Matisse in rosso

“Non dipingo cose, dice Matisse, dipingo le differenze tra le cose.”

Matisse

Quadro tra i più famosi di Matisse, Armonia in Rosso o anche comunemente chiamato Stanza Rossa venne dipinto tra il 1908 e il 1909, in realtà durante la prima stesura del dipinto il colore predominante sulla tela era il verde e il titolo originale sarebbe stato infatti Armonia in verde; successivamente, dopo l’acquisto del quadro da parte di un collezionista russo, il titolo cambia, trasformandosi in Armonia in blu, ma il pittore dopo una prima mostra non era ancora soddisfatto della sua opera e decide quindi di ridipingere parte della tela con un rosso acceso. In seguito a questo ultimo cambiamento diventa definitivamente Armonia in rosso. Adesso è il rosso che domina la scena, creando una sensazione e una visione astratta ma comunque molto suggestiva per la disposizione degli spazi in maniera così omogenea da non permettere l’identificazione dei piani orizzontali e dei piani verticali; ma è proprio questa una della caratteristiche del periodo fauve: con l’appellativo di Fauves vennero soprannominati infatti Matisse, Derain e de Vlaminck, le così dette “bestie selvagge” che esordirono in una prima mostra nel 1905 suscitando interesse nel popolo parigino ma creando allo stesso tempo notevole scalpore e scandalo.

Matisse

Al colore steso per strisce e chiazze dirompenti in molteplici tonalità si sono sostituite grandi superfici di colore pieno, in cui la prospettiva viene totalmente annullata dalla scelta dello stesso rosso ma anche dal motivo decorativo che ritroviamo sulla tovaglia e sul rivestimento murario, motivi arabeschi che per un certo verso richiamano la pittura d’interni fiamminga.
La particolare predilezione di Matisse per i motivi decorativi dei tessuti d’arredamento esotici e orientali si lega alla sua tendenza alla rappresentazione bidimensionale, raffinatamente cromatica, che gli permette grazie alla stilizzazione delle forme di raggiungere una semplicità che lo distingue dagli altri artisti fauve.
L’aspetto piatto è confermato anche dal paesaggio che si apre oltre la finestra: i colori che predominano sono il viola del cielo e il verde del prato, gli alberi hanno una folta chioma bianca, potrebbero forse essere ciliegi fioriti.
La figura femminile collocata sulla destra scivola in secondo piano in quest’opera, dove viene data grande e notevole importanza alla natura morta sopra il tavolo.
La donna, con gli occhi abbassati, sistema la frutta, di cui riusciamo solo a distinguere i colori ma non sappiamo indicarne il tipo. Il viso della donna appare giallo, indossa una maglia nera e una gonna bianca per creare uno stacco con il rosso della stanza.
L’azione raccontata all’interno  trasmette un senso di grande tranquillità e serenità, anche se l’immagine nel suo complesso appare comunque una rappresentazione astratta e simbolica.


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caro lettore, per noi de Lo Sbuffo l'educazione ad un uso consapevole del web è fondamentale. Se puoi, ti chiediamo di dedicare due minuti del tuo tempo alla lettura di questo articolo di Accademia Civica Digitale.

Con la cultura per un web migliore!

Grazie,
Lo Sbuffo