“Guardare al di là del proprio naso per aprire i propri orizzonti ” Ecco la frase che accompagna ogni uomo da quando si è bambini fino all’età adulta. Forse proprio perché sentita troppe volte , ha perso di significato. Cosa c’entra tutto ciò con il palazzo Lombardia? Tra qualche riga sarà tutto più chiaro.
Laura Medugno, Palazzo Lombardia ( dettaglio), 2017
 A Milano , una domenica , giorno in cui la pigrizia regna sovrana, si decide di uscire di casa. Si incomincia con un giro in piazza Gae Aulenti, dove la musica classica sembra fondersi con il rumore delle fontane, si prosegue fino ad arrivare a palazzo Lombardia, detto della Regione, al cui centro si innalza una torre di 161,3 metri, la più alta fino al 2011. Si scopre, ben presto,  che, proprio la domenica, dalle 10.00 alle 18.00, vi è la possibilità di raggiungere gratuitamente  il rooftop.  Come non farsi incuriosire? In meno di 20 secondi si viene catapultati, per mezzo di un ascensore, al 39° piano della torre e presentandosi , per l’appunto,  un nuovo punto di vista.
Palazzo Lombardia  viene costruito tra il 2007 e il 2010 e inaugurato il 20 marzo del 2011. Costituisce uno dei progetti più riusciti della riqualificazione della zona Garibaldi-Repubblica di Milano. La torre centrale è circondata da edifici dall’andamento curvilineo che vanno a creare Piazza Città di Lombardia. All’interno di questa si formano graziosi giochi di luce, grazie all’utilizzo del vetro per tutta la struttura, ad eccezione delle testate realizzate con lastre di pietra di ceppo. Qui è stata collocata la sede della Giunta regionale della Lombardia,  traslocandola  dal Grattacielo Pirelli costruito da Giò Ponti nel 1960. Condivide con quest’ultimo una tradizione non ignorabile.
Laura Medugno, Torre Diamante da Palazzo Lombardia, 2017
Laure Medugno, Torre Unicredit e Bosco Verticale da Palazzo Lombardia, 2017
Tutto ha inizio nel 1774, quando sulla guglia maggiore del Duomo di Milano viene collocata una statua della Madonna, oggi conosciuta come la “Madonnina”, realizzata da Giuseppe Perego. Diminutivo alquanto irrealistico dal momento che è alta 4,16 metri, pesa 1390 kg, ed è  composta di 4750 fogli d’oro giallo 24k.
Da quel fatidico giorno veglia sui milanesi ed è diventata, a prescindere da qualsiasi religione, un vero e proprio simbolo. Durante l’età fascista Mussolini stabilì che nessun altro edificio potesse superare i 108.5 metri del “domm’ de Milan”. La storia mostra, però, che ciò non fu rispettato. Per ovviare a tale “problema”, a partire dal Pirellone viene realizzata  una riproduzione di questa stessa ogni qualvolta lo si superasse. Ciò accade anche per il palazzo della Regione.
Inoltre dal 2016, il palazzo ha ospitato per sei mesi  la riproduzione che è stata realizzata per essere collocata all’esterno del padiglione della Veneranda Fabbrica del Giudice durante l’Expo. Ripropone lo stesso soggetto con una  scala 1:1 dell’originale, costituendo un’ottima occasione per poterla osservare e studiare
da vicino. Oggi si trova nel retrocoro della Cattedrale di Milano ed è visitabile tutti i giorni della settimana dalle 8 alle 19.
Le quindici colonne, che decorano uno degli ingressi, costituiscono un ulteriore motivo di visita. Sono state realizzate nel 2013 e presentate con il nome “Le colonne d’arte”.
Laura Medugno, Rosella Gilli Guglia del Duomo

 

Laura Medugno, Manuela Carrano L’albero della Città
Laura Medugno, Casagrande & Recalcati- Flowers 07
Tornando al discorso iniziale e  tenendo conto che tutto ciò che è nuovo  ti permette di ampliare le conoscenze, palazzo Lombardia, soprattutto attraverso  le enormi vetrate, che circondano tutto il belvedere della torr, offre la “reale” possibilità di “guardare al di là del proprio naso per aprire i propri orizzonti “. Non si tratta di un ampliamento meramente concreto del panorama, perché ciò è  possibili anche in altri luoghi,  ma anche in senso figurato ed è proprio questo che lo rende ancor più affascinante.
Tale visuale esisteva già da prima, ma agli occhi appare solo ora, ciò porta a pensare che  ne esistano altre migliaia e migliaia  che aspettano solo di essere scoperte. L’orizzonte della conoscenza è molto limitato rispetto a quello che si ritiene di aver raggiunto.

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