L’IRONICO DIZIONARIO DEI LUOGHI COMUNI DI GUSTAVE FLAUBERT

Gustave Flaubert è arcinoto per il suo romanzo Madame Bovary, esempio del naturalismo francese e straordinaria storia di una donna che ha causato scalpore alla fine dell’Ottocento tanto da accusare il suo autore di immoralità. Nonostante le tematiche progressiste e di rottura di questo romanzo, lo stile risulta oggigiorno un po’ passé e mai ci si aspetterebbe da Falubert un approccio ironico, sarcastico e simpatico. Invece, sono proprio queste le caratteristiche del Dizionario dei Luoghi Comuni scritto da Flaubert a partire dal 1850 e pubblicato postumo nel 1913. Si tratta di un libro che contiene una serie di aforismi sotto forma di dizionario, in cui ogni voce non presenta una spiegazione semantica del termine ma una spiegazione umoristica che spesso si fa gioco della società francese del tempo mettendone in luce i cliché.

Gli aforismi sotto forma di definizione sono spesso costruiti con forme verbali all’infinito con valore imperativo che dona al dizionario un allure di parodia dei manuali di buona condotta utilizzati dell’alta società. Le parole inserite in questo breve dizionario, scritto anche con l’aiuto di Laporte, un amico dello scrittore, ricoprono i temi più disparati: dalla politica alla salute, dall’alimentazione alla letteratura.

Gustave Flaubert, L’ironico dizionario dei luoghi comuni, Adelphi

Nonostante questo libricino sia stato concepito più di un secolo fa, risulta molto ironico e divertente ai lettori di oggi e ci sono delle voci che risultano molto attuali, anche a livello di contenuto, come quella sull’America, soprattutto nella chiusa:

AMERICA: Bell’esempio di ingiustizia: Colombo la scoprì e adesso porta il nome di Amerigo Vespucci. Fare un discorsetto sul self – government. Senza la scoperta dell’America non avremmo né la sifilide né la filossera. Ciò nondimeno esaltarla, soprattutto se non ci si è mai stati.

O ancora, la voce dedicata ai finanzieri:

AGENTI DI BORSA: Tutti ladri.

L’edizione di questo piccolo dizionario è seguita da alcune pagine intitolate Album della Marchesa e Catalogo delle idee chic, appendici che reggono assolutamente il tono ironico del volume.

Questo libro di Flaubert, come tutte le raccolte di aforismi, dovrebbe accompagnare le nostre vite e soggiornare sui nostri comodini insieme a volumi come gli Aforismi di Oscar Wilde o i Pensieri di Blaise Pascal, così che prima di addormentarci questi grandi pensatori possano regalarci qualche riflessione o, nel caso di Flaubert, strapparci una risata.


FONTI
Gustave Flaubert, Dizionario dei luoghi comuni, Milano, Adelphi.

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