Recinto Modernista di Sant Pau: un ospedale patriomonio dell’Unesco

Non c’è visitatore  che, parlando di Barcellona, non abbia mai sentito nominare la Pedrera, la Casa Batllò, la Sagrada Familia e il Parc Güell. E chi non conosce il Museo Picasso, la Fundaciò Joan Mirò, ma anche il Tibidabo con il luna park e il Montjuïc e lo spettacolo delle fontane? Naturalmente le guide turistiche sono ricche di descrizioni di questi luoghi che rendono la città magica. Ma Barcellona non è solo questo e conserva tesori sconosciuti ai più. Un esempio che vale per tutti è l’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau. Dichiarato nel 1997 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e non più utilizzato con la sua funzione principale, è uno dei monumenti più incredibili del modernismo catalano. Fu progettato dall’architetto spagnolo Lluís Domènech i Montaner, conosciuto nella città di Barcellona anche per la costruzione del Palazzo della Musica Catalana, e portato a termine da suo figlio Pere Domènech i Roura.

Costruito tra il 1902 e il 1930, nello stesso luogo dove dal 1401 sorgeva il centro assistenziale per appestati prima e malati dopo, fu sede dell’ospedale dal 1916 al 2009, quando i pazienti e i reparti medici furono trasferiti nella nuova struttura e il complesso fu ristrutturato. Dei dodici padiglioni solo otto sono al momento visitabili; alcuni sono adibiti a spazi per la divulgazione della storia e dell’architettura e al Centro della conoscenza e della ricerca, come per esempio avviene per il Padiglione di Sant Salvador. Qui una struttura a forma di drago, figura simbolica nell’arte modernista, ospita installazioni multimediali sull’architettura, la cultura e l’ideologia di Domènech i Montaner, uomo politico oltre che architetto. A collegare i diversi padiglioni, esternamente, un grande giardino che aveva, anch’esso, funzione ospedaliera grazie al ricambio d’aria e alla giusta umidità favoriti dalla studiata configurazione degli spazi. Internamente, invece, tunnel sotterranei mettevano in comunicazione  le diverse strutture, metodo particolarmente innovativo per l’epoca. Tra i padiglioni visitabili, sia il blocco operatorio, costituito da un’enorme sala a vetri che corrispondeva alla sala operatoria, sia il Padiglione di Sant Rafael, all’interno del quale risiedevano i degenti, separati in diverse stanze a seconda della loro condizione di salute. Ultimo edificio presente nel giardino è il convento, abitato dalle suore delle Germanes Hospitalàres, che vivevano tra la cucina e la farmacia. Rilevante e imponente è il Padiglione dell’Amministrazione, facciata principale dell’intero gruppo di edifici e struttura più grande e ricca di elementi ornamentali: dalla grande scalinata di marmo, ai soffitti istoriati e ricchi di mosaici, dalle grandi finestre (che incorniciano la suggestiva Sagrada Familia e l’intero complesso ospedaliero), alle luminose e colorate vetrate. Elemento fondamentale del vecchio ospedale è il colore: esternamente la struttura in mattoni è vivacizzata dall’uso di ceramiche colorate che ne decorano i tetti e le cupole orientaleggianti, stesse ceramiche utilizzate per gli interni e qui affiancate da mosaici. La luce e le decorazioni erano, secondo l’architetto, una giusta medicina per curare gli animi degli infermi. Sui padiglioni, inoltre, campeggiano statue e gargoyles dalle chiare connotazioni simboliche riferibili al bene e al male, alla salute e alla malattia.

Una perla, dunque, da non perdere tra le tante meraviglie della fantastica Barcellona, rimasta sino ad oggi inspiegabilmente nascosta ai consueti percorsi turistici, nonostante l’importanza artistica e architettonica e la prossimità alla Sagrada Familia.

 

Fonti:  https://www.viaggibarcellona.it/cosa-vedere-barcellona/recinto-modernista-dellospedale-della-santa-creu-sant-pau/ ; brochure informativa.

Foto: copertina

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