“Tu quoque, Brute, fili mi!”: un Cesaricidio

Il 15 marzo del 44 a.C., a Roma avveniva uno tra i più famosi assassinii nella storia. Colpito con ventitré coltellate, moriva Giulio Cesare, console, senatore e condottiero romano.
Giulio Cesare fu vittima di una congiura ordita da una sessantina di Senatori che si consideravano portatori dei veri valori repubblicani e che temevano una possibile e probabile deriva autoritaria dello Stato.
Svetonio, scrittore romano vissuto nel primo secolo dopo Cristo, nel testo Vite dei Cesari ci racconta in maniera dettagliata la dinamica e il contesto dell’assassinio.
Giulio Cesare giunto da poco in Senato, venne circondato da una ventina di senatori, che, al segnale stabilito, gli si avventarono contro pugnalandolo per ventitré volte. Cesare, accortosi del grande numero di assalitori si coprì il volto e la parte inferiore del corpo con la toga per morire più dignitosamente e fu proprio in quel momento che si accorse che tra i congiurati c’era anche Bruto, suo figlio e qui, secondo alcuni, pronunciò le famose parole: “Tu quoque, Brute, fili mi!”. Dopo la morte, il corpo di Cesare rimase abbandonato a terra per qualche momento per essere poi caricato su una lettiga e portato via da alcuni schiavi.
Non possiamo attribuire con assoluta certezza a Giulio Cesare la celebre frase, diventata successivamente l’emblema di un tradimento. L’unico a citarla nei suoi scritti è Svetonio. Non siamo nemmeno sicuri che Bruto fosse veramente figlio di Cesare.
L’assassinio di Cesare sconvolse Roma e i suoi cittadini. Il giorno dei funerali una grande folla partecipò alle esequie, le Idi di Marzo vennero soprannominate ‘il giorno del parricidio’ e venne proibita la convocazione del Senato per quella data. I congiurati che uccisero Cesare speravano di arrestare la deriva autoritaria che la città  stava affrontando, volevano riaffermare il potere e i valori del senato e della Repubblica. Tuttavia, questa speranza si infrangerà presto perché Roma era ormai avviata alla strada dell’Impero.

Largo di Torre Argentina, Roma

Una curiosità: ogni anno a Roma, il 14 marzo in Largo di Torre Argentina  si realizza una rievocazione  storica del Cesaricidio.

Fonti:

www.romanoimpero.com
www.maat.it
www.wikipedia.org

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