Inutile cantare la felicità quando non domina la nostra vita. Banale metterla al centro di un progetto artistico se nella mente balenano altri pensieri ed emozioni. Meglio essere onesti e raccontare ciò che affolla quotidianamente la psiche, anche se si tratta di sentimenti forti e di una realtà tragica. Questi sono gli ingredienti principali di Venti, il primo EP dei Garda 1990. Uscito già una data dai richiami eloquenti, l’11 settembre 2020, Venti è un progetto che segna un percorso inedito per la band: un inizio intriso di richiami al passato.

Chi sono i Garda 1990

Benché Venti sia il primo EP, la storia dei Garda 1990 comincia diversi anni fa, per l’esattezza nel 2017. Se oggi si parla di gruppo, in quell’anno si faceva invece riferimento a un esperimento solista nato dalla mente e dalla passione di Davide Traina. Nel suo piccolo studio di architetto in via Marsala a Bologna ha preso forma un’originale combinazione tra l’urgenza espressiva tipica dei cantautori degli anni Novanta, richiami alla musica emo ed elementi lo-fi. La ricerca stilistica partita da questo insolito mix porta Davide a partecipare alla compilation in cassetta Nothing I Can’t Handel By Running Away. Il titolo del brano con cui contribuisce è Town 59. Nella traccia si sente lo stadio ancora acerbo, ma compaiono molti elementi che entreranno a far parte costantemente di Garda 1990.

Nel marzo 2019 esce il primo lavoro da solista, Downtown. Pubblicato per alcune delle etichette indipendenti più conosciute, come Oh! Dear Records, Davide Traina inizia la sua carriera nel mercato discografico con otto canzoni. Tutte quante sono in inglese e si percepisce l’influenza delle tre fonti d’ispirazione di Garda 1990: Power Of Falling dei Mineral, i Modern Baseball e gli American Football. Durante l’estate di quell’anno avviene un grosso cambiamento. Infatti, entrano nel progetto Lorenzo Atti e Albrecht Kaufmann, rispettivamente al basso e alla batteria. Con la nuova formazione, i Garda 1990 continuano la ricerca musicale che li porterà al primo lavoro come band, Venti.

L’EP di debutto come band: Venti

Oltre all’aggiunta di due nuovi componenti, c’è un’altra importante trasformazione in questo album d’esordio. Si tratta del passaggio dalla lingua inglese a quella italiana. Molti dei temi presenti in Downtown tornano prepotenti in Venti, dove si assiste anche a un upgrade a livello di sound. Le atmosfere lo-fi lasciano il posto a un suono emocore, con contaminazioni indie rock e shoegaze.

Il titolo dell’EP non fa assolutamente riferimento all’anno di pubblicazione o a qualche congettura algebrica. I venti sono quelli che soffiano per scombinare le carte in tavola e rappresentano ciò che ci spinge al cambiamento. Questa evoluzione non è da rintracciare solo nella lingua o nelle sonorità del disco, ma anche nei testi delle canzoni dov’è protagonista. I Garda 1990 raccontano di una voglia comune a tutti, quella di costruire qualcosa di nuovo. Insieme a essa, l’ascoltatore s’imbatte in una quotidianità tragica e vera, con le sue delusioni e il costante senso di solitudine.

La tracklist di VentiGarda 1990

 L’EP si apre con Essere, uscito anche come primo singolo. Le chitarre iniziali e la voce prima lontana poi distorta in urla growl evidenziano subito le reminiscenze 90s. Il tema, invece, è più attuale che mai. I Garda 1990 parlano di quanto sia difficile relazionarsi con gli altri perché «le parole mi spezzano il viso, le mando via come una tossina».

“Essere” non è la cura, ma una dura terapia d’urto nell’affrontare la gestione dei rapporti umani. Mettendosi in gioco, affrontando se stessi e i cambiamenti complicati che avvengono inesorabili quando qualcuno cala la maschera o decide di allontanarsi in modo violento, o che avvengono solo nel nostro io.

 In Bordo i ricordi del passato creano inquietudine e tormento. Li si vorrebbe tenere chiusi in un cassetto che, se si potesse, non verrebbe mai più riaperto. Lo stesso avviene in Martello, dove le sonorità sono inizialmente più malinconiche per poi esplodere e alternarsi a un crescendo di chitarre e growl.

Difetti è il secondo singolo di Venti. I Garda 1990 scelgono qui una tematica sempre più attuale, quella del non avere paura di mostrarsi per come si è, con le proprie fragilità. In un mondo che ci vuole costantemente connessi, accade molto spesso di sentirsi soli e smarriti.

“Difetti” parla di essere semplicemente se stessi, basta ipocrisie, basta filtri sui propri sentimenti che ci rendono solo più vulnerabili. Sentirsi soli è la consapevolezza di quello che siamo diventati, che si ripropone in copia nella società d’oggi.

Infine, Infra continua sulla scia della verità e della negazione delle apparenze. Durante le difficoltà s’indossa una maschera per camuffare la tristezza, ma sotto di essa si fa persino fatica a respirare. Si vive con il rischio di esplodere da un momento all’altro, quando non si sarà più capaci di fingere.

Sorridiamo amaramente ai momenti più bui della nostra vita, lottiamo psicologicamente col prossimo che tenta di minare la tua stabilità mentale precaria dicendogli tutta la verità in faccia.

FONTI

Materiale gentilmente offerto da Costello’s

CREDITS

Copertina e immagine gentilmente offerte da Costello’s