E se imparassimo a vedere la noia come un’opportunità?

Si chiama Gabriele Salvatori, in arte Morè.

Una personalità particolare, sensibile, estroversa ed estremamente schietta. Alla mia domanda (assolutamente lecita!) “Gabriele, ma perché in arte Morè?!”, lui sorride, e mi risponde “è una storia  lunga, diciamo che è un tributo ai miei amici, che mi supportano e mi sopportano da sempre”.

Odio la noia è il suo primo singolo. Una canzone che, come ci racconta Morè, è stata scritta durante la quarantena, quel periodo che abbiamo vissuto tutti. Quel periodo in cui i nostri migliori amici erano il divano, Netflix e sì, anche un po’ di noia.

Morè ci racconta, molto sinceramente:

Quando ho scritto questo pezzo mi stavo annoiando. Ero sul letto a guardare il soffitto. La canzone parla di quando faccio le cose ma solo perché mi annoio.

Molto spesso è la noia a guidare le nostre azioni. La riflessione di Gabriele è in realtà particolarmente interessante: la noia ci spinge a fare cose che, in una situazione normale, non saremmo mai spinti a fare. Continua infatti:

In realtà, io vedo la noia come una necessità: annoiandoti scopri te stesso, perché sei costretto a fare altre cose perché ti facciano superare quella noia. Nella canzone dico che odio la noia, ma soprattutto che odio me perché, sto sdraiato per ore a guardare il soffitto senza usare il mio tempo, quando potrei fare altro.

L’invito di Morè è molto bello: cogliere la noia come un’opportunità. Come se fosse l’ostacolo da superare per capire cosa davvero ci piace fare. Cosa mi spinge ad alzarmi dal letto?

La noia ci fa crescere, ci fa scoprire noi stessi, ci mette davanti ad un bivio: voglio essere produttivo o voglio restare qui sul letto tutto il giorno?

Morè

Il videoclip di Odio la noia racconta situazioni quotidiane in cui il protagonista tocca con mano la noia, la voglia di fare niente, l’incapacità di superare quella noia. Il calcio no, l’amore no, le cose difficili no. Ognuno trova il proprio modo di superare la noia. Ma soprattutto: ognuno, prima o poi e inevitabilmente, in qualche momento della vita, si annoia. Succede a tutti, a volte nei momenti più improbabili. Il come siamo in grado di andare oltre la noia… beh, quello dipende solo da noi!

Odio la noia a morte, canta Morè, ma in realtà questa canzone è un tributo alla noia: grazie noia, grazie per aiutarmi a capire meglio cosa posso fare!

Gabriele è un ragazzo giovanissimo e pieno di ambizioni. Abbiamo voluto chiedergli cosa significhi per un ragazzo così giovane pubblicare una canzone. Soprattutto perché pubblicare qualcosa significa esporsi, e questo fa sempre un po’ paura e spesso limita la gente.

“Gabriele, sei giovane e ti sei buttato in un’avventura coraggiosa: pubblicare una canzone, e questo comporta possibili critiche. Sappiamo che hai ricevuto tanti complimenti, ma quello che fa davvero paura sono le critiche. Cosa diresti ai ragazzi che ci leggono e che fanno fatica a realizzare i propri sogni perché hanno paura delle critiche?”

Rispondo: ascolta Odio la noia, perché non fare niente non porta da nessuna parte!

 


FONTI

Intervista

CREDITS
Tutte le immagini sono state fornite da Morè