Lucrezia nasce nella rocca di Subiacco, nei pressi di Roma, nel 1480. È figlia illegittima del cardinale Rodrigo Borgia e di Vannozza Catanei. Lui è il nipote di papa Callisto III, mentre lei è di origine lombarda e gestisce a Roma delle locande frequentate da prostitute e, pur essendo sposata, frequenta assiduamente gli appartamenti di Rodrigo. Il rapporto con il prelato e futuro papa dura parecchi anni, con lui ha infatti quattro figli: Giovanni, Cesare, Lucrezia e Goffredo.

Unica figlia femmina, Lucrezia ha trascorso i primi anni di vita con la madre, poi viene affidata alle cure di Adriana Mila Orsini, parente del padre, che le insegna la lingua e la cultura spagnola, terra di origine dei Borgia. La famiglia infatti è originaria di Jàtiva, città nelle vicinanze di Valencia. La piccola cresce quindi immaginando e idealizzando queste terre lontane, sognando un giorno di poterci vivere felicemente. Non immagina ancora il destino che il padre ha progettato per lei.

È ancora una bambina quando Rodrigo decide di darla in moglie a Giovanni Sforza, il 27enne nipote del cardinale Sforza e di Ludovico il Moro. Lucrezia ha solo 13 anni e il matrimonio fatica a decollare, dopo soli 4 anni Sforza scappa a Pesaro e chiede un anticipo della dote di 5 mila ducati per rientrare nelle spese della costosa festa di nozze. Borgia, ormai papa, gliene offre 30 mila in cambio di un suo ritorno e per consumare il matrimonio. Cosa sia accaduto tra i due sposi non è dato sapersi, è certo però che i Borgia stessi, dopo qualche tempo, usano la tesi del matrimonio mai consumato per chiederne l’annullamento alla chiesa. Giovanni Sforza non ha armi per combattere questa accusa, l’unica via di uscita sarebbe stata quella di consumare il rapporto sessuale davanti a una coppia di testimoni, ma il giovane si oppone e il matrimonio viene annullato e Lucrezia dichiarata virgo intacta. Sforza ha sete di vendetta, mette in giro voci su presunte relazioni incestuose tra Lucrezia e il padre, Lucrezia e i fratelli.

Ritratto di Cesare Borgia, Altobello Melone

La vera causa dell’annullamento risiede in ragioni politiche: Cesare, ovvero il Valentino, ha appena deposto la porpora cardinalizia e si prepara a diventare un freddo e lucido condottiero; Lucrezia è ancora una volta pedina nelle mani degli uomini Borgia, c’è bisogno che sposi Alfonso d’Aragona, figlio illegittimo del re di Napoli. Nel frattempo però Lucrezia, rinchiusa nel convento di San Sisto, si innamora e resta incinta di padre Pedro Calderon, detto Pedrotto. I due giovani amanti non riescono a tenere nascosta la relazione che viene troncata dalla violenza di casa Borgia, di padre e figlio si perdono infatti inspiegabilmente le tracce.

A 18 anni Lucrezia affronta il suo secondo matrimonio. Alfonso si rivela un marito premuroso e gentile, Lucrezia ne è affascinata e la sua vita sembra scorrere finalmente tranquilla. Due anni dopo i tempi sono cambiati, il Valentino ha bisogno di nuove alleanze; spietato e calcolatore decide di sbarazzarsi di Alfonso che però sopravvive alla sua imboscata. Lucrezia spaventata e disgustata dalla sua stessa famiglia lo accudisce e non lo abbandona. Ma Cesare è un Borgia, oltre che spietato è furbo: con una scusa allontana di casa la sorella e manda un sicario a uccidere Alfonso, per lui è la fine.

Papa Alessandro VI

La giovane donna, a causa del dispiacere, si ammala di febbri altissime e il papa, non sopportando la vista di tanto dolore, decide di mandarla nel castello di Nepi per smaltire il lutto e progettarle la terza unione. Il prescelto è Alfonso d’Este, figlio del duca di Ferrara. Il piano è deciso, manca solo un ultimo passo: convincere gli Este, spaventati dalla pessima reputazione della famiglia Borgia. Si racconta infatti che negli appartamenti papali non regnino castità e preghiera.

Alla fine, gli Estensi si fanno convincere: il calcolo politico e il bene del ducato vengono prima delle malelingue e dei pettegolezzi. Lucrezia si trasferisce alla corte estense, lontana dal padre e dal fratello che le avevano provocato tanto dolore, sembra rinascere. La corte le offre mondanità e cultura: è il posto perfetto per questa donna cresciuta troppo in fretta. Lucrezia è amata da tutti, sudditi e uomini di lettere. È in contatto con Ercole Strozzi e Ludovico Ariosto, è l’amante di Pietro Bembo e di Francesco Gonzaga.

Ma le cose stanno per cambiare ancora una volta. Alla morte di papa Borgia, la famiglia subisce un duro colpo. Gli eredi vengono perseguitati, le ricchezze perse; e a Ferrara le cose non vanno meglio: Alfonso viene scomunicato dal papa e perde tutto.

Lucrezia è logorata dalle preoccupazioni; a 39 anni resta incinta di nuovo e muore per le complicazioni dovute al parto. Dopo la sua scomparsa si moltiplicano le dicerie sul suo conto: da amante incestuosa a donna spietata e incarnazione della malvagità femminile. Solo più tardi ci si rende conto di quello che è veramente stata: una vittima inconsapevole della sua famiglia, della società e del suo tempo.


Fonte: focus storia biografie, autunno 2011-numero 5

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