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“Quando sei felice scrivi canzoni più brutte”: intervista a Hola la Poyana

Si intitola Being the odd one out il nuovo singolo di Hola la Poyana, pseudonimo di Raffaele Badas, pubblicato lo scorso 7 luglio 2020 e prodotto da Simone Sedda e dallo stesso Badas. Hola la Poyona è infatti il progetto solista del poliedrico artista cagliaritano, che è sia chitarrista, bassista e cantante.

Una piccola presentazione

Il suo debutto è targato 2012, con l’uscita di un EP autoprodotto, Lazy music for dry skins. Il disco sarà seguito nel 2014 dal singolo A tiny collection of songs about problems relating to the opposite sex. Da quel momento, Raffaele si occupa anche della promozione di eventi live e di booking con Egg Concerti. Decide quindi di mettere da parte il suo progetto solista per dedicarsi soprattutto all’attività di promoter.

Il 2018 segna l’inizio di un nuovo progetto, di un disco girato tra le più svariate location sarde. Ciò segna una svolta per Hola la Poyana, che lo porterà ad aprirsi alla coralità.

La svolta di Being the odd one out

Being the odd one out è per Raffaele “la prima vera esperienza pop di Hola la Poyana”.

Il testo parla delle gioie e dei dolori dell’essere strano, originale, eccentrico, è un testo ironico e non particolarmente autobiografico, che parte quasi in chiave comica per poi sfociare in una coda malinconica, la presa di coscienza che l’essere diversi dagli altri porta anche al dover vivere in solitudine, l’altra faccia della medaglia.

Noi de «Lo Sbuffo» abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui, facendoci raccontare qualcosa in più sul suo percorso fin qui intrapreso. Ecco cosa ci ha raccontato.

L’intervista

Ciao Raffaele, ti va di presentare il tuo progetto?

“Hola la Poyana” è il mio progetto musicale personale, un contenitore in cui riverso alcune delle mie influenze. È un progetto attivo da anni con il quale ho fatto tantissime date ma che era, diciamo, “spento” da diverso tempo, ora l’ho riacceso.

Come mai il nome “Hola la Poyana”?

Il nome è legato a uno pseudonimo (uno dei tanti) che usavo da ragazzino per firmare delle cartoline nonsense che poi mandavo ai miei amici, si chiamava Chico Poyana.

Da dov’è nata la tua passione per la musica?

Vengo da una famiglia molto musicale, si suona e si ascolta un sacco di musica tutt’ora, credo che tutto sia nato da lì, ma non ho grandi certezze a riguardo. Magari la passione è semplicemente una cosa innata, personalmente mi sento molto fortunato ad averla scoperta.

hola la PoyanaÈ da poco uscito il tuo nuovo singolo Being the odd one out, raccontaci di cosa parla.

Being the odd one out parla delle gioie e dolori di chi si comporta e vive in maniera originale o, se vuoi, stramba; tra il godersi la libertà e il subire la solitudine del “diverso”.

Parlaci del videoclip del brano. È ispirato a Il mondo di Pingu?

No, detto sinceramente non sapevo neanche bene cosa fosse (Pingu). Però i pinguini effettivamente gli somigliano. Il video è stato creato, è proprio il caso di dirlo, dallo studio Frame by Frame di Venezia ed è un piccola favola di stampo ambientalista, in cui una nave da crociera distrugge un’isola dal clima artico per scopi puramente turistici.

 

Sei ancora un convinto sostenitore della tesi che solo una crisi sentimentale possa portare nuova linfa alla musica?

Più che sostenitore, direi che ne sono vittima. Ho cercato di sfuggire a questa legge in tutti i modi, ma la verità è che quando sei felice scrivi canzoni più brutte, credo sia una questione universale, lo dimostra anche la qualità infima di certa musica allegra e positiva proveniente dalla nostra penisola.

Come gestisci la tua attività di promoter?

Vado a fasi alterne, al momento sono completamente fermo sia per i motivi che tutti conosciamo sia perché non ho troppa voglia di lavorare in quel campo mentre sono impegnato come musicista, ma diciamo che è sempre stata una cosa che ho fatto per piacere personale.

Quale dei due “mondi” preferisci?

Difficile a dirsi, istintivamente ti direi l’artista (nel mio caso direi più umilmente il musicista), ma devo dire che negli anni ho scoperto che anche il “promoteraggio” ti può dare grandi emozioni e soddisfazioni, se penso a dei bei momenti legati alla musica, le due attività si intrecciano del tutto. Più che altro vedo le due cose come diverse sfaccettature di una stessa passione.

Con quale artista ti piacerebbe collaborare?

Con un sacco di gente! Talmente tanta che non riesco a scegliere, su due piedi mi viene in mente che da anni vorrei collaborare con i grande liutista cretese Giorgios Xylouris (Xylouris-White), gliel’ho pure chiesto, non escludo possa succedere.

Cosa ci puoi anticipare sull’EP A Long Cold Summer che uscirà alla fine del 2020?

Sarà un EP variegato, se dovessi usare una metafora culinaria, lo definirei un piatto mari e monti, con sapori distanti ma che in qualche modo stanno bene tra loro, un po’ come un panino con tonno e prosciutto! (scherzo, tonno e prosciutto NO).

E, noi de «Lo Sbuffo», ci auguriamo che sia altrettanto promettente.

FONTI

Materiale gentilmente fornito da Costello’s

CREDITS

Copertina e immagini gentilmente fornite da Costello’s

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