Nel 2015 l’UE ha affermato che l’economia circolare e il cosiddetto eco design sarebbero stati gli impulsi necessari alla competitività, contribuendo a creare nuovi modi di produzione e di consumo, sempre più innovativi ed efficienti. Le prospettive di sviluppo prevedevano l’attuazione di normative e investimenti adeguati entro il 2020.  Un simile impegno era finalizzato alla generazione nuovi posti di lavoro e opportunità di integrazione e coesione sociale, uniti al risparmio energetico e alla riduzione di danni all’ecosistema. E così l’Europa sembrerebbe essere stata una guida nella transizione ambientale globale.

Le prospettive si sono avverate?

Ad oggi la spinta verde europea è sostenuta dal New Green Deal e dal Circular Economy Action Plan. Entrambi pongono gli attori economici, quali imprese e consumatori, come fulcro di questo processo. E tra i recenti impegni assunti dall’Unione per il raggiungimento della carbon neutrality entro il 2050 vi è la diffusione dell’eco-progettazione dei materiali.

Eco-design: ripensare i prodotti

Solitamente, chi parla di Economia Circolare parla di riciclo, ma questa è solo una delle sue forme. La circolarità si modella nella riduzione delle risorse: minimizzare gli input (apporto energetico e materie prime) per la realizzazione di un prodotto finale di valore. Ma è anche eco-design, una ri-progettazione dei prodotti con un approccio innovativo e sostenibile. Per eco-design si intende l’elaborazione di un design appropriato, finalizzato a ridurre al minimo lo spreco e la produzione di rifiuti. Il design assume così un ruolo fondamentale nella realizzazione del prodotto, ripensato al fine di ridurre gli sprechi. La circolarità assume la forma della durevolezza: un invito al risparmio, alla riduzione di consumi e dell’impatto ambientale. Il potenziale circolare del prodotto si fonda sul ripensamento dell’utilizzo dello stesso. Partendo da una progettazione che favorisca l’uso di risorse sostenibili e la fabbricazione di prodotti smontabili e riciclabili.

A circular economy favours activities that preserve value in the form of energy, labour, and materials. This means designing for durability, reuse, remanufacturing, and recycling to keep products, components, and materials circulating in the economy.

(Ellen MacArthur Foundation)

Il “potenziale circolare” del prodotto sta nel ripensarlo fino alla tradizionale “ultima fase”, momento in cui diventa un rifiuto. Come è possibile farlo? A riguardo si delineano tre diverse prospettive.

La prima è la “disassembly and repair”, ovvero concepire la possibilità di riparare il prodotto, consentendo al cliente di rinnovare gli oggetti che usa e all’offerta di ridurre le emissioni della produzione. Una seconda è la “disassembly and refurbish”, ossia rimettere a nuovo il prodotto per altri clienti, rendendolo accessibile ad una fascia di consumatori più bassa: impatto sostenibile assicurato. Infine,  la “disassembly and recycle” prevede il recupero delle parti per un loro reimpiego nella realizzazione di altri prodotti.

La moda poco green

Eco design

Tra i settori più soffocati dall’esigenza delle masse vi è quello tessile. Dopo cibo, alloggi e trasporti, la produzione di tessuti è la quarta categoria produttiva highest-pressure per l’uso di materie prime e la quinta per le emissioni di gas serra. Un rapporto dell’Ellen MacArthur Foundation stima che meno dell’1% di tutti i tessuti nel mondo venga riciclato in nuovi prodotti. L’Unione Europea impone così un quadro normativo a sostegno del riclo: sviluppo di misure di progettazione eco-compatibile per garantire che i prodotti tessili siano idonei alla circolarità, promuovendo l’eco-design.

Buone pratiche: da Copenaghen alla blu e gialla IKEA

Tra le più recenti e interessanti buone pratiche troviamo sicuramente Classics di Bang & Olufsen, azienda danese specializzata nella produzione di apparecchi audio hi-fi e televisori. Classics è un giradischi a controllo elettronico dotato di un braccio tangenziale elettronico del pick-up, presentato alla fiera del Design di Copenaghen. E’ il progetto pilota dell’azienda per l’esplorazione di una produzione sostenibile: il Design for Longevity. Sono l’unione dei prodotti originali con le nuove tecnologie: un accurato rinnovamento finalizzato a preservare il valore di un prodotto storico. Mentre in Danimarca i giradischi vengono messi a nuovo, il colosso svedese IKEA mette a punto la sua campagna #GreenFriday.  In occasione del Black Friday, il venerdì noto per essere il folle periodo dei Saldi in America, l’azienda invita i clienti a rivendere i mobili del marchio usati per dare loro una seconda vita.

Di certo di modelli da prendere in considerazione ce ne sono, ma la strada per la completa transizione è ancora lunga. I rifiuti sono tanti, lo spreco è eccessivo. Sarebbe l’ora di smettere di accumulare e l’ora di dare più valore a ciò che si ha.

Eco design


FONTI

EEA Briefing report Nov 2019.

ellenmacarthurfoundation

Ellen McArthur Foundation (2017), A new Textiles Economy

Europa

Sole24 Ore

CREDITS

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