrutture del marketing di moda, che portano il marchio a produrre continuamente collezioni nuove; la sua è una produzione artistica, slegata da qualsiasi intento di profitto, rinunciando ad ogni forma di pubblicità.

La sua produzione è composta da pochi capi, studiati nei minimi dettagli; infatti tutte le sue creazioni sono caratterizzate da un profondo studio sui materiali, sui colori e sulle stampe; la maggior parte dei tessuti sono creati dallo stesso team del brand. Dries è un designer a cui piace sperimentare, coniugando le conoscenze sulla sartoria tradizionale, ereditate dal padre e dal nonno, con i materiali e le tecniche più tecnologiche e innovative.

Il suo lavoro ha suscitato sempre particolare interesse sia da parte della critica che dai semplici appassionati; i riconoscimenti non sono mai mancati: il primo già nel 1988, da parte della comunità fiamminga, fino ad arrivare all’International Designer of the Year Award nel 2008. Sei anni dopo è stata inaugurata la sua prima mostra retrospettiva, Inspirations, al Musée des Arts Décoratifs di Parigi, che ricostruiva tutte le sue fonti d’ispirazione affiancate ai bozzetti.

A marzo del 2017 ha presentato la sua centesima collezione: in occasione del traguardo raggiunto ha deciso di pubblicare un libro, diviso in due volumi, in cui sono state raccolte tutte le sue creazioni, a partire dal suo esordio nel 1985. Rinunciando al suo status di designer indipendente, l’anno successivo, ha però attirato diverse critiche; infatti, a partire dal 2018 si è alleato con la società spagnola Puig, ma comunque mantenendo il suo ruolo di direttore creativo.

La sua ultima collezione, la Primavera Estate 2021, è stata presentata alla Parigi Fashion Week di ottobre attraverso un evento digitale: dopo 34 anni di carriera, Dries Van Noten si è affacciato al mondo dei contenuti promozionali online.

Ancora una volta ha dimostrato come, dopo decenni di produzione, le sue creazioni siano sempre al passo con i tempi: ogni capo è unisex, adatto ad ogni corpo e ad ogni personalità. Il suo brand ad oggi è uno dei più apprezzati e sostenuti dalla critica: ogni pezzo creato da Dries Van Noten rispecchia la sua cifra stilistica, contraddistinta da un’estetica colorata e da un attento studio dei materiali.

 

 


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