Tutti conosciamo bene Marco Masini. Chi non ha mai cantato Vaffanculo o Bella Stronza? È uno di quei cantautori che non puoi ascoltare se si è da poco diventati nuovamente single e se l’ex è ancora in circolazione. Marco Masini è sincero, sensibile e ti arriva dritto perché racconta la vita nella sua complessità, tra i dolori e le difficoltà che tendono ad abbatterci. Lui che non si è abbattuto nonostante le salite e le discese della sua carriera, scrivendo dei brani che rimarranno nella storia e vendendo milioni di copie. Sul palco dell’Ariston, nel 2017, cantava:

E adesso vorrei sapere

Come sarebbe il mondo

Se tutto quanto fosse

Spostato di un secondo.

Quest’anno il cantautore ha festeggiato i 30 anni di una carriera iniziata con la vittoria nella sezione Nuove proposte del Festival di Sanremo nel 1990 con Disperato, tornando in gara proprio lì, dove tutto è iniziato, sul palco dell’Ariston. Per Marco quella di febbraio è stata la nona partecipazione, con il brano Il confronto.

Per Masini era poi previsto un tour teatrale, il 30th Anniversary Tour, prima del lockdown, per festeggiare i suoi trent’anni di carriera. L’intero tour nei teatri è stato riprogrammato per la primavera 2021 a causa dell’emergenza sanitaria. I festeggiamenti sarebbero culminati questa estate, all’Arena di Verona con un concerto/evento, che si terrà, invece, il 30 settembre 2021 (recupero del 20 settembre 2020). Quest’estate, però, Marco si esibirà piano e voce: il 16 agosto a Zafferana Etnea (Catania), il 22 a Forte dei Marmi (Lucca), il 29 a Udine e l’1 settembre alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Abbiamo incontrato in esclusiva Marco Masini in occasione del suo raduno con il Fan Club, il 14 dicembre 2019 presso l’Hotel Mediterraneo di Firenze e abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui.

L’intervista

Sei soddisfatto dei tuoi trentanni di carriera? Se potessi dare un consiglio al Marco degli esordi, cosa diresti?

Sono abbastanza soddisfatto. Un percorso fatto di soddisfazioni e di difficoltà, come credo che siano i percorsi di tutti. Consiglierei esattamente di non esaltarsi mai nei momenti di grande successo e di non abbattersi nei momenti di grandi difficoltà, perché poi tanto alla fine, vanno vissuti tutti con lo stesso entusiasmo e con la stessa passione.

Come componi un brano? Da dove prendi ispirazione? Ci sono canzoni nate inaspettatamente di getto?

Ma di solito no, ci si ispira sempre dalla vita, da quello che si è visto, da quello che si è visto intorno, dal momento che stiamo attraversando. Alcune canzoni nascono prima dalla melodia, altre prima da un’idea di testo e si sviluppano sempre con molto sacrificio, almeno per quanto mi riguarda. Difficilmente scrivo di getto o se scrivo di getto poi lo ricorreggo e durante un periodo di analisi tecnica, la canzone stessa può subire dei cambiamenti e delle differenze.

Quali sono gli artisti che trovi più interessanti nel panorama musicale contemporaneo? C’è qualche giovane in cui ti rivedi?

Ultimo mi piace molto perché fa pop, scrive bene e canta bene. Mi piace il suo modo di esporre e di essere comunque passionale nell’esposizione e nell’espressione, nella sua espressione che poi è abbastanza simile a quella che avevo io negli anni Novanta e quindi sì, mi piace molto. Considero il genere musicale che sta arrivando adesso, sia da un punto di vista musicale che da un punto di vista letterario, interessante.

Mi piacciono Calcutta, Tommaso Paradiso, considerando poi i grandi. Credo che Jovanotti comunque sia tra i più grandi e colui che mi emoziona di più quando scrive. Trovo anche che ci sia un panorama di cantanti molto bravi, da Giuliano Sangiorgi fino a Francesco dei Modà, Giusy Ferreri. Bianca Atzei anche canta veramente bene e mi ha emozionato e impressionato ogni volta che l’ho sentita. Credo che sia nel pop che nel mondo magari più indie, piuttosto che nel mondo più cantautorale di nicchia, ci siano dei talenti che verranno sicuramente fuori.

A quale delle tue canzoni ti senti più affezionato e perché?

In realtà a tutte. Caro babbo è una canzone che è nata prima delle altre quindi credo che sia quella che più mi lega ai miei affetti familiari e quindi quella più intima. Forse anche da un punto di vista affettivo può essere in cima alla lista, però poi il resto sono canzoni che valgono tutte alla stessa maniera.

C’è una tua canzone o di un tuo collega che secondo te descrive perfettamente lamore? E lamore per te cos’è?

Per me Ancora di De Crescenzo è ancora oggi la canzone più passionale in questo senso perché descrive completamente e perfettamente l’amore inteso come passione o addirittura quasi odio, perché quando si ama una persona se non la si ha, la si odia e quindi credo che l’amore all’eccesso sia proprio questo. Credo che Bella Stronza sia stata la canzone d’amore più vera che io abbia scritto. Quando si arriva all’odio, quando si arriva a tanta rabbia vuol dire che si ama da impazzire e credo che sia questa la forma più bella per condividere la propria vita con una donna. Quando si ama da impazzire, non esiste niente altro e quando l’amore non è così, non è reale. Devi essere pronto a rischiare, pronto a perdere e non puoi tirarti indietro altrimenti non vivi la vera forza dell’amore.

 

Ringraziamo nuovamente Marco Masini per averci concesso qualche minuto del suo prezioso tempo rispondendo alle nostre domande. Inoltre, un grazie speciale a tutto lo staff del Marco Masini Fan Club, in particolar modo il Presidente Edoardo Cavallo per l’opportunità dataci.

FONTI

Materiale gentilmente fornito da Marco Masini Official Fan Club