Irlandese, classe 1991. Celebrata dalla critica e dai lettori per il suo primo romanzo Parlarne tra Amici, Sally Rooney torna a esprimere la voce dei millennials con il suo nuovo scritto Persone Normali edito da Einaudi nella collana Supercoralli.
Un successo di recensioni e di pubblico, tanto che la poetica copertina illustrata in Italia da Mario Sughi ha affollato siti e feed di Instagram anche prima dell’uscita ufficiale del libro. Un apprezzamento così chiacchierato e omogeneo che, anche a seguito della candidatura della Rooney per il Man Booker Prize, ha destato molta curiosità su quest’opera. Non è un caso che la stampa britannica lo consideri ormai quasi un classico della letteratura inglese e che ci sia la possibilità di vedere il tutto trasposto in una serie TV.

La narrazione segue le vicende dei due protagonisti, Marianne e Connell, studenti iscritti all’ultimo anno di una scuola superiore di Sligo, un paesino del’Irlanda del Nord. Il loro tratteggio prende vita pagina dopo pagina, attraverso gli eventi vissuti dai due ragazzi. La prosa, infatti, è molto semplice e scorrevole, più concentrata su dialoghi che su descrizioni attente e minuziose. La struttura, invece, appare curiosa e peculiare: i capitoli sono sempre aperti da una data, che definisce in modo molto preciso il momento personale delle vite dei due ragazzi. Non mancano però delle ellissi e dei salti temporali ampi, perfetti per srotolare tutta la storia dal 2013 al 2015.

Connell è il figlio di una madre single, la domestica della casa di Marianne. Un ragazzo popolare, apprezzato dai compagni, classico giocatore di football stereotipato. D’altro canto, lei rappresenta, in un ossimoro quasi altrettanto stereotipico, l’outsider della scuola. Incapace di relazionarsi al prossimo e costruire delle relazioni sociali, disdegna la popolarità e si ripara in una misantropia che la fa apparire silenziosa e strana agli occhi dei suoi compagni. I due sembrano agli antipodi anche per la loro condizione economica

Potremmo immaginare il classico canovaccio americano, per cui la ragazza impopolare si innamora del perfetto giocatore di football. Eppure no.
Tra i due c’è un’affinità fisica, culturale e psicologica inedita. Ma come possono immergersi in una classica storia d’amore due persone tanto diverse nella gerarchia sociale? Non possono. O almeno non ci riescono, se non attraverso una relazione clandestina, consumata soprattutto nel buio letto di una camera adolescenziale. Nascosti al giudizio degli altri e alla paura (soprattutto di Connell) delle critiche dei propri compagni di classe. Ma nascosti soprattutto alle proprie diverse inadeguatezze; Marianne scappa da quell’ambiente di emarginazione e di bullismo che vive quotidianamente – e che Connell non riesce inizialmente a criticare – mentre il suo amato prova a sfuggire dalle grinfie del ceto sociale a cui sua madre l’ha destinato.

Non lo dico per dire, ti amo davvero. A lei tornano a riempirsi gli occhi di lacrime e li chiude. Questo momento le sembrerà di un’intensità insopportabile anche nei ricordi, ma ne è già consapevole fin da ora, mentre sta accadendo. Non si è mai considerata degna di essere amata da qualcuno. Adesso però ha una nuova vita, di cui questo è il primo istante, e anche dopo tanti anni penserà ancora: Sì, proprio così, quello è stato l’inizio della mia vita.

In un crescendo di esperienze e di età anagrafica, i due sembrano una sorta di doppia elica, capaci di cambiare il loro potere rispetto all’altro in modo ambivalente. Non a caso, i loro tormenti e la loro inquietudine porteranno i due studenti ad allontanarsi e ritrovarsi all’università in una dinamica rovesciata. Marianne è infatti diventata una leader del Trinity College, mentre Connell si sente un provinciale, costretto a scontrarsi con un clima ostile che gli ricorderà il senso di emarginazione provato dalla sua vecchia amante. Lei proverà l’amore in altre forme, lui scoprirà quanto il dolore possa essere totalizzante.

Perché Sally Rooney ha conquistato tutti raccontandoci le storie di Connell e Marianne? In fondo, tra le paure e le insoddisfazioni dei due studenti possiamo ritrovarci tutti noi millennials. La Rooney non ha infatti né il timore, né la vergogna di raccontare l’altra faccia buia e spaventata della nostra generazione. Non importa se rivelare quanto temiamo i giudizi dei nostri coetanei o soffriamo di depressione e nevrosi sia socialmente impopolare; la generazione dei social, del dover postare per ottenere consenso, delle paranoie e dell’autosabotaggio, della nostalgia per tempi che non vivremo mai in realtà, è proprio quella che emerge da queste pagine.
Siamo stati tutti il Connell provinciale che non riesce ad armonizzare la sua vita a quella della città che abbiamo scelto per l’università da fuorisede. Siamo stati tutti, almeno una volta nella nostra crescita, stanchi di combattere e trascinati a riva dalla marea della vita e dalle scelte esterne. La normalità dei giovani del decennio entrante è proprio quella che nascondiamo nella vergogna delle nostre ansie e nella paura del futuro. Per questo Persone Normali non è soltanto un romanzo di educazione sentimentale per il 2020, ma soprattutto la cartina di tornasole di una normalità oscura ma condivisa.


FONTI

Sally Rooney, Persone Normali, Einaudi, 2019