Attentato alla bellezza

All’interno del sistema socio-economico di stampo consumistico, l’arte che spazio trova?

Facciamo un passo indietro.

Per consumismo si intende l’acquisto indiscriminato di beni di consumo da parte della massa che, influenzata dalla tecnica pubblicitaria, riesce a rendere effettivi dei bisogni in realtà fittizi.

Ma come il consumismo si innesta nelle dinamiche dell’arte, non essendo essa propriamente un bene di consumo?

La risposta è complessa. Il nostro approccio consumistico all’arte non si esprime tanto nella frenetica volontà di possederla,  quanto piuttosto nel modo in cui vogliamo goderne.

Entrando al Louvre, dove troviamo il più nutrito manipolo di turisti? Davanti alla Gioconda, che domande.

E in Vaticano? Direi che l’attesa per la Sistina annulla ogni altro capolavoro presente.

Se andassimo al MoMa di New York? Servirebbe tanta pazienza prima di poter scorgere la Notte Stellata di Van Gogh.

Esse vengono riconosciute come capolavori solo perché la massa, la società, questo mondo mono-cerebrale dei consumi così ha voluto.

Ha scelto che determinate opere superassero per importanza molte altre, alcune delle quali di livello almeno pari se non superiore.

In tutto questo un’altra dinamica subentra. L’eleggere a capolavoro emblema della storia dell’arte una certa opera la svuota del suo valore, annulla il suo significato.

Non è più quell’opera con tutto ciò che essa racchiude, ma un nome, un titolo.

Quanti davvero guardano la Monna Lisa e quanti vi si recano al cospetto solo per averne una insignificante stupida foto?

Esattamente tanti quanti mangiano un panino da McDonald’s avendo a due passi un fornaio che sforna focaccia fresca ogni santa mattina.

Siamo tutti capaci di dire che il Concetto Spaziale di Fontana sia un’opera d’arte, ma pochi di noi sono in grado di cogliere dell’arte nell’altare della chiesa del nostro paese.

Questo per un semplice motivo. Stiamo diventando una società insensibile, incapace di cogliere il bello nelle sue infinite sfumature.

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fonti: studio da parte dell’autore

foto: www.pinterest.com

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